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sabato 4 luglio 2020

Tutta la verità su un blog controverso

Silvana Calabrese Direttore
     Mi chiamo Silvana Calabrese e dirigo il blog “La scorribanda legale” e non intendo chiedere scusa per questo.
     La prima domanda che le persone mi pongono è «Perché proprio questo titolo?».
     Per scorribanda si intende una vera e propria incursione nelle menti dei lettori. Ma è legale, cioè senza razzie poiché è orientata a stimolare la riflessione. La finalità di base è quella di indurre alla legalità, ossia al diventare dei cittadini muniti di buon senso e senso civico.
Silvana Calabrese
La seconda domanda ricorrente è «Come mai ci sono gli squali?».
     I motivi sono due e sono correlati fra loro. Il simbolo dello squalo compare sia nell’intestazione che nel logo del blog ed è il motivo ricorrente dell’inno ufficiale scelto per la mia piattaforma: La grande onda. Tutto ruota attorno alla società contorta nella quale viviamo e alla quale ci adeguiamo in modo riprovevole. È un contesto in cui vige il marciume, i giovani sono soli ed abbandonati e la rete domina le menti di ogni fascia anagrafica. È una metafora oceanica: ci ritroviamo tra le onde impetuose e possiamo scegliere se sfidarle, restare in equilibrio sulla tavola da surf o abbandonarci al loro potente moto. In quest’ultimo caso resteremmo prede di feroci squali.
La scorribanda legale Logo Silvana Calabrese
     È facile affermare che la società è cambiata e che dobbiamo adattarci per non restare in disparte. Io mi oppongo, ho una lunga esperienza di nuotatrice in stile controcorrente. Ho spalle robuste e potrei insegnare questa difficile disciplina. La scorribanda legale funge da porto sicuro per i navigatori del web e per chi si sente ormai esausto dagli sballottamenti della nostra società. Gli squaletti ci sono e rappresentano il pericolo al quale dobbiamo saper tenere testa. 
Silvana Calabrese tipa tosta     È ormai consolidata l’opinione che il mio blog sia una spina nel fianco per chiunque. Ed io aggiungo che è controverso, ma non perché si tradisce, bensì perché scuote gli animi e genera una non condivisione. Oggigiorno ciò che stimola l’introspezione si accompagna anche a un monito e in chi legge si scatena la risposta infiammatoria del tipico colpevole. 
     Tutti noi siamo rei di disordini sociali e quando ci si riflette nel mio blog un fuoco ardente ci pervade. Ogni singolo articolo ha l’effetto di un colpo al cuore, ogni mio pezzo (a seconda delle tematiche e delle sezioni) genera un’emozione: talvolta è tenerezza, altre compassione, ma anche rabbia, odio puro, invidia, insofferenza, irritazione. Tutte emozioni potenti che si spera vengano canalizzate in positivo. Ma mai i miei scritti hanno suscitato indifferenza. Ed è di questo che vado fiera. Stimolo e scuoto nel profondo. Non ho mai cercato la condivisione, bensì la rivolta. E la alimento costantemente. Il mio obiettivo, fin dal principio, è stato questo. E non ho mai mancato un colpo.

Silvana Calabrese blog Andy Warhol pop art

Le intestazioni del blog: tradizionale, estiva, dedicata ad Halloween, natalizia, pasquale. 

Blog La scorribanda legale intestazione tradizionale. Silvana Calabrese

Blog La scorribanda legale intestazione estiva. Silvana Calabrese

Blog La scorribanda legale intestazione dedicata ad Halloween. Silvana Calabrese

Blog La scorribanda legale intestazione natalizia. Silvana Calabrese

Blog La scorribanda legale intestazione pasquale. Silvana Calabrese

mercoledì 1 luglio 2020

Furti d'auto, il primato della vergogna appartiene alla Puglia. Fenomeno inarrestabile. L'Italia è in mano alla mafia

Recupero il 15.04.2020 La scorribanda legalePanda grigia La scorribanda legaleLettera al Ministero dell’Interno

