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Visualizzazione post con etichetta Gli alunni della Santomauro. Mostra tutti i post
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mercoledì 15 marzo 2017

Gli aspetti psicologici della celiachia - Scuola "G. Santomauro"

Corso di giornalismo scuola Santomauro
     La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine la cui ingestione causa un’infiammazione dell’intestino tenue. Il celiaco può mangiare solo cereali naturalmente privi di glutine: riso, mais, grano saraceno, miglio, quinoa, amaranto e tutti i tipi di frutta e verdura, legumi, latte e derivati, carne, pesce, uova, etc. Dunque la dieta resta equilibrata. Per la sicurezza della sua salute, è importante che il cibo del soggetto celiaco non entri mai in contatto con prodotti contenenti glutine, nemmeno in piccolissime parti. La causa è prevalentemente genetica e le conseguenze a carico della salute sono varie e di varia gravità. I genitori dei bambini celiaci hanno un ruolo fondamentale in quanto devono assicurarsi che il figlio non assuma glutine. Inoltre devono educare il bambino a stare attento e a non trasgredire le regole. L’adolescente invece si può sentire isolato, depresso e può anche negare il suo problema finendo col mettere a rischio la propria salute. L’adulto, spesso, riesce a controllarsi. By: S. R. Rotunno, A. Corrado, A. G. Gissi, S. Benvestito.

Corso di giornalismo scuola Santomauro
     La celiachia è una condizione molto diffusa in Italia e nel mondo, per questo sono nate molte aziende alimentari che producono cibi privi di glutine. La celiachia di manifesta talvolta nell’infanzia dopo il periodo dello svezzamento, nei soggetti geneticamente predisposti. L’assunzione di alimenti contenenti glutine o tracce di esso provoca un’anomala reazione immunitaria dell’intestino tenue. Per tale motivo è importante prestare molta attenzione.
     Un ragazzo potrebbe vergognarsi in presenza dei suoi compagni perché potrebbe sentirsi a disagio. È difficile infatti essere diversi, anche nel cibo. Tra gli adulti, invece, il problema potrebbe essere preso alla leggera o rimarcato eccessivamente, ma molto dipende dalla sensibilità e dall’educazione di chi circonda il celiaco che rimane costretto a portarsi il cibo ovunque vada. By: S. Colaianni, F. De Blasi, E. Laviosa, C. Piscitelli, L. Timpano. 

Corso di giornalismo scuola Santomauro
     Ogni celiaco affronta la sua malattia in modo diverso. C’è chi la accetta e non ha paura del giudizio degli altri e chi compromette la propria salute evitando di dirlo e mangiando i cibi sbagliati. Vi sono molti aspetti psicologici dietro la celiachia e tutti nascondono un disagio nel rapporto col prossimo. Ma non bisogna sentirsi diversi dagli altri se si mangiano cose differenti perché non è il modo di mangiare che conta ma avere l’atteggiamento giusto e positivo. Questo è il pensiero che dovrebbe letteralmente colpire la maggior parte dei celiaci che devono attenersi a una dieta perenne. By: C. Conciatori, D. Grimaldi, V. Marchitto, E. R. Ricco. 

     Gli aspetti psicologici della celiachia sono vari e possono essere positivi o negativi.
Corso di giornalismo scuola Santomauro
     Uno degli aspetti negativi è che un celiaco può sentirsi a disagio, nei confronti degli amici, soprattutto quando un compagno lo invita a casa sua (o in occasioni speciali come una festa di compleanno), sentendosi un peso per chi cucina.
     Mentre un aspetto positivo è quello raccontato da chi scopre di essere celiaco in età adulta: pur dovendo cambiare interamente i prodotti da mangiare si sentono finalmente in salute e ne sono felici.
     Tuttavia una persona affetta da celiachia può sentirsi sola con un vuoto dentro di sé poiché vede le altre persone (parenti, amici o estranei) che a volte gustano qualsiasi cibo ricco di glutine.
     Ma chiudiamo con un aspetto positivo: la celiachia consente alla persona che ne è affetta di mangiare cibi molto più sani rispetto a quelli pieni di glutine. Ci si adatta a una dieta più sana ed equilibrata. By: A. Facile, A. Laviosa, D. Pegna, D. Sciacovelli. 

Corso di giornalismo scuola Santomauro Silvana Calabrese
     La redazione, tutta: Sophia Benvestito, Serena Colaianni, Camilla Conciatori, Antonio Corrado, Francesco De Blasi, Alessandro Facile, Alessia Giorgia Gissi, Davide Grimaldi, Alessandro Laviosa, Eleonora Laviosa, Vittoria Marchitto, Dario Pegna, Carla Piscitelli, Elisabetta Rosa Ricco, Sophia Renata Rotunno, Daniela Sciacovelli, Linda Timpano.  
     Scuola “G. Santomauro” A.S. 2016–2017

Della sezione "Celiachia" fanno parte anche: 

lunedì 13 marzo 2017

Il discorso di fine corso di giornalismo 2017

Banconota USA - In God we trust
    Cari ragazzi, oggi si conclude il nostro corso di studi sulla scrittura e sul giornalismo. A me piace definirlo un’avventura che ci lascia una reciproca esperienza e tanti ricordi. E come sempre, sono così primadonna da aver realizzato un discorso finale. Credo che tocchi a noi dare valore alle piccole cose che faranno parte di noi e ci determineranno.
Monete USA In God we trust
     In questo giorno lascerò che una banconota ispiri le mie parole. È il dollaro americano. Sulla sua facciata posteriore campeggia a chiare lettere la scritta «In God we trust» che significa «In Dio noi confidiamo». Per qualcuno può essere sacrilego porre il nome di Dio sul denaro, altri possono restare indifferenti, ma io voglio cogliere ed estendere a voi un invito alla riflessione. Perché se ogni moneta e banconota degli Stati Uniti riporta il medesimo motto c’è un senso da ricercare o una metafora da ideare.
     Monete e banconote sono emesse dal ministero del Tesoro degli Usa e garantite dal governo federale che ripone la sua fiducia in Dio e lo fa per fede. Gli Stati Uniti emettono valuta recante una dichiarazione di fede in Dio. Cosa vuol dire? E cosa può avere a che fare con voi del corso di giornalismo? Prendo in prestito dagli americani il concetto di fede che consiste nel credere, senza ripensamenti, a qualcosa di cui non si può avere una prova o una dimostrazione.
     Quando vi tornerà in mente il mio corso di giornalismo, figuratevi anche il dollaro statunitense e il suo motto e poi trasferitelo su di voi. Il mio invito è quello di avere fede e fiducia nelle vostre capacità e nei risultati che lo studio serio e costante e il duro lavoro producono. Fede significa credere in quello che non si vede: può trattarsi di Dio, ma anche del vostro livello culturale e della possibilità di realizzarvi nella vita come individui e cittadini esemplari.
     Non intendo mentirvi, c’è anche la possibilità che dopo tanto lavoro non riusciate a coronare i vostri sogni e che, nel peggiore dei casi, restiate disoccupati. Ma questo non deve provocare un crollo della fede che riponete nelle vostre capacità. Una volta persa, nemmeno tutto l’oro estraibile potrà più restituirvi la fede. È quindi una qualità da custodire gelosamente e da alimentare. Negli Stati Uniti se ne ricordano ogni volta che maneggiano il denaro, dal centesimo al verdone da cento dollari, voi invece dovrete ricordare le parole del mio discorso di fine corso. 
     Siate sempre fieri dei valori più semplici e genuini, non smarriteli. E non smarritevi, nuotate contro corrente, vi irrobustirà.   

