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domenica 5 marzo 2017

Un invito alla raccolta differenziata - Scuola "G. Santomauro"

     La raccolta differenziata contribuisce a ridurre i rifiuti destinati alle discariche, ma è anche un gesto di rispetto nei confronti dell’ambiente e di noi stessi. Non farla è uno dei fattori che danneggiano la nostra salute.
Giornalismo Scuola Santomauro Calabrese
     Esistono alcuni motivi per cui tante persone non differenziano: al primo posto c’è la disattenzione nel dividere i materiali. Si è poi diffusa la voce che i netturbini mescolino, per distrazione o negligenza, i rifiuti differenziati rendendo inutile il lavoro dei cittadini. Inoltre si pensa che il comune non fornisca il numero di cassonetti sufficiente per svolgere il nostro compito.
     Le ragioni per cui dovremmo fare la raccolta differenziata sono molto più numerose: rispetto dell’ambiente e della salute, riciclaggio di plastica, vetro ed altri materiali per produrre nuovi oggetti.
     Nella nostra città esistono cinque isole ecologiche dell’Amiu. Si tratta di luoghi in cui sono presenti i cassonetti per aiutare a differenziare il materiale con il personale che dà dei consigli. Tutto questo, però è inutile se i cittadini non si impegnano in massa.

     Il gruppo di redattori: Daniela Sciacovelli, Alessandro Laviosa, Dario Pegna, Alessandro Facile. 

     La redazione, tutta: Sophia Benvestito, Serena Colaianni, Camilla Conciatori, Antonio Corrado, Francesco De Blasi, Alessandro Facile, Alessia Giorgia Gissi, Davide Grimaldi, Alessandro Laviosa, Eleonora Laviosa, Vittoria Marchitto, Dario Pegna, Carla Piscitelli, Elisabetta Rosa Ricco, Sophia Renata Rotunno, Alessandro Rufo, Daniela Sciacovelli, Linda Timpano, Chiara Valenti.  
     Scuola “G. Santomauro” A.S. 2016–2017

domenica 12 febbraio 2017

Raccolta differenziata: non la facciamo ma dovremmo - Scuola "G. Santomauro"

     La raccolta differenziata consiste nel dividere i rifiuti in appositi cassonetti in base al materiale di cui sono fatti. Serve per riciclare i prodotti che non servono più e trasformarli in nuovi oggetti.
     Da alcuni anni, per le strade, sono stati installati dal comune dei bidoni per favorire la raccolta differenziata. Molte persone si adeguano perché vogliono rispettare l’ambiente, ma altre non la fanno perché non essendo obbligate, non se ne preoccupano. È per questo che dovremmo inculcare buon senso e senso civico in coloro che non vi aderiscono.
     La raccolta differenziata non migliora solamente l’ambiente, ma anche la nostra salute.
     Molte persone incivili, lasciano per strada la spazzatura, inquinando, e questo non succede solo sulla terraferma ma anche nel mare. Infatti al largo del Pacifico esistono delle isole piene di rifiuti di plastica. Noi redattori facciamo la raccolta differenziata e siamo felici della nostra scelta perché lasceremo ai ragazzi di domani un mondo più pulito.
Giornalismo Scuola Santomauro Calabrese

     Il gruppo di redattori: Camilla Conciatori, Elisabetta Ricco, Davide Grimaldi, Vittoria Marchitto, Sophia Renata Rotunno.
     La redazione, tutta: Sophia Benvestito, Serena Colaianni, Camilla Conciatori, Antonio Corrado, Francesco De Blasi, Alessandro Facile, Alessia Giorgia Gissi, Davide Grimaldi, Alessandro Laviosa, Eleonora Laviosa, Vittoria Marchitto, Dario Pegna, Carla Piscitelli, Elisabetta Rosa Ricco, Sophia Renata Rotunno, Alessandro Rufo, Daniela Sciacovelli, Linda Timpano, Chiara Valenti.  
     Scuola “G. Santomauro” A.S. 2016–2017