     On.le Luciana Lamorgese,
mi appello alla sua carica per portare alla conoscenza la mia recente esperienza. Nella notte del 6 marzo u.s. da Valenzano è stata rubata la vettura di mia madre, una Fiat Panda del 2010 targata EC352LS che era provvista di scatola nera, disabilitata con un jammer. Mia madre aveva passato la notte a vegliare su una parente reduce da un intervento cardiaco ed il mattino dopo non era più in possesso dell’auto. Sotto choc ha dovuto attendere l’apertura della caserma locale dei Carabinieri per sporgere regolare denuncia.
Carcassa scheletro scocca 1 La scorribanda legale
     Trascorse cinque settimane abbiamo ricevuto la telefonata del Maresciallo Fo******o operante a Grumo Appula: dei contadini segnalavano la presenza di una scocca. Su mandato della Stazione CC era stata rimossa e collocata in un deposito come previsto dalla legge al fine di non deturpare il volto cittadino/rurale. L’ufficiale ha molto insistito affinché ci si recasse a firmare l’atto di restituzione senza volerci indicare il numero di telaio rilevato (richiesta da me avanzata più volte) o l’ubicazione precisa né della caserma né della depositeria o il da farsi amministrativo che ci spettava in seguito
Spariscono troppe auto
     Siamo state costrette a spostarci da Bari di circa 25 km attraversando diversi comuni in piena quarantena per Coronavirus (avevo esposto il mio stato di apprensione al Maresciallo). Abbiamo dovuto farlo al più presto per il timore che le spese di deposito divenissero insostenibili poiché a tariffazione libera. Un deposito, premetto che ci era stato garantito convenzionato Aci, ma che si è rivelato appartenere a un privato, per di più di un altro comune (Binetto).
Baritoday
     Due donne sole, mia madre ed io, deperite fisicamente e devastate moralmente non solo dal furto in sé ma anche dalla notizia dello stato nel quale l’ex vettura versava, una carcassa cannibalizzata, priva di targhe, con il parabrezza distrutto con sassi o spranghe e il motore reso inutilizzabile da un acido corrosivo abbandonata in un angolo sperduto di quelle campagne. 
Ladri hi-tech
     Era l’auto acquistata a costo di sacrifici, il mezzo del quale mi ero presa cura personalmente con tagliandi annuali e revisioni periodiche per esprimere collaborazione domestica, ma soprattutto i pagamenti previsti dalle normative vigenti sono sempre stati conferiti con puntualità. Eppure non ci apparteneva più.
Statistiche ritrovamenti
     Giunte sul posto, ulteriori problematiche hanno contribuito a rallentare la fine di un’agonia: il maresciallo aveva rilevato male il numero di telaio (circostanza che si evince dall’atto di notifica).
     Sempre sole e abbandonate a noi stesse abbiamo raggiunto la sede del demolitore e ci siamo rese conto di una realtà sconvolgente: è una particolarità dell’entroterra pugliese il vantare vaste porzioni di campagna in cui non è difficile incorrere in mini discariche a cielo aperto. Non vi è alcuna sorveglianza aerea (con elicotteri o droni) volta a scoraggiare il consumarsi di atti criminali o lo smembramento di vetture rubate con conseguente abbandono. La natura non deve asservire la criminalità organizzata.
Utilitarie più ricercate
     Questa vicenda segnerà per sempre la mia esistenza, ma quel che è peggio è che ha acuito in me una certezza: le forze dell’ordine non tutelano i cittadini e non si adoperano per assicurare alla giustizia i colpevoli. Ho fatto esperienza della noncuranza con cui i casi di criminalità vengono trattati, l’ilarità con la quale perfino gli operatori del 112 e 113 si sono rivolti a me. Ed è inconfutabile che pur essendo vittima di una pesante violazione, la legge prevede che io mi sia sobbarcata le spese di recupero, rimozione, deposito e demolizione della carcassa come se fossi io responsabile dell’abbandono di quel rifiuto speciale. I veri attori del reato sono liberi di reiterare, giorno dopo giorno e se catturati vengono prontamente rilasciati dalla magistratura secondo quanto dichiarano gli stessi carabinieri.
Suv più rubati
     Ho subito una perdita ingente. Una spesa ingiusta ed imprevista pesa sulle mie deboli entrate ora inesistenti data la recente perdita del mio umile impiego. Questi reati, ormai considerati la norma, sono agevolati da scarsi deterrenti e da misure punitive pressoché inesistenti.
     Agli occhi di un profano, lascia poi largo ai dubbi la tempistica dei ritrovamenti: quasi tutti a distanza di un mese esatto, sempre localizzati nelle aperte e sperdute campagne, luoghi privilegiati in cui nessuno vede, nessuno è mai testimone del fatto mentre esso si consuma e si potrebbe prevenire, ma sempre e solo dopo, quando ciò che resta è una carcassa devastata in ogni sua parte tranne che nella porzione di telaio che ne riporta il numero identificativo ed è comodo rintracciare lo sventurato proprietario al quale presentare resti amorfi ed un amaro conto pecuniario.
     Per me non solo non c’è tutela, ma neppure la speranza di condurre una vita serena.