Guarda gli altri discorsi di fine corso:

domenica 12 marzo 2017

Wikipedia: vantaggi e debolezze - Scuola "G. Santomauro"

Giornalismo Scuola media Santomauro Bari
     Wikipedia è un’enciclopedia online che permette di trovare informazioni riguardo a vari argomenti. Ha dei vantaggi, tra cui quello di incrementare la conoscenza degli internauti che fanno delle ricerche a seconda delle attività da essi svolte. Ma ha anche molte debolezze, tra cui: l’utilizzo di termini scientifici e parole complicate (se gli utenti frequentano le scuole medie); il diminuire l’uso dei libri; la funzione “modifica testo” che permette a chiunque di scrivere notizie fittizie; il non essere adatto a tutte le fasce d’età.
     Esistono delle alternative a Wikipedia ad esempio un ritorno all’enciclopedia cartacea o anche online, ma che abbia una vera redazione scientifica ad occuparsi delle voci enciclopediche.
     Ci è sembrato ironico trovare su Wikipedia l’argomento “pregi e difetti” proprio nel momento in cui dovevamo scrivere un articolo in merito. Permette alla gente di farsi un’idea del sito.
     By: Daniela Sciacovelli, Alessandro Facile, Alessandro Laviosa, Dario Pegna.

Giornalismo Scuola media Santomauro Bari
     Wikipedia è uno strumento di ricerca, usato a livello globale, che ha dato una svolta al metodo di studio delle generazioni attuali. È stato creato il 15 gennaio 2001 da Jimmy Wales e Larry Sanger. Questa enciclopedia online ha riscontrato, fin dai primi anni, molto successo ma altrettanti problemi. Il più importante di questi è la sua inattendibilità in quanto chiunque può aggiungere, eliminare o modificare i testi pur non essendo un esperto del settore. Infatti nel 2005, l’allora 78enne Seigenthaler venne diffamato ingiustamente di essere coinvolto nell’omicidio dei Kennedy e di appartenere all’Unione Sovietica. Dopo questo avvenimento Wikipedia venne riaggiornata in modo da tutelarsi.
     Questo sito può essere considerato utile e dannoso allo stesso tempo: se da un lato rende più facile la ricerca di informazioni, dall’altro rende le notizie meno attendibili. Il nostro consiglio è di utilizzare questo strumento di ricerca con cautela e di verificare l’autenticità degli articoli. Nonostante tutti i problemi legati alla veridicità dei suoi contenuti viene comunque utilizzato da milioni di persone.
     By: Linda Timpano, Sophia Rotunno, Antonio Corrado, Alessia Gissi, Alessandro Rufo.

Giornalismo Scuola media Santomauro Bari
     Wikipedia è da sempre utilizzata come enciclopedia online in tutto il mondo per la sua velocità e per la ricchezza di informazioni. E ovviamente ha dei pro e dei contro.
     Le voci enciclopediche, essendo scritte dagli utenti stessi, potrebbero non essere attendibili (manca un comitato scientifico n.d.r.) e ciò comporterebbe l’apprendimento di notizie errate. Inoltre essendo scritti in varie lingue, gli argomenti potrebbero contenere delle traduzioni prive di senso compiuto.
     Viene consultata spesso dai ragazzi per fare ricerche, ma a volte contiene termini troppo complessi per la loro età. A volte i più giovani non rielaborano le informazioni prese da Wikipedia ed è per questo motivo che la maggior parte delle ricerche svolte sono tutte uguali. Gli studenti si limitano a stamparle o a copiarle senza interessarsi davvero all’argomento. Tuttavia c’è da dire che Wikipedia offre una vasta gamma di informazioni consultabili in ogni momento grazie alle tecnologie odierne. Non bisogna affidarsi troppo alle informazioni che fornisce, ma confrontarsi con altri siti, usare la testa e… anche i libri.
     By: Sophia Benvestito, Camilla Conciatori, Elisabetta Ricco, Davide Grimaldi, Vittoria Marchitto.

Giornalismo Scuola media Santomauro Bari
     Wikipedia è un sito internet nel quale possiamo trovare informazioni su diversi argomenti. Queste svariate categorie portano sia vantaggi che debolezze. I vantaggi sono molti come la presenza di notizie molto dettagliate e veloci da raccogliere anche se questo può provocare lo svolgimento di temi e ricerche molto simili tra loro.
     Un elemento non favorevole è il non conoscere l’autore delle pagine di ricerca, cosa che provoca dubbi sulla veridicità delle informazioni. Una prova di queste incertezze è un avvenimento accaduto nel 2005 al signor Seigenthaler (ex collaboratore del Presidente Kennedy), il quale è stato falsamente accusato dall’enciclopedia di aver preso parte all’omicidio dei fratelli Kennedy. Questa notizia forse è una prova che Wikipedia è stata oggetto di strumentalizzazione.
     Tra le debolezze di questo sito vi è anche la pigrizia mentale che porta con facilità alla pratica del “copia e incolla”. Per le ricerche scolastiche non è proprio l’ideale.
     By: Serena Colaianni, Eleonora Laviosa, Carla Piscitelli, Chiara Valenti.

