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venerdì 13 novembre 2015

Disoccupazione e depressione. Per una migliore qualità della vita

     Recensione: Robert L. Leahy, Se perdi il lavoro non perdere la testa. Come sopravvivere alla disoccupazione, Eclipsi, Firenze 2015, pp. 271, € 19,00.
     Recensione: Daniela Leveni – Paolo Michielin – Daniele Piacentini, Superare la depressione. Un programma di terapia cognitivo-comportamentale, Eclipsi, Firenze 2014, pp. 258, € 16,00.
      Si dice che l’Università sia un luogo di formazione in grado di fornire le competenze necessarie ad affrontare il mondo del lavoro. Non potrà mai esserlo davvero se non menziona o prevede gli intoppi della vita reale. Se un giorno venisse istituito un corso universitario denominato “Fondamenti della disoccupazione” avrebbe in programma i due libri di cui sopra e formerebbe individui capaci di fronteggiare anche i periodi più sfavorevoli dell’esistenza umana. Un corso simile non esiste, ma abbiamo la fortuna di poter usufruire di due preziosi testi che rappresentano un salvagente nel burrascoso mare della disoccupazione e della depressione.
     Aver perso o non aver ancora trovato un impiego è uno dei maggiori fallimenti della nostra società che si vanta di aver raggiunto l’apice del progresso. La presenza crescente di inoccupati causa la stagnazione dell’economia di interi paesi e costituisce anche una gravosa zavorra socio-sanitaria. Chi non ha un lavoro non guadagna e non produce, si sente afflitto, perde la scintilla vitale e rischia di veder perire la propria salute. Non siamo venuti al mondo per questo. E allora dobbiamo reagire, tornare ad essere combattivi o imparare ad esserlo. Ci occorre una nuova priorità di vita: noi stessi. In attesa che il governo compia le scelte migliori per il paese intero, dobbiamo prenderci cura della nostra psiche, inseparabile compagna di vita, abolire la pigrizia, acquisire nuove competenze o fortificare quelle già in nostro possesso e continuare la ricerca di un nuovo impiego. Dobbiamo rettificare i pensieri più cupi e affrontare la vita con una personalità che impareremo ad interiorizzare con queste guide.
     Lo studioso Robert Leahy ci accompagna, come una guida fraterna, in un percorso salvifico che ci aiuterà a capire che si può sopravvivere alla disoccupazione, anzi si può letteralmente operare una rinascita.
     Ho associato due recensioni salvavita poiché tra lavoro e identità esiste un legame profondo e ne consegue che la perdita del lavoro comporta un grande senso di smarrimento cui spesso fa seguito la depressione. Quando scrissi il testo Lungo i sentieri dell’identità, affrontai il nesso tra lavoro e identità: è indissolubile, ma le due realtà possono coesistere su piani separati. Non è esatto ritenere che il lavoro ci doni un’identità, piuttosto la professione svolta è il contesto nel quale far emergere la nostra identità. Quindi non dovremmo mai permettere alla disoccupazione di spingerci nel baratro della depressione. Superare la depressione è possibile seguendo il programma di terapia cognitivo-comportamentale.
     La depressione non è una malattia incurabile. La depressione non è necessariamente una conseguenza della disoccupazione, ma di una serie di fattori (genetici o ambientali) o vicissitudini personali che ci spingono nella spirale dell’autodistruzione. Imparare a riconoscerla è il primo passo per provare a vincerla. Si menzionano i farmaci e con dovizia di particolari si enucleano i loro effetti desiderati, indesiderati e i possibili rimedi. È fondamentale esercitarsi nel mettere in pratica delle strategie comportamentali per uscire da quel vortice di controproducente malinconia ed attuare una vera e propria ristrutturazione cognitivo-comportamentale che ci terrà compagnia per tutta la vita.
     Ora mi congedo da voi affinché non perdiate altro tempo. Avete un importante viaggio da compiere e un’ardua missione da assolvere: salvare la vostra anima.
 
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