Ultimo giorno Fiat Panda rubata furto La scorribanda legale

Indice criminalità Sole 24 ore

lunedì 29 giugno 2020

La villa del mistero - Romanzo fantastico visionario


Copertina La villa del mistero di Silvana Calabrese
 Autore: 
Calabrese Silvana
Titolo dell’opera: 
La villa del mistero
Genere dell’opera: 
romanzo fantastico visionario

Sinossi
     Questa storia è ispirata ad una villa disabitata realmente esistente in cui solo il mistero dimora abitualmente.
     Emilia Vinci è una giovanissima giornalista professionista che non ha mai pensato di poter vivere o lavorare in altro luogo se non nella sua città, nel profondo meridione d’Italia.
     Fin da bambina ha sempre ostentato una propensione per lo studio e le ricerche e a quanto pare non ha mai perso la sua peculiare inclinazione. Nonostante questo, nessuno si sarebbe atteso molto da una cronista, agli albori della carriera, ostinatamente ancorata al mezzogiorno. Ma a volte le cose riescono a stravolgere la realtà più stantia. 
Copertina La villa del mistero di Silvana Calabrese
     A dispetto di ogni avara aspettativa, sarà proprio lei a riportare alla luce un fatto di sangue accaduto quarant’anni prima nell’alta società barese e a risolverne definitivamente il giallo. Raggiungerà l’apice del successo giornalistico con un’indagine e una scoperta in perfetto stile cold case. Tuttavia non sarà tutto merito del suo ingegno e della sua perseveranza, bensì del carattere ricorrente di alcuni strani sogni, tutti incentrati su una misteriosa villa abbandonata sita nel suo vicinato.
     Sono rari i casi in cui il mondo ultraterreno stabilisce una connessione profonda col regno dei vivi. È una circostanza talmente inedita e inquietante che la protagonista ne ha voluto lasciare traccia con un resoconto scritto, un libro che non può non essere pubblicato.
     Tutto ebbe inizio col suo sofferto trasloco, nel periodo adolescenziale, in un appartamento nella periferia cittadina. Il suo balcone era prospiciente un’immensa villa quasi completamente sommersa dalla vegetazione più fitta. Emanava una costante aura misteriosa. Dipendeva da alcune sinistre vicende che molti anni prima ne avevano coinvolto i residenti e sconvolto l’opinione pubblica. Emilia ha sempre assicurato di non esserne mai stata ossessionata, a differenza di tutti gli altri, ma fu proprio lei a notare le prime agghiaccianti stranezze.
Ville spettrali     Col crescere dei suoi impegni formativi prestò sempre meno attenzione a quella proprietà. Ma tredici anni dopo, raggiunta la sua ambita affermazione professionale, tornò a volgere lo sguardo tra le intransigenti fronde degli alberi della villa.
     La sua sfera onirica iniziò ad essere invasa da alcuni sogni sulla dimora inabitata, ma non vi diede alcun peso. Poco tempo dopo si spalancarono i cancelli della villa del mistero per avviare invasivi lavori di potatura uniti alla bonifica dall’amianto. Da allora non riuscì più a staccare gli occhi da quella proprietà stregata finché la visione di qualcosa che non poteva essere reale la atterrì completamente. Quelle opere di manutenzione dovevano aver turbato una quiete spettrale rimasta intatta per decenni e tutto fu sul punto di cambiare per sempre. Fece nuovi strani e particolareggiati sogni che sembravano messaggi soprannaturali. Emilia sentì di dover indagare fino in fondo se voleva ritrovare la serenità perduta. C’erano fatti di cronaca da riesumare, una verità da evocare, un intreccio di vicende da ricostruire, una razionalità da sospendere, una serie di visioni dalle quali lasciarsi guidare e un caso da risolvere… proprio nel cuore della tetra notte.
Spettri fantasmi


mercoledì 24 giugno 2020

Fiamme d'amore - Romanzo rosa, erotico


Copertina Fiamme d'amore di Silvana Calabrese
Autore: 
Calabrese Silvana
Titolo dell’opera: 
Fiamme d’amore
Genere dell’opera: 
romanzo rosa, erotico