lunedì 30 gennaio 2017

Raccolta differenziata - Scuola "G. Santomauro" n. 2

AMBIENTE QUELLA RACCOLTA POCO FAMOSA
Se facessimo la differenza
     Ogni giorno nelle nostre case vengono prodotti enormi quantità di rifiuti di vario tipo che vengono suddivisi e smaltiti a seconda delle materie che li compongono. Purtroppo, a causa dell’inciviltà dell’uomo, la spazzatura finisce per essere abbandonata per le strade e nel mare, inquinando così l’ambiente in cui viviamo.
     Molte persone sostengono che la raccolta differenziata non sia essenziale per la sopravvivenza del nostro pianeta, ma si sbagliano perché grazie ad essa le cose potrebbero cambiare.
     Altre persone non la effettuano per pigrizia, disinteresse nei confronti dell’ambiente naturale e per protesta contro la tassa sui rifiuti.
     Ciascuno di noi dovrebbe evitare sprechi (che creano spesso le sostanze di scarto) attraverso il riciclo. Noi per primi dovremmo interessarci seriamente a quest’opera di evoluzione generale per preservare la natura e la vita delle generazioni future.
     Il XXI secolo è marcato dall’incuranza degli uomini verso il pianeta. Da quindici anni si cerca di praticare la raccolta differenziata, ma non basta ancora.

     L’articolo ha partecipato all’edizione 2017 del Newspapergame ed è apparso su “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 20 gennaio 2017, p. VI.
Giornalismo Scuola Santomauro Calabrese
     Il gruppo di redattori: Linda Timpano, Alessia Giorgia Gissi, Antonio Corrado, Alessandro Rufo, Sophia Benvestito.
     La redazione, tutta: Sophia Benvestito, Serena Colaianni, Camilla Conciatori, Antonio Corrado, Francesco De Blasi, Alessandro Facile, Alessia Giorgia Gissi, Davide Grimaldi, Alessandro Laviosa, Eleonora Laviosa, Vittoria Marchitto, Dario Pegna, Carla Piscitelli, Elisabetta Rosa Ricco, Sophia Renata Rotunno, Alessandro Rufo, Daniela Sciacovelli, Linda Timpano, Chiara Valenti.  
     Scuola “G. Santomauro” A.S. 2016–2017

domenica 15 gennaio 2017

Raccolta differenziata? - Scuola "G. Santomauro" n. 1

Raccolta differenziata: 
i motivi per cui non la facciamo, le ragioni per cui dovremmo farla
     Durante la nostra giornata tutte le nostre attività portano ad una notevole produzione di rifiuti che possono essere smaltiti tramite la raccolta differenziata.
Giornalismo Scuola Santomauro Calabrese     Al giorno d’oggi molte famiglie non la effettuano per via di alcuni motivi per la rendono difficile ad esempio il tempo necessario per differenziare e l’attenzione nel riporre i rifiuti negli appositi contenitori.
     Alcuni sostengono che la crisi presente negli ultimi anni non permetta l’acquisto dei bidoni per la casa nei quali dividere l’immondizia.
In alcuni comuni italiani la raccolta differenziata è obbligatoria e la punizione per coloro che non la svolgono consiste in ingenti multe. Secondo noi le multe non sono giuste perché hanno conseguenze economiche, ma sarebbe preferibile sensibilizzare la gente su questo argomento spiegando tutti gli aspetti positivi. Ma se non avesse effetti, le sanzioni resterebbero l’unica soluzione.
     C’è anche chi pratica la raccolta differenziata con l’obiettivo di proteggere le risorse che il pianeta offre e difendere il futuro dell’ambiente.
     Una buona idea è anche quella di riutilizzare materiali ancora in buono stato, evitando sprechi.

     Il gruppo di redattori: Francesco De Blasi, Serena Colaianni, Chiara Valenti, Eleonora Laviosa, Carla Piscitelli.