     La redazione, tutta: Sophia Benvestito, Serena Colaianni, Camilla Conciatori, Antonio Corrado, Alessandro Facile, Alessia Giorgia Gissi, Davide Grimaldi, Alessandro Laviosa, Eleonora Laviosa, Vittoria Marchitto, Dario Pegna, Carla Piscitelli, Elisabetta Rosa Ricco, Sophia Renata Rotunno, Alessandro Rufo, Daniela Sciacovelli, Linda Timpano, Chiara Valenti. 
     Scuola “G. Santomauro” A.S. 2016–2017

domenica 5 marzo 2017

Un invito alla raccolta differenziata - Scuola "G. Santomauro"

     La raccolta differenziata contribuisce a ridurre i rifiuti destinati alle discariche, ma è anche un gesto di rispetto nei confronti dell’ambiente e di noi stessi. Non farla è uno dei fattori che danneggiano la nostra salute.
Giornalismo Scuola Santomauro Calabrese
     Esistono alcuni motivi per cui tante persone non differenziano: al primo posto c’è la disattenzione nel dividere i materiali. Si è poi diffusa la voce che i netturbini mescolino, per distrazione o negligenza, i rifiuti differenziati rendendo inutile il lavoro dei cittadini. Inoltre si pensa che il comune non fornisca il numero di cassonetti sufficiente per svolgere il nostro compito.
     Le ragioni per cui dovremmo fare la raccolta differenziata sono molto più numerose: rispetto dell’ambiente e della salute, riciclaggio di plastica, vetro ed altri materiali per produrre nuovi oggetti.
     Nella nostra città esistono cinque isole ecologiche dell’Amiu. Si tratta di luoghi in cui sono presenti i cassonetti per aiutare a differenziare il materiale con il personale che dà dei consigli. Tutto questo, però è inutile se i cittadini non si impegnano in massa.

     Il gruppo di redattori: Daniela Sciacovelli, Alessandro Laviosa, Dario Pegna, Alessandro Facile. 

     La redazione, tutta: Sophia Benvestito, Serena Colaianni, Camilla Conciatori, Antonio Corrado, Francesco De Blasi, Alessandro Facile, Alessia Giorgia Gissi, Davide Grimaldi, Alessandro Laviosa, Eleonora Laviosa, Vittoria Marchitto, Dario Pegna, Carla Piscitelli, Elisabetta Rosa Ricco, Sophia Renata Rotunno, Alessandro Rufo, Daniela Sciacovelli, Linda Timpano, Chiara Valenti.  
     Scuola “G. Santomauro” A.S. 2016–2017

mercoledì 1 marzo 2017

Senza averlo letto: recensioni assurde 2 - Scuola "G. Santomauro"

     Appartiene a tutti noi, l’identità. Riguarda il modo di essere di ciascun soggetto e si forma nelle diverse fasi della sua vita: infanzia, adolescenza, età adulta ed anche vecchiaia. Ciò che diciamo e ciò che scegliamo di non dire fanno parte di noi, della nostra personalità che a sua volta è influenzata dalle persone che ci circondano e che sono per noi punti di riferimento: la famiglia, gli amici, gli insegnanti…
     Il testo tratta di cambiamenti perché l’uomo cambia e cerca sempre di scoprire chi è davvero e cosa vuole fare della sua vita.
     Durante il periodo dell’infanzia e dell’adolescenza si instaurano le prime amicizie e con esse si ha stima di sé ed anche rispetto altrui, senza chiedere nulla in cambio (Non spe mercedis adducti, cioè non spinti dalla speranza di una ricompensa – Cicerone).
     Segue il periodo dell’età adulta nella quale si entra in società cercando il primo lavoro e promuovendosi autonomamente.
     Nell’opera si parla di tutte le speranze che l’uomo ha e che a volte servono a superare i momenti bui della propria vita.
     Scrivere questo articolo non è stato facile… ma unendo le nostre forze, la nostra intelligenza e la nostra identità siamo riusciti a creare una recensione più che assurda. Non dimenticandoci, però, dell’aiuto essenziale della nostra adorata professoressa Silvana Calabrese.

     Il gruppo di redattori: Linda Timpano, Elisabetta Rosa Ricco, Sophia Renata Rotunno, Alessandro Rufo.
Gli alunni della Scuola Santomauro Giornalismo

     La redazione, tutta: Francesco De Blasi, Davide Grimaldi, Eleonora Laviosa, Dario Pegna, Carla Piscitelli, Elisabetta Rosa Ricco, Sophia Renata Rotunno, Alessandro Rufo, Daniela Sciacovelli, Linda Timpano, Chiara Valenti. 
     Scuola “G. Santomauro” A.S. 2016–2017

venerdì 24 febbraio 2017

Una bufala (anzi tre) fatta in classe - Scuola "G. Santomauro"

Edizione speciale. L’FBI rinviene 25 cadaveri nell’Area 51
Corso giornalismo Santomauro Bari
     I sospetti sono attribuiti ad un alieno scappato dall’Area 51 poiché è stata ritrovata una clip video che mostra un esperimento eseguito sull’extraterrestre prima che accadesse l’irreparabile.
     Qualche giorno dopo le intense indagini hanno individuato un uomo ricoverato nell’ospedale St. George. L’uomo afferma di essere l’unico sopravvissuto all’accaduto. Recatisi al St. George Hospital, alcuni agenti dell’FBI cercano di ottenere maggiori informazioni dal testimone. «Ero andato semplicemente in bagno e quando sono uscito ho trovato 25 persone riverse per terra, morte e un alieno che mi fissava in modo minaccioso, ma mi ha risparmiato» ha affermato Tom Johnson. L’FBI andò via ringraziando di poter archiviare il caso, ma un mese dopo altri video clip ed indagini degli osservatori spaziali hanno svelato che la storia non era affatto finita… l’invasione è appena cominciata!
     Il gruppo di redattori: Alessandro Facile, Dario Pegna, Sophia Renata Rotunno, Daniela Sciacovelli. 