Sinossi
     Brian Taylor è solo un ragazzo di sedici anni quando perde la sua figura di riferimento più importante, il padre. Affronta il lutto nel modo peggiore, isolandosi. Allontana i suoi affetti, la madre e il migliore amico ed intraprende un viaggio all’insegna della perdizione. L’essere sempre stato uno studente modello e il desiderio di reprimere il dolore gli consentono di imparare in fretta come essere un padrone della notte. L’alcol non ha più misteri per lui, ne assimila in gran quantità. Il sesso incosciente, ma sicuro, diventa il suo credo. Lo appassiona avere una partner diversa ogni notte, ma la cosa gli dona molti dubbi contrapposti all’unica certezza del godimento.
Copertina Fiamme d'amore di Silvana Calabrese
     L’aitante giovanotto vive in un universo parallelo in cui il dolore della perdita non è stato affrontato, ma rinchiuso ermeticamente in un meandro della sua psiche, pronto a riemergere di scatto fungendo da salvavita. Un festino, un tavolino di cristallo e una striscia di coca. È quello il suo bivio decisivo. È quello l’attimo in cui si verifica un fenomeno straordinario e suggestivo che lo scuote. Avrebbe potuto perdersi per sempre se solo non fosse intervenuta una forza superiore, tanto incredibile quanto verosimile. Quello sarebbe diventato l’intimo segreto che Brian avrebbe celato dentro di sé e svelato solo ai lettori della sua storia. Rinsavisce all’istante e cerca di recuperare la sua vita e quasi riesce a condurla per bene. Gli costa fatica, ma gli vale esperienza e molta. Da quel momento in poi si mantiene distante dai guai e dalle vecchie dipendenze. 
     Dopo il conseguimento della maturità, occupa la sua estate in un villaggio turistico prestandovi servizio come animatore. Gli si riordinano le idee, conosce nuova gente ed incontra la ragazza dei suoi sogni, Jane Evans. È diversa da tutte le altre e con lei Brian scopre la propria sfera emotiva più pura, profonda e irrinunciabile. Il loro fidanzamento promette un futuro stabile, ma nell’itinerario del giovane Taylor accade sempre qualcosa di inaspettato e scoraggiante. Jane è la donna giusta per lui. Sono fatti l’uno per l’altra, ma non si sposano. 
Golf
     L’alternanza di emozioni non è mai stata una buona alleata per Brian che all’improvviso, quando è nuovamente vulnerabile, scopre un ingente e misterioso lascito paterno a suo nome unito a inedite rivelazioni sul conto del compianto padre. È confuso, ma questa volta non può arrendersi, deve avere cura di sé ed edificare il proprio futuro. 

Golf
     Durante un viaggio negli States l’intuizione di un progetto lo folgora, lo inebria e lo ricarica. Non riesce a pensare ad altro che al suo nuovo obiettivo: inaugurare un campo pratica di golf nella sua città con un’ubicazione insolita e strategica. D’un tratto gli appare evidente come ciascuna delle esperienze vissute gli fruttino dei vantaggi. 
     In dieci anni di duro lavoro si trasforma in un perfetto ed impeccabile uomo d’affari, ma avverte l’assenza di qualcosa di importante. Il suo inconscio gli invia nuovi segnali. Si tratta di Jane. Si rincontrano con piacere, quasi per caso. Una tragica fatalità rende la donna vedova, sola ad allevare due bambine. Forse il sentimento che credevano estinto tornerà a divampare. Ma non si tratterà solo dell’antico ardente desiderio rimasto intatto negli anni. Entrambe le loro vite subiranno un profondo cambiamento e lo stravagante disegno del destino giungerà a completa realizzazione.

Panorama balcone     Dietro le quinte…

     Quando hai avuto la prima ispirazione di questa storia?
     Non ho mai avuto intenzione di scrivere un romanzo. Sono una saggista e il mercato editoriale meno recente offre già valide opere. Un pomeriggio d’estate però, mi ritrovai a scrutare il panorama che il balcone di casa mi regala. Ripensai agli anni di spensieratezza del periodo adolescenziale, il più felice della mia vita. Guardai in lontananza e fui permeata da un’ondata di adrenalina. Fu nel momento in cui liberai la mente dallo stress della quotidianità che venni raggiunta, anzi fui folgorata da un’ispirazione: i personaggi e la loro storia erano approdati nella mia mente. Mi erano giunti in visita come da un luogo remoto. Ogni sequenza mi appariva così nitida e le emozioni così enfatiche. Non ho mai ritenuto possibile un evento simile.
     Ho dovuto far attendere i protagonisti il tempo necessario per studiare il lavoro di sceneggiatori come Snyder poi ho lasciato che il racconto fluisse.
Panorama balcone serale