     La redazione, tutta: Sophia Benvestito, Serena Colaianni, Camilla Conciatori, Antonio Corrado, Francesco De Blasi, Alessandro Facile, Alessia Giorgia Gissi, Davide Grimaldi, Alessandro Laviosa, Eleonora Laviosa, Vittoria Marchitto, Dario Pegna, Carla Piscitelli, Elisabetta Rosa Ricco, Sophia Renata Rotunno, Alessandro Rufo, Daniela Sciacovelli, Linda Timpano, Chiara Valenti.   
     Scuola “G. Santomauro” A.S. 2016–2017

mercoledì 26 ottobre 2016

Oh Amiu che il debito hai saldato, sappi che ti ho perdonato

Contrarre un debito non fa onore a nessuno, sia esso una persona fisica o giuridica. Tuttavia accade spesso che quote di denaro restino sospese in una specie di dimensione parallela chiamata «insolvenza». Ci si augura che tale incapacità di adempiere all’obbligo di pagamento non sia in realtà un caso di insolvenza fraudolenta. Perché si tratterebbe di un vero e proprio reato commesso da chi contrae un impegno di pagamento col proposito di non adempierlo. L’Azienda Municipale di Igiene Urbana deve delle spiegazioni ai baresi. Dicendolo con l’odierna commistione linguistica, deve fare outing.
Grandaliano Amiu cattiva gestione
Nel suo periodo aureo, l’Amiu decise, col consenso del Comune di Bari e con la collaborazione della catena di ipermercati Coop, di inaugurare un’operazione a premi denominata «Chi differenzia ci guadagna». In qualità di soggetto promotore, Amiu S.p.a. volle incentivare il servizio di raccolta differenziata incrementando la percentuale di rifiuti raccolti in modalità differenziata.
Le cinque isole ecologiche o depositi zonali situati nella città di Bari avrebbero accolto gli utenti dal lunedì al sabato dalle ore 9.00 alle 11.30. L’operazione che i cittadini erano invitati ad effettuare sarebbe stata il conferimento di propri rifiuti accuratamente differenziati (carta, vetro, plastica, contenitori in banda stagnata, alluminio, organico, olio vegetale da cucina, indumenti usati). Conferendo determinati quantitativi di rifiuti si potevano ottenere e cumulare punti secondo quanto stabilito dal regolamento. Il premio maggiormente ambito corrispondeva alla soglia di 100 punti che permetteva di reclamare un buono pari a 10 € da spendere presso l’Ipercoop. L’alternativa era costituita dallo sconto del 30% sulla parte variabile della Tari al raggiungimento di 550 Kg annui di rifiuti differenziati. 
Mossi maggiormente dall’incentivo economico più che dall’interesse ambientale i cittadini aumentarono esponenzialmente e spesso il loro ceto di appartenenza era elevato. Il 31.1.2015 la raccolta degli ecopunti è cessata e fino ad oggi nessun impiegato proferisce parola in merito alla riattivazione. Prosegue solo la raccolta utile alla detrazione Tari. Ma l’Amiu si è impegnata a consegnare più di un migliaio di buoni sconto da 10 € la cui richiesta è stata inoltrata nell’arco di tempo compreso fra il 2.1.2015 ed il 31.01.2015. Secondo il dizionario è un debito, non assolverlo è un’insolvenza, contrarlo sapendo di non poterlo estinguere è insolvenza fraudolenta. Ma non è questo il caso poiché, sia pur con un forte ritardo, il debito è ora saldato. 

L'articolo fa parte della sezione "Amiu e Rifiuti". 
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- Amiu Bari, la serratura per i rifiuti non apre le porte del Paradiso
Sconto Tares (ora Tari) se fai la differenziata ; 
Un'isola anche in città ; 
Dove vanno a finire i nostri rifiuti? . 

sabato 19 dicembre 2015

Dove vanno a finire i nostri rifiuti?