Occhi aperti quando suonate
Corso giornalismo Santomauro Bari
     Sabato 11 febbraio, in un locale di Milano, è accaduto un fatto incredibile: un ragazzo di 15 anni, Fantastico Sonoio, stava suonando la chitarra con la sua band. La canzone stava per terminare, per cui invece di rivolgere lo sguardo sullo spartito, si era distratto quando… le sue dita si sono incastrate nello strumento!
     Guardando altrove, non si era accorto che le sue dita si fossero impigliate in quei sottilissimi fili.
     I suoi amici, presi dal panico, hanno tentato di risolvere la situazione, peggiorandola però, perché tirando troppo forte hanno tranciato immediatamente le dita riducendole in tanti piccoli pezzi.
     L’ambulanza arrivò in fretta e furia portando al più presto il ragazzo in ospedale dove, dopo aver effettuato i necessari controlli, gli fu annunciato che avrebbe dovuto affrontare l’intervento di amputazione dell’intera mano.
     Un avviso a tutti i chitarristi: state attenti quando suonate!
     Il gruppo di redattori: Camilla Conciatori, Davide Grimaldi, Vittoria Marchitto, Elisabetta Rosa Ricco. 

Esiste la magia? Credevamo di no…
     È la notte di capodanno e ci troviamo a Dubai. Tra mille fuochi d’artificio ecco apparire una luce giallo-verdastra. In un primo momento non ha destato sospetti per via della confusione creata dai tanti bagliori. Tutto è avvolto dalla fitta nebbia e la temperatura si abbassa notevolmente in poco tempo. Tutte le luci si spengono all’improvviso. Ed ecco un puntino offuscato nel cielo che man mano diventa più grande… la temperatura scende ancora. Fa sempre più freddo.
Corso giornalismo Santomauro Bari
     Quel puntino ora è riconoscibile: si tratta di una Cloud City, una città sospesa nel nulla. È composta da una sfera principale e da un lungo ascensore magnetico che collega tre piani, ciascuno dei quali ha un uso specifico. Sulla sua sommità si trova la città.
     Esiste la magia? È una domanda che si sono poste le diverse generazioni. Si tratta di un Ufo proveniente da una lontana galassia? Molti professori hanno sempre sostenuto l’esistenza degli alieni, molto probabilmente già manifestatisi nel Nuovo Regno D’Egitto.
     Ad un certo punto dalla Cloud City decolla una strana macchina che atterra nella piazza principale al centro della città. È di colore verde acqua, molto simile alle classiche macchine degli anni ’60. “La magia si è manifestata. Se dovesse accadere un’altra volta dovremo essere preparati” ha affermato il presidente americano.
     In pochi secondi tutto è scomparso. Tutto è tornato alla normalità. Non è rimasta traccia dell’accaduto. Si è trattato di un sogno? Un incubo strano? Un’allucinazione? Oppure è tutto vero? Ci sono altri pianeti abitati nell’universo?
     Alcuni abitanti e turisti hanno creduto di essere diventati pazzi. Eppure le testimonianze sono attendibili. Per ora Dubai rimane avvolta nel mistero e diverse agenzie segrete stanno indagando sull’episodio. Tutto il mondo resta nell’incertezza e si prepara a qualsiasi cosa!
     Il gruppo di redattori: Serena Colaianni, Camilla Conciatori, Francesco De Blasi, Eleonora Laviosa. 

Corso giornalismo Santomauro Bari

     E il quarto gruppo? Era composto da Sophia Benvestito, Alessia Giorgia Gissi, Alessandro Rufo, Linda Timpano, ma sono svenuti durante il compito!

     La redazione, tutta: Sophia Benvestito, Serena Colaianni, Camilla Conciatori, Francesco De Blasi, Alessandro Facile, Alessia Giorgia Gissi, Davide Grimaldi, Eleonora Laviosa, Vittoria Marchitto, Dario Pegna, Carla Piscitelli, Elisabetta Rosa Ricco, Sophia Renata Rotunno, Alessandro Rufo, Daniela Sciacovelli, Linda Timpano.  
     Scuola “G. Santomauro” A.S. 2016–2017

domenica 19 febbraio 2017

Videogiochi, svago o trappola? Il nostro rapporto - Scuola "G. Santomauro"

     Esistono molti modi per giocare con i videogiochi, c’è la Play Station (1, 2, 3, 4 e psp…), la Wii, il tablet e gli smartphone. Spesso si possono scaricare dalla rete e talvolta per noia vengono cancellati e se ne cercano altri. Può capitare di iniziare a giocarci e smettere solo se è la batteria scarica a ordinarlo.
     È possibile considerarli sia uno svago che una trappola a seconda del fatto che occupino una piccola porzione di tempo libero o che ci intrappolino del tutto.
     Abbiamo effettuato un piccolo sondaggio tra i compagni, scoprendo che il fattore stanchezza colpisce la maggior parte di noi, mentre alcuni ragazzi non si sono mai sentiti esausti nemmeno dopo ore di gioco ininterrotto, anzi sentono l’adrenalina.
     Spesso si afferma che i videogame brucino i neuroni e secchino gli occhi ed in parte è vero. Il cervello elabora continuamente gli stimoli del gioco che a volte interferisce con i nostri comportamenti. Un esempio è dato dal game over che induce a rincominciare continuamente la partita.
     Si deve considerare anche il contenuto violento di alcuni giochi che influiscono sull’educazione dei ragazzi generando violenza. Nei casi estremi i videogiochi di lotta o di guerra portano ad un cambiamento della mentalità dei giocatori che potrebbero confondere la vita reale con quella virtuale. Ci si identifica totalmente con il personaggio. La cosa peggiore è che si può arrivare a fare qualsiasi cosa.
     Nel caso dei giochi di logica ed intelligenza se ne può apprezzare la funzione educativa, ma comunque l’affaticamento della vista è un fatto indiscusso come anche la dipendenza.
     Prendendo in considerazione i giochi basati sull’attività fisica ed il movimento come il ballo o lo sport in generale, potremmo reputarli più produttivi e capaci di garantire lo svago anche perché possono coinvolgere più persone insieme.
     La chiave segreta per riuscire a realizzare una buona convivenza con i videogiochi è l’equilibrio unito alla moderazione nel loro utilizzo. Inoltre si dovrebbero preferire giochi interattivi ed anche istruttivi che aiutino ad imparare, ad ampliare le proprie conoscenze e che stimolino la curiosità.
     Buona parte del tempo che i giochi virtuali ci sottraggono potrebbe essere impiegato per coltivare le amicizie e gli hobby. Corriamo il rischio di allontanarci dalla vita sociale con i nostri coetanei, senza tralasciare le conseguenze della nostra alienazione dallo studio, conseguenze dirette sul nostro futuro lavorativo.
     Pochissimi sono i ragazzini che non si avvicinano proprio alla realtà virtuale oppure per i quali questo rapporto è raro.
     L’unico modo per evitare o per sminuire la dipendenza da videogiochi è la presenza dei genitori che monitorino il tempo e le nostre modalità di gioco prima che sia troppo tardi. Il divieto degli adulti, però, può essere aggirato ogni volta che essi sono distratti o non presenti. Non mancano gli episodi di forte ribellione dei figli nei confronti dei genitori di fronte alla negazione.
     Vi sono circostanze come la noia, spesso, a indurre l’inizio di una serie di partite.
     Un elemento allarmante è costituito dal fatto che le recenti generazioni spendono troppo tempo nella virtualità dei videogiochi lasciando poco tempo ad attività più produttive come lo studio.
     Forse dovremmo riproporre la vecchia realtà dei giochi di società che raccoglievano amici e parenti nel tempo libero o durante le vacanze di Natale.
Corso di giornalismo Scuola Santomauro

     La redazione: Sophia Benvestito, Serena Colaianni, Camilla Conciatori, Antonio Corrado, Francesco De Blasi, Alessandro Facile, Alessia Giorgia Gissi, Davide Grimaldi, Alessandro Laviosa, Eleonora Laviosa, Vittoria Marchitto, Dario Pegna, Carla Piscitelli, Elisabetta R. Ricco, Sophia Renata Rotunno, Alessandro Rufo, Daniela Sciacovelli, Linda Timpano.
     Scuola “G. Santomauro” A.S. 2016–2017

domenica 12 febbraio 2017

Raccolta differenziata: non la facciamo ma dovremmo - Scuola "G. Santomauro"

     La raccolta differenziata consiste nel dividere i rifiuti in appositi cassonetti in base al materiale di cui sono fatti. Serve per riciclare i prodotti che non servono più e trasformarli in nuovi oggetti.
     Da alcuni anni, per le strade, sono stati installati dal comune dei bidoni per favorire la raccolta differenziata. Molte persone si adeguano perché vogliono rispettare l’ambiente, ma altre non la fanno perché non essendo obbligate, non se ne preoccupano. È per questo che dovremmo inculcare buon senso e senso civico in coloro che non vi aderiscono.
     La raccolta differenziata non migliora solamente l’ambiente, ma anche la nostra salute.
     Molte persone incivili, lasciano per strada la spazzatura, inquinando, e questo non succede solo sulla terraferma ma anche nel mare. Infatti al largo del Pacifico esistono delle isole piene di rifiuti di plastica. Noi redattori facciamo la raccolta differenziata e siamo felici della nostra scelta perché lasceremo ai ragazzi di domani un mondo più pulito.
Giornalismo Scuola Santomauro Calabrese

     Il gruppo di redattori: Camilla Conciatori, Elisabetta Ricco, Davide Grimaldi, Vittoria Marchitto, Sophia Renata Rotunno.
     La redazione, tutta: Sophia Benvestito, Serena Colaianni, Camilla Conciatori, Antonio Corrado, Francesco De Blasi, Alessandro Facile, Alessia Giorgia Gissi, Davide Grimaldi, Alessandro Laviosa, Eleonora Laviosa, Vittoria Marchitto, Dario Pegna, Carla Piscitelli, Elisabetta Rosa Ricco, Sophia Renata Rotunno, Alessandro Rufo, Daniela Sciacovelli, Linda Timpano, Chiara Valenti.  
     Scuola “G. Santomauro” A.S. 2016–2017

domenica 5 febbraio 2017

Senza averlo letto: recensioni assurde 1 - Scuola "G. Santomauro"

CULTURA UNA GUIDA INTERGENERAZIONALE
Senza leggerlo noi lo abbiamo ben recensito
     Il libro Lungo i sentieri dell’identità parla della formazione della nostra identità attraverso le varie fasi della vita. Tra i primi argomenti troviamo l’infanzia e l’adolescenza, due fasce di età apparentemente simili, ma che riservano delle diversità. Entrambe però pongono le basi fondamentali per il futuro. La scuola offre questa possibilità insegnando l’importanza della lettura e della scrittura, importanti per la conoscenza. A volte è difficile preferire un libro alle altre attività quotidiane, ma è importante avere questa abitudine. Solo con la cultura è possibile “diventare grandi”.
     Crescere, cioè diventare adulti, può essere molto complicato. Pensiamo al lavoro: l’opera tratta l’argomento come un qualcosa che “occupa”, ma se non c’è “preoccupa”. La disoccupazione è uno dei problemi più gravi della società che può portare gravi conseguenze nella propria identità.
     La difficoltà di diventare adulti risiede anche nel prendere importanti decisioni, tra queste vi è il matrimonio: decidere con chi condividere il resto della propria vita. Il matrimonio, anche se festeggiato per breve tempo, dura per sempre. Noi ragazzi immaginiamo il matrimonio come una favola sempre a lieto fine, ma non ci accorgiamo che nella realtà è visto come qualcosa di inutile. Sono tante le coppie che non arrivano a un “lieto fine”.
     Il testo tratta anche della stima in sé e della sua mancanza. La scrittrice, Silvana Calabrese, definisce il consiglio come “panacea delle proprie incertezze”, una specie di medicina invisibile.
     Una cosa che accomuna le diverse fasce d’età è l’amicizia. Per noi è fiducia, sicurezza, sincerità e benevolenza. È uno dei principali argomenti del libro, percepito in modo più forte nel periodo dell’adolescenza. Non spe mercedis adducti è una citazione in latino: significa che l’amicizia deve essere vista come qualcosa di fondamentale e vera, mai una convenienza.
     Il libro è interessante ed è una guida semplice sia per gli adulti, per capire il mondo degli adolescenti, e sia per gli adolescenti, per comprendere il mondo degli adulti.

     L’articolo ha partecipato all’edizione 2017 del Newspapergame ed è apparso su “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 20 gennaio 2017, p. VI.