     Quali temi vuoi veicolare?
     L’opera si propone di veicolare alcune tematiche giovanili di stringente attualità come il senso di appartenenza al gruppo e lo spirito di emulazione. Il contesto generale è quello della libertà che degenera in libertinismo e conduce all’abbandono scolastico, al consumo massiccio di alcool e stupefacenti. Non meno importante è la questione della promiscuità sessuale con relativa prevenzione da malattie veneree e gravidanze non programmate.




domenica 1 luglio 2018

È stato scoperto ed estratto il DNA della storia

Il Dna della storia tra corsi e ricorsi
Non in un laboratorio privato, ma a casa, ho estratto il DNA della storia aprendo nuove frontiere nella comprensione della società che ci circonda e della sua evoluzione. Isolando una porzione di linea temporale da metà Ottocento ad oggi è possibile notare come la storia segua un andamento sinusoidale. Si tratta di un’onda che presenta in maniera alternata creste positive e creste negative.
Scoperto DNA della Storia Silvana Calabrese - Blog
L’Ottocento era caratterizzato da una bassa speranza di vita oppressa da numerose malattie ed epidemie che non lasciavano scampo alle popolazioni e parevano impossibili da debellare. Un picco positivo si registrerà nel 1900 con la Belle Epoque. Un nuovo secolo era alle porte, il XX, foriero di prospettive di pace e benessere. Scienza, tecnica, arte e pace indussero a credere che la vita non potesse andar meglio, ma quell’atmosfera festosa venne funestata dalla prima Guerra mondiale (1914–18) in cui il progresso tecnologico fu asservito alla forza bruta delle armi di distruzione.
Quando il conflitto ebbe termine, l’umanità cercò di risollevarsi e il picco di ottimismo fu raggiunto negli anni Venti e Trenta, gli anni della civiltà di massa nella quale scorreva una nuova linfa: la rivoluzione dei trasporti, la diffusione dei mass media, la società del tempo libero e della villeggiatura di massa (non più fenomeno elitario). La gioia di vivere appena riscoperta scomparve al gelido soffio della Crisi del ’29 seguita dalla seconda Guerra mondiale (1939–45). Il genere umano diede il peggio di sé donandoci/si l’immane potenza delle bombe atomiche e gli orrori dell’olocausto. Eppure in numerose righe del suo diario Anna Frank nutre speranza. Il 15.07.1944 è fiduciosa nel ritorno della pace che segnerà l’alba di un mondo migliore. Ordine, pace e serenità giunsero davvero, ma l’umanità perse la ragazza dai grandi ideali e dall’incrollabile fede. Gli anni ’50 furono gli anni del boom o miracolo economico in cui si poterono dire rimarginate le ferite morali inflitte dalla guerra. Le innovazioni industriali contribuirono a mutare gli stili di vita delle persone e l’economia si espanse. La cresta dell’onda della storia torna a scendere proprio negli anni che stiamo vivendo poiché essi portano il marchio della crisi economica, della crisi della mentalità e sono segnati dalla piaga della disoccupazione crescente. I giovani sono risorse preziose in stato di abbandono. Il DNA della storia lascia presupporre che verrà presto una data x nella quale l’onda lambirà nuovamente un picco positivo. Quando risaliremo la china? Solo quando il fondo sarà uniformemente abraso da tutte le classi sociali. 
Da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 23 dicembre 2015, p. 16. 

giovedì 28 giugno 2018

Italia. Dalle origini ai giorni «mostri»