     Recensione: Mario Grosso – Maria Chiara Montani, Dove vanno a finire i nostri rifiuti? La scienza di riciclare, gestire, smaltire gli scarti, Zanichelli, Bologna 2015, pp. 155, € 11,50.
     È inevitabile nel corso dell’esistenza terrestre produrre dei rifiuti. Il problema è che, una volta fuori dalle nostre dimore, non ci interroghiamo su dove vadano a finire.
     Sarebbe buona norma far propria l’abitudine della raccolta differenziata che contribuisce al riciclo dei materiali o al loro corretto smaltimento. Ancor prima dovremmo ponderare i nostri consumi al fine di ridurre gli acquisti superflui. Ma esiste anche una gestione dei rifiuti su larga scala: i rifiuti di città intere uniti allo smaltimento adeguato degli scarti industriali.
     Mario Grosso e Maria Chiara Montani ci conducono in un interessante e per nulla scontato pedinamento dei nostri rifiuti. Sarà un viaggio all’insegna della consapevolezza e, si spera, dell’immedesimazione di tematiche socio-ambientali.
     Ciò che ignoriamo è che non ci disfiamo mai completamente dei nostri rifiuti. Un cassonetto non li allontana da noi se non di pochi chilometri. Ci troviamo in una condizione di perenne convivenza con i rifiuti. È un legame che non si può scindere. Richiede cura e informazione affinché non si inasprisca.
     Le tappe del percorso che intraprenderemo inaugureranno nuove frontiere: quelle della gestione responsabile dei nostri rifiuti.
     Di sicuro perfino i più zelanti cittadini impegnati nella raccolta differenziata hanno avuto difficoltà nell’identificare i materiali che compongono le confezioni dei prodotti. L’opera fornirà un’esaustiva risposta a quei quesiti in modo che nessun oggetto avrà più misteri.
     Vi imbatterete in alcuni capitoli sorprendenti (il vostro smartphone pesa 75 Kg) poiché vi sveleranno i retroscena produttivi dei vostri oggetti tecnologici preferiti per la cui realizzazione si impiega molta energia e una gran mole di materiali. È a questo punto che la vostra coscienza si attiverà come un’app e capirete quanto è importante tenere ai propri oggetti per ridurre gli acquisti e snellire gli inquinanti processi industriali.
     Si sfaterà il mito secondo il quale, pur differenziando, tutti gli scarti vengano riversati in un’unica discarica senza alcun criterio. Non avrete più scuse per non differenziare!
     Capirete quali sono i rischi che comporta il non differenziare correttamente. Imparerete a comprendere come funziona un termovalorizzatore e quali sono i pregi delle energie rinnovabili. Vi accorgerete degli incentivi adottati in altre parti del mondo per incrementare la pratica della raccolta differenziata e vi chiederete se l’Italia possa impegnarsi maggiormente. Fantasticherete sull’installazione di piccoli bidoncini per differenziare i rifiuti nelle aule scolastiche affinché primeggi la coerenza.
     Vi stupirete della nuova vita che una singola categoria di rifiuto può avere e non avrete più dubbi sui diversi tipi di plastica (non tutta riciclabile).
     Il testo auspica una definitiva e irreversibile sensibilizzazione dell’opinione pubblica bandendo per sempre la dispersione di spazzatura nell’ambiente. E infine gli autori vi omaggeranno con dieci miti da sfatare che, col fascino delle leggende metropolitane, imprimeranno nella vostra mente le giuste informazioni per iniziare un nuovo stile di vita.

Della sezione "Speciale Zanichelli" fanno parte anche:

domenica 27 settembre 2015

Un’isola anche in città

     Le isole non devono stare per forza nel mare, ma possono trovarsi anche nel bel mezzo di una città. Sono le isole ecologiche. A Bari ne abbiamo cinque. Sono piccole sedi dell’Amiu dove i cittadini possono portare i propri rifiuti per differenziarli meglio. Per esempio le pile scariche puoi portarle nei supermercati oppure in un’isola ecologica.
     Lì puoi e devi portare l’olio da cucina che mai dovresti gettare nel lavandino perché finirebbe nel mare. Vorremmo ora che chiudessi gli occhi per immaginare il viaggio sull’isola ecologica. Attraverserai un cancello, preferibilmente a piedi e non in auto, e vedrai una grande struttura con un ampio spazio. Vi sono posteggiati i treruote degli operatori ecologici e ci sono enormi vasconi che accolgono i diversi tipi di rifiuti. Gli addetti al conferimento ti spiegheranno come differenziare al meglio sciogliendo ogni dubbio sul riciclaggio. Quando a casa ti si esaurisce un toner, si brucia una lampadina, hai una pila esausta, ti è avanzato l’olio della frittura o il pc è morto, in genere si pensa di mettere tutto il materiale nel cassonetto “indifferenziata” e l’olio viene versato nei lavelli. Nulla di più sbagliato.
     Una delle prime regole Amiu è differenziare correttamente altrimenti il riciclaggio non è possibile. Nell’isola ecologica si conferiscono in appositi contenitori le pile esauste affinché subiscano un trattamento che eviti l’inquinamento. Se finissero nelle comuni discariche perderebbero un liquido che attraverserebbe il terreno e finirebbe dritto nelle falde acquifere inquinandole per sempre.
     L’olio da cucina andrebbe a finire nel mare e poiché non ne rappresenta una componente, ne rovinerebbe l’ecosistema. Abituiamoci a filtrare l’olio alimentare, a raccoglierlo in una tanica per poi consegnarlo ai dipendenti Amiu. Anche le fonti luminose vanno raccolte a parte, insieme ai toner e alle cartucce delle stampanti. Mentre dobbiamo farci amico il RAEE. Indica i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Si tratta degli apparecchi elettronici di cui non riusciamo più a fare a meno e che non sono composti da un unico blocco, bensì da diversi materiali che vanno scomposti per il recupero differenziato. Queste righe ti hanno incuriosito almeno un po’? Se è così puoi scoprire ancora molto sul mondo della raccolta differenziata. Lì, su quell’isola, ti conviene approdare!

     L’articolo ha partecipato all’edizione 2015 del Newspapergame ed è apparso su “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 31 marzo 2015, p. 18.


     La redazione: Alessia Polimeno, Martina Paradiso, Alessandra Triggiani, Giacomo Bartoli, Luna Guerra, Gaia Carenza, Clara My, Chiara Cellamare, Michele Davide Buonsante, Elisa Perrone, Marco De Santis, Alessandro Petrarolo, Andrea Faraone, Mattia Olivieri, Massimiliano Benvestito, Marialuisa Laviosa, Alessia Blanche Vlora, Martina Polignano, Carola Nardelli, Daniela Minunno, Michele Micunco.

Scuola Media “G. Santomauro” A.S. 2014/2015

Visita le sezioni "Gli alunni della Santomauro" e "Newspapergame".
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domenica 20 settembre 2015

Sconto Tares (ora Tari) se fai la differenziata

     La tassa sui rifiuti non ci sta molto simpatica e se la casa è grande lo è anche la tassa. Però l’Amiu, che ci tiene ad avere dei cittadini virtuosi, ha pensato di fare un regalo a quelli che si impegnano di più a fare la raccolta differenziata. Se porti i tuoi rifiuti correttamente differenziati all’Amiu, loro te li pesano e dopo qualche tempo ti danno uno sconto sulla tassa dei rifiuti.
     Conviene provarci. È una buona iniziativa per i cittadini. In effetti si è registrata un’impennata nella raccolta differenziata in coincidenza di questi incentivi. Da anni si realizzavano slogan e campagne pubblicitarie che erano quasi del tutto vane. Cosa è cambiato adesso? Supponiamo che il mutamento dipenda dal fatto che Amiu e Comune di Bari hanno iniziato a parlare la lingua che ogni persona conosce meglio, la lingua economica. Quando le cose si mettono sul piano del risparmio o dell’incentivo economico si innesca come una spinta in ciascuno di noi. Tuttavia poiché abbiamo inaugurato il buon dialogo possiamo passare dalla lingua economica a quella ecologica. La radice è sempre “eco”! I cittadini fanno sempre più atto di presenza nelle isole ecologiche conferendo rifiuti differenziati e cominciano a fare domande interessanti sul rispetto dell’ambiente.
     Tutto ruota intorno alla biodegradabilità ed è per questo che dobbiamo separare i rifiuti. La biodegradabilità è una proprietà delle sostanze organiche di essere decomposti naturalmente mantenendo salvo l’equilibrio ecologico del pianeta. Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Un giornale ci impiega 6 settimane per degradarsi da solo. Mentre una scatola di cartone ha bisogno di 9 mesi. Un torsolo di mela (organico) in 2 mesi torna a far parte del ciclo naturale, ma un fazzoletto di carta resiste per 3 mesi. Avete presenti le sigarette che tappezzano le strade? Hanno un tempo di biodegradabilità di un anno. Per non parlare della gomma da masticare che si degrada in 5 anni. Gli anni salgono se parliamo della bottiglia di plastica che si deteriora dai 100 ai mille anni. Mentre tanto longeva è la bottiglia di vetro che ha bisogno di più di 4000 anni per biodegradarsi. Tuttavia proprio il vetro è il materiale che può essere riciclato all’infinito. Infatti oltre alla biodegradabilità c’è la possibilità di sfruttare le materie dei rifiuti per riciclarle, ossia poterle riutilizzare come nuovi prodotti. Detto questo non vorremmo più vedere tanti rifiuti agli svincoli delle superstrade.