     Il gruppo di redattori: Eleonora Laviosa, Francesco De Blasi, Davide Grimaldi, Carla Piscitelli.
Gli alunni della Scuola Santomauro Giornalismo

     La redazione, tutta: Francesco De Blasi, Davide Grimaldi, Eleonora Laviosa, Dario Pegna, Carla Piscitelli, Elisabetta Rosa Ricco, Sophia Renata Rotunno, Alessandro Rufo, Daniela Sciacovelli, Linda Timpano, Chiara Valenti. 
     Scuola “G. Santomauro” A.S. 2016–2017

lunedì 30 gennaio 2017

Raccolta differenziata - Scuola "G. Santomauro" n. 2

AMBIENTE QUELLA RACCOLTA POCO FAMOSA
Se facessimo la differenza
     Ogni giorno nelle nostre case vengono prodotti enormi quantità di rifiuti di vario tipo che vengono suddivisi e smaltiti a seconda delle materie che li compongono. Purtroppo, a causa dell’inciviltà dell’uomo, la spazzatura finisce per essere abbandonata per le strade e nel mare, inquinando così l’ambiente in cui viviamo.
     Molte persone sostengono che la raccolta differenziata non sia essenziale per la sopravvivenza del nostro pianeta, ma si sbagliano perché grazie ad essa le cose potrebbero cambiare.
     Altre persone non la effettuano per pigrizia, disinteresse nei confronti dell’ambiente naturale e per protesta contro la tassa sui rifiuti.
     Ciascuno di noi dovrebbe evitare sprechi (che creano spesso le sostanze di scarto) attraverso il riciclo. Noi per primi dovremmo interessarci seriamente a quest’opera di evoluzione generale per preservare la natura e la vita delle generazioni future.
     Il XXI secolo è marcato dall’incuranza degli uomini verso il pianeta. Da quindici anni si cerca di praticare la raccolta differenziata, ma non basta ancora.

     L’articolo ha partecipato all’edizione 2017 del Newspapergame ed è apparso su “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 20 gennaio 2017, p. VI.
Giornalismo Scuola Santomauro Calabrese
     Il gruppo di redattori: Linda Timpano, Alessia Giorgia Gissi, Antonio Corrado, Alessandro Rufo, Sophia Benvestito.
     La redazione, tutta: Sophia Benvestito, Serena Colaianni, Camilla Conciatori, Antonio Corrado, Francesco De Blasi, Alessandro Facile, Alessia Giorgia Gissi, Davide Grimaldi, Alessandro Laviosa, Eleonora Laviosa, Vittoria Marchitto, Dario Pegna, Carla Piscitelli, Elisabetta Rosa Ricco, Sophia Renata Rotunno, Alessandro Rufo, Daniela Sciacovelli, Linda Timpano, Chiara Valenti.  
     Scuola “G. Santomauro” A.S. 2016–2017

giovedì 26 gennaio 2017

Videogiochi, svago o trappola? - Scuola "G. Santomauro"

Sempre connessi con i videogame
Scuola Media Gaetano Santomauro
     Se ci chiedono del nostro rapporto con i videogiochi ci viene spontaneo mentire, ma in questo articolo faremo un’eccezione. Si può dire che ad essere più prede dei videogame siano i ragazzi, mentre invece le ragazze vanno alla ricerca delle app più stravaganti.
     Abbiamo letto degli articoli di una persona più grande di noi che parlava della sua esperienza con i giochi virtuali. La grafica è tanto cambiata al punto che oggi ci si immedesima con il personaggio completamente.
     È vero che ci estraniamo dal mondo esterno e che giocare è un appuntamento fisso al quale non vogliamo mancare. Il problema è che avendoli provati è difficile privarsi del gioco, della partita e dei nuovi livelli da raggiungere. Possiamo giocarci per più ore consecutive senza sentire alcuna stanchezza, quella che invece ci coglie quando dobbiamo studiare o imparare cose nuove ed interessanti per noi. La sincerità fa male.

     L’articolo ha partecipato all’edizione 2017 del Newspapergame ed è apparso su “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 20 gennaio 2017, p. VI.
Scuola Santomauro corso di giornalismo
     La redazione: Sophia Benvestito, Serena Colaianni, Camilla Conciatori, Antonio Corrado, Francesco De Blasi, Alessandro Facile, Alessia Giorgia Gissi, Davide Grimaldi, Alessandro Laviosa, Eleonora Laviosa, Vittoria Marchitto, Dario Pegna, Carla Piscitelli, Elisabetta R. Ricco, Sophia Renata Rotunno, Alessandro Rufo, Daniela Sciacovelli, Linda Timpano, Chiara Valenti. 
     Scuola “G. Santomauro” A.S. 2016–2017

domenica 22 gennaio 2017

La scuola che vorrei... - Scuola "G. Santomauro"

HA CARATTERE INEDITO E SPIRITO AMBIZIOSO, È GENIALE 
Bastava chiederlo ai veri interessati 
È la nuova riforma della scuola

     Sono state emanate tante riforme scolastiche, ma nessuno ha mai chiesto agli studenti cosa volessero dalla scuola! Ci proviamo noi.
     Ci piacerebbe un posto in cui seguire delle lezioni che siano interattive e che prevedano esperimenti diretti. A volte vorremmo spostarci in luoghi esterni (ambiente naturale o visite in luoghi culturali).
     Non sarebbe male un’istruzione meno noiosa e più divertente, entro la norma, e che stimoli invece di stancare.
     La scuola dovrebbe essere un luogo dove esprimere le nostre potenzialità ed incoraggiare le nostre doti artistiche, ampliando a tutte le classi i corsi di teatro e la preparazione delle rappresentazioni teatrali. Per facilitare questo obiettivo sarebbero necessari strumenti e laboratori.
     Utilizzare al meglio i fondi è indispensabile per avere un istituto migliore e funzionante.
     Gli armadietti per gli alunni sarebbero un’idea grandiosa che si scontra con la mancanza di spazio.
     La pitturazione delle pareti deve riflettere la gioia dell’insegnamento e dell’apprendimento e quindi dovrebbe prevedere tanti colori.
     Poiché molto diffusa, la tecnologia potrebbe essere impiegata meglio durante i corsi. Un esempio sarebbe quello di rimuovere l’uso dei libri e sostituirli con dei tablet predisposti unicamente per lo studio (no videogiochi o svaghi che distraggano).
     Alzando la posta in gioco proporremmo di ascoltare della musica di sottofondo durante le lezioni di arte-disegno.
     Desidereremmo una connessione Wi-Fi che sia aperta agli allievi ed un più ampio utilizzo della sala computer. Sul pieno possesso dei cellulari in classe c’è ancora molto da discutere.
     Avendo molti corsi pomeridiani in continuità didattica, ci servirebbe una mensa che dispensi un pranzo regale e di alta qualità!
     All’unanimità vorremmo più ore di educazione fisica perché un corpo sano è la sede di una mente sana. Proporremmo anche delle lezioni dedicate all’autodifesa.
     A lezione è necessario parlare di argomenti più moderni che formino i cittadini di domani.
     Banchi un po’ più grandi e muniti di un leggìo e sedie più comode renderebbero confortevole la nostra presenza a scuola.
     Ci interesserebbe una scuola simile al modello americano che sembra saper organizzare meglio le varie attività di studio e gioco.
     Scegliamo di avere una biblioteca più grande, non pretendiamo che sia gigantesca, con una sala lettura ed almeno un computer.
     Infine un desiderio quasi fantascientifico: banchi multifunzionali per le esigenze legate a tutte le discipline. Potremmo perfino realizzare noi i progetti, così sarebbero personalizzati!

     L’articolo ha partecipato all’edizione 2017 del Newspapergame ed è apparso su “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 20 gennaio 2017, p. VI.
Gli alunni della scuola media G. Santomauro Giornalismo Silvana Calabrese

     La redazione: Sophia Benvestito, Serena Colaianni, Camilla Conciatori, Antonio Corrado, Alessandro Facile, Alessia Giorgia Gissi, Davide Grimaldi, Alessandro Laviosa, Eleonora Laviosa, Vittoria Marchitto, Dario Pegna, Carla Piscitelli, Sophia Renata Rotunno, Alessandro Rufo, Daniela Sciacovelli, Linda Timpano, Chiara Valenti.
     Scuola “G. Santomauro” A.S. 2016–2017

domenica 15 gennaio 2017

Raccolta differenziata? - Scuola "G. Santomauro" n. 1

Raccolta differenziata: 
i motivi per cui non la facciamo, le ragioni per cui dovremmo farla
     Durante la nostra giornata tutte le nostre attività portano ad una notevole produzione di rifiuti che possono essere smaltiti tramite la raccolta differenziata.
Giornalismo Scuola Santomauro Calabrese     Al giorno d’oggi molte famiglie non la effettuano per via di alcuni motivi per la rendono difficile ad esempio il tempo necessario per differenziare e l’attenzione nel riporre i rifiuti negli appositi contenitori.
     Alcuni sostengono che la crisi presente negli ultimi anni non permetta l’acquisto dei bidoni per la casa nei quali dividere l’immondizia.
In alcuni comuni italiani la raccolta differenziata è obbligatoria e la punizione per coloro che non la svolgono consiste in ingenti multe. Secondo noi le multe non sono giuste perché hanno conseguenze economiche, ma sarebbe preferibile sensibilizzare la gente su questo argomento spiegando tutti gli aspetti positivi. Ma se non avesse effetti, le sanzioni resterebbero l’unica soluzione.
     C’è anche chi pratica la raccolta differenziata con l’obiettivo di proteggere le risorse che il pianeta offre e difendere il futuro dell’ambiente.
     Una buona idea è anche quella di riutilizzare materiali ancora in buono stato, evitando sprechi.

     Il gruppo di redattori: Francesco De Blasi, Serena Colaianni, Chiara Valenti, Eleonora Laviosa, Carla Piscitelli.

     La redazione, tutta: Sophia Benvestito, Serena Colaianni, Camilla Conciatori, Antonio Corrado, Francesco De Blasi, Alessandro Facile, Alessia Giorgia Gissi, Davide Grimaldi, Alessandro Laviosa, Eleonora Laviosa, Vittoria Marchitto, Dario Pegna, Carla Piscitelli, Elisabetta Rosa Ricco, Sophia Renata Rotunno, Alessandro Rufo, Daniela Sciacovelli, Linda Timpano, Chiara Valenti.   
     Scuola “G. Santomauro” A.S. 2016–2017

domenica 18 dicembre 2016

Senza averlo letto: recensioni assurde


     Il titolo del libro Lungo i sentieri dell’identità, senza averne letto i contenuti, ci fa pensare alle varie tappe della vita, ma soprattutto fa da guida come un faro per una barca.
     Ciascuno di noi ha due elementi della personalità che appartengono allo stesso stabile pur sembrando lontani: l’io che è la parte che dimostriamo agli altri e che conosciamo bene tanto da usarla per descriverci (io sono bella, brava…), mentre il sé è come una personalità nascosta che non riusciamo a descrivere e a capire nemmeno noi stessi.
     L’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta sono le fasi di sviluppo di una persona. La prima è l’infanzia, la fase in cui si è liberi, spensierati e sinceri, si agisce senza l’intenzione di far soffrire qualcuno e si ascoltano solo le persone più presenti e sulle quali si può contare (famiglia). L’adolescenza è la tappa di vita nella quale si inizia a ragionare con la propria testa tendendo ad andare contro i consigli degli adulti, soprattutto per orgoglio quando facciamo qualcosa da soli (anche se sbagliata) In questo periodo si fanno tante esperienze, mai provate in precedenza. Durante l’età adulta si hanno molte responsabilità e molti incarichi e se ne sente il peso. Noi adolescenti vorremmo diventare subito adulti per realizzare i nostri sogni e perché pensiamo che si possa avere un potere. Questo è il momento in cui si vive grazie al lavoro compiuto da soli. È una situazione mai vissuta prima.
     Nella vita ci sono dei concetti di riferimento: scuola (per i ragazzi), lavoro (per gli adulti), amicizia (per tutti) e matrimonio. La scuola, nel periodo in cui è vissuta, viene detestata, mentre una volta terminata la si rimpiange (così si dice). Rappresenta il nostro dovere ed è il luogo in cui costruiamo il nostro futuro. Il lavoro, invece, è quello grazie al quale ognuno di noi si guadagna da vivere ed è sempre più difficile trovarlo. L’amicizia è molto importante perché può essere uno sfogo (tra amici ci si confida). Due persone amiche da molti anni possono essere inseparabili. Il matrimonio viene definito il giorno più bello della propria vita perché due persone “si legano” senza separarsi fino alla morte.
     Il self marketing è la capacità di pubblicizzarsi diventando persone colte e con un’educazione adeguata. Il modo di porsi di una persona può derivare da una costante lettura, dall’esercitazione della scrittura; col tempo si impara a tenere dei discorsi pubblici essendo capaci di intrattenere il pubblico… merito della cultura. A volte i consigli che risolvono il disagio degli altri riescono a sistemare i propri problemi… grazie all’altruismo.
     Ma la cosa più importante, in questo percorso, è credere in se stessi ed avere fiducia in sé.

     Il gruppo di redattori: Daniela Sciacovelli, Chiara Valenti, Dario Pegna.
Gli alunni della Scuola Santomauro Giornalismo

     La redazione, tutta: Francesco De Blasi, Davide Grimaldi, Eleonora Laviosa, Dario Pegna, Carla Piscitelli, Elisabetta Rosa Ricco, Sophia Renata Rotunno, Alessandro Rufo, Daniela Sciacovelli, Linda Timpano, Chiara Valenti. 
     Scuola “G. Santomauro” A.S. 2016–2017

lunedì 26 settembre 2016

Tornare nella propria vecchia scuola con un nuovo ruolo

Ecco il testo dell’attesissimo discorso finale…
Sono tornata nella mia vecchia scuola media in veste di insegnante. Il raro verificarsi di questa circostanza ha la capacità di far curvare la linea temporale in modo che passato e presente si accostino. Dei miei insegnanti non è rimasto quasi nessuno, tra pensionamenti e trasferimenti. Ed è un tale peccato, sarebbero stati orgogliosi di vedermi lì. Tuttavia ne ho incontrati alcuni che ora mi concedono di dar loro del tu. Questa concessione mi riempie d’orgoglio, ma non mi basta. La nuova curva temporale fa affiorare alla mia mente numerosi ricordi. Sarebbe piacevole ritornare indietro nel tempo quando da alunni respiravamo tutta un’altra aria – senza polveri sottili – e non ci rendevamo conto di recarci ogni giorno in un luogo accogliente che avremmo potuto chiamare casa. Ma i viaggi nel tempo non sono possibili. Più probabile sarebbe riunire il corpo docente del triennio scolastico 1998-2001 per conferire alla scuola l’aura di un’altra epoca, quella in cui i miei compagni ed io ci trovavamo a pensare e a parlare dei nostri docenti come fossero vip che popolano le pagine delle riviste mondane. Di certo allora non c’era la tecnologia a distrarci e potevamo tessere rapporti più intensi. Sarebbe bello riportarli almeno per un giorno tra quei corridoi, in quelle aule. Ma loro acconsentirebbero? Potrebbero declinare l’invito per il timore di provare un’emozione troppo forte, una di quelle che fa scendere lacrime torrentizie.
Quando concludemmo il percorso i professori ci fecero promettere che, anche se avessimo rimpianto quel periodo trascorso insieme, avremmo dovuto guardare solo avanti senza mai volgere lo sguardo indietro. Io non l’ho fatto, ho infranto il patto e queste righe ne sono la testimonianza. Ma che male c’è ad incamminarsi sul viale dei ricordi se facendolo non si perde di vista il presente? Mi soffermo a riflettere e mi chiedo se quei proff. siano stati davvero così speciali oppure ero io a vivere le mie esperienze con una profondità d’animo fuori dall’ordinario? Chissà. Una volta frequentavo la scuola media Santomauro, oggi ci insegno. Mi sono insinuata nel corpo docente a mio modo perché è più facile chiedere scusa che chiedere il permesso. Oggi sono una delle prof. ed anche se non calchiamo i palchi dell’Ariston e non cantiamo al Super Bowl cerchiamo di lasciare un segno indelebile che si imprima nelle menti degli alunni. Io ci provo e spero tanto che gli allievi si rendano conto del tempo prezioso che stanno vivendo e che lo rammentino da adulti. Sono tornata nella scuola che frequentavo da ragazzina, rivivo il passato e tento di donare ai miei studenti un pizzico della magia che mi trovo a rimembrare. 
                                                                                                                               Silvana Calabrese
Scuola Santomauro giornalismo 2015-2016 La scorribanda legale

Scuola Santomauro giornalismo 2015-2016 Silvana Calabrese La scorribanda legale


mercoledì 3 agosto 2016

CULTURA Un faro nel buio della rete - Scuola "G. Santomauro"

È un blog e fa la differenza
      Quanti blog ci sono in rete! Per sapere se un blog può fare la differenza è importante valutarne alcuni aspetti: tipologia, obiettivo, utilità e leggibilità. Deve essere serio e ordinare le tematiche secondo precise categorie. Un blog è a portata di clic ovunque. Ma fare la differenza è la capacità di arrivare alla gente. Ne abbiamo trovato uno di qualità. È il caso del blog che seguiamo di recente, La scorribanda legale capace di informare in maniera completa. È un sito web dove vengono presentati vari argomenti. Vi si postano articoli, immagini, filmati. Attira l’interesse dei lettori e spesso affronta le delicate tematiche della società. Stimola le considerazioni di chi legge e riferisce dettagli in modo semplice. È adatto a tutte le fasce d’età, scorrevole e istruttivo per tutti. L’autore cerca sempre di migliorarlo. Ha creato delle sezioni che aiutano gli internauti a trovare gli articoli rapidamente. Oggi si usa quasi sempre internet e non è così semplice trovare un blog che faccia la differenza, ma noi ne abbiamo individuato uno.

     L’articolo ha partecipato all’edizione 2016 del Newspapergame ed è apparso su “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 15 marzo 2016, p. VII.
    La redazione: Luca Abrescia, Giulia Amenduni, Paolo Botta, Rebecca Bragazzi, Fabio Antonio Caccamo, Anna Gioia Carnevale, Sara Cason, Alessio Corsini, Gaia De Martino, Anna De Vita, Erica Di Candia, Giordano De Riso, Siria Elena Di Candia, Martina Mangieri, Giulio Masciopinto, Claudia Morelli, Martina Rendina, Sofia Risola Iandolo, Martina Santacroce, Gianluca Tunzi, Ilaria Verni.