Italia Bel Paese in declino Silvana Calabrese Blog
     Non v’è ombra di errore in quanto scritto poiché sono giorni mostruosi, quelli odierni, in cui il paradosso è di casa. Esistono radici storiche in grado di spiegare il declino del nostro paese, ma noi le ignoriamo perché auto lobotomizzati dalla sempre più diffusa «sindrome del libro vergine o intonso». Questo spiega come mai siamo all’oscuro del fatto che all’alba dell’Unità il paese si presentava altamente frammentato sotto molteplici aspetti; così come non sappiamo che nei due conflitti mondiali l’Italia non era interventista per vocazione, ma dimostrò opportunismo sia quando abbandonò l’Alleanza, optò per la neutralità e poi si unì all’Intesa, che quando voltò le spalle all’Asse firmando l’armistizio con gli Alleati. Sia pur in maniera reticente, i manuali di storia concedono qualche indiscrezione sulla debolezza caratteriale dell’Italia.
     Viviamo una crisi economica fittizia, trattasi di crisi della mentalità: piagnucoliamo per il tetto di spesa dei libri di testo e ci mettiamo in coda nei negozi di capi griffati.
     Ci affligge un indice di vecchiaia in impennata sotto il quale soccombono i giovani, le pedine del ricambio generazionale, che mai giocheranno le loro mosse in condizioni di perenne immortalità degli anziani lavoratori. Negli States i giovani Scout vendono biscotti a chiunque con successo e i bambini allestiscono il caratteristico banchetto delle limonate cominciando a comprendere il valore del danaro e del lavoro. In Italia micro imprese simili non possono attecchire, è troppo ostico incontrare il favore o la comprensione di uno stormo di consumatori il cui amore sconfinato è rivolto verso gli abiti firmati o l’ennesimo cellulare intelligente.
     Con l’atteggiamento di un pargoletto dispettoso non ci proviamo nemmeno a fare la raccolta differenziata o a spegnere la luce superflua a casa e sul posto di lavoro, che il pianeta crepi! Siamo inguaribilmente incapaci di assumerci le nostre responsabilità e sicuramente affetti da una forma di atrofia mentale che paralizza ogni possibile tentativo di cambiare lo status quo a partire dalle singole azioni quotidiane. Abbiamo imparato ad assecondare il tormentone «I giovani devono lasciare l’Italia e cercare la realizzazione altrove» senza maturare la cognizione che queste parole rappresentano il sanguinoso fallimento dell’intero paese e dei suoi abitanti, tutti. Giunti ai giorni «mostri», la locuzione «Bel Paese» assume automaticamente un significato sarcastico. 
     Da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 1 dicembre 2013, p. 20.

lunedì 25 giugno 2018

I libri nuocciono alla salute. È salvo chi non legge

L’ultima barzelletta: i libri nocivi alla salute
Un nuovo allarme globale è stato diramato. Riguarda i libri. Pare che nuocciano gravemente alla salute. La colpa ricade su: la carta su cui sono stampati, l’inchiostro dei loro caratteri, il filo di refe col quale sono brossurati e la colla a caldo che ne salda insieme i fogli sul dorso della copertina.
Il veicolo attraverso il quale il messaggio di un libro giunge al pubblico è la carta, nei cui invisibili pori si annida una specie di batteri molto rara, la «abbassus letturam». Si insinua nell’organismo umano mediante le respirazione e trova una sede permanente, nonché rampa d’attacco, negli alveoli polmonari.
I libri nuocciono gravemente alla salute Silvana Calabrese Blog
La rilegatura cucita a filo di refe/brossura, prestigiosa e resistente, è l’habitat del parassita «vade retro liber», noto per le irritazioni cutanee che provoca.
Se i fogli di carta usomano vengono fresati e incollati a caldo, il collante impiegato determina delle malsane esalazioni, inodore e incolore, di tossine che causano congiuntiviti ricorrenti e recidivanti indomabili anche a seguito dell’applicazione di potenti antibiotici.
Su quei gruppi di sedici pagine, detti in gergo tipografico–editoriale sedicesimi, cucite fra di loro viene impresso l’inchiostro (sostanza di varia natura e composizione chimica), vera e propria arma letale che attraverso il derma raggiunge la circolazione sanguigna.
Ecco spiegati scientificamente gli effetti descritti all’unisono dai lettori: calo della vista, rossore oculare, attacchi d’ansia e di panico e orticaria.
I lettori si interrogheranno sulla fondatezza delle mie affermazioni. Verità o menzogna? Trattasi di una burla, di uno scherzo, di un falso volto a mettere in moto il contorto meccanismo della proibizione che scatena la tentazione. È infatti noto che le persone desiderano ardentemente ciò che viene loro proibito, specialmente se ne ignoravano l’importanza prima dell’imposizione del divieto.
I libri non possono che avere proprietà benefiche per la mente che da quei rettangoli di carta trae nutrimento e linfa vitale per le facoltà intellettive. 
Da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 1 settembre 2012, p. 20.

venerdì 22 giugno 2018

Noi corridori del parco

Salto staccionata Olio cuore Parco Due Giugno Silvana Calabrese
     Esiste una realtà nota solo ai pochi fedeli che ne fanno parte. È la vita quotidiana dei parchi pubblici che ogni mattina pullulano di amanti del fitness.
Silvana Calabrese Attività fisica Parco Due Giugno     Mentre