     L’articolo ha partecipato all’edizione 2015 del Newspapergame.

     La redazione: Alessia Polimeno, Martina Paradiso, Alessandra Triggiani, Giacomo Bartoli, Luna Guerra, Gaia Carenza, Clara My, Chiara Cellamare, Michele Davide Buonsante, Elisa Perrone, Marco De Santis, Alessandro Petrarolo, Andrea Faraone, Mattia Olivieri, Massimiliano Benvestito, Marialuisa Laviosa, Alessia Blanche Vlora, Martina Polignano, Carola Nardelli, Daniela Minunno, Michele Micunco.

Scuola Media “G. Santomauro” A.S. 2014/2015

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mercoledì 20 maggio 2015

Amiu Bari, la serratura per i rifiuti non apre le porte del Paradiso

     Mettere in pratica la raccolta differenziata dovrebbe essere un impulso fisiologico del genere umano munito di animo sensibile verso l’ambiente in cui vive. Lo step precedente dovrebbe prevedere un’autodisciplina che ci imponga di consumare meno per evitare l’accumulo di rifiuti riciclabili e non. Ma naturalmente lo spreco è di casa e l’uomo non riesce mai a fare della virtù il proprio credo.
I siti web Amiu invertono, per ordine di importanza, le motivazioni del differenziare. Al primo posto spicca l’obbligo di legge previsto dal decreto Ronchi (Decreto legislativo n. 22 del 5.02.1997). Se su amiu.genova.it si invita ad un segno di rispetto per l’ambiente e per il nostro futuro, su amiu.bari.it si riferisce della possibilità di ridurre la quantità di rifiuti da smaltire nelle discariche e di migliorare il funzionamento degli impianti di smaltimento.
Si auspica che non dilaghi l’invito a scaricare applicazioni con l’Abc dei rifiuti perché insita in esso c’è l’esortazione a procurarsi uno di quei cellulari smart non esattamente ecologici.
A metà del 2014 il presidente Amiu Puglia, Gianfranco Grandaliano, si è espresso in favore di maggiori controlli nel conferimento dei rifiuti negli appositi cassonetti, ha più volte persuaso i cittadini alla collaborazione e per incrementare il loro impegno nella differenziazione ha annunciato l’installazione di nuovi contenitori (1200 circa) per l’organico (umido) dotati di serratura. Inoltre i bidoncini marroni hanno un’apertura a caduta gravitazionale per cui non dovrebbe mai capitare di vederli aperti, ma in realtà o il coperchio ruota ben oltre i 90° verso l’esterno o viene forzato e la chiusura non è più garantita. Non è ben chiaro il nesso tra la chiusura dei bidoni e il corretto conferimento. E se analizziamo i costi e l’organizzazione pragmatica di questa intuizione ci viene da riflettere. Il presidente ha inviato circa 50.000 missive alle famiglie baresi dotandole così della chiave unita al vademecum della raccolta differenziata.
Con la formazione da avvocato, il presidente sa sicuramente come vincere la battaglia ai rifiuti mal conferiti, ma si possono raccogliere lunghi elenchi di cittadini baresi che di buste con chiave per posta ne hanno ricevute già due. Per doveri morali ed ambientali ci interroghiamo dunque su un intervento che, mosso da buone ragioni, possa dirsi esente da sprechi sia economici (costo della produzione di chiavi) che di materiale utilizzato (il metallo di cui è fatta la chiave).
Da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 15 febbraio 2015, p. 16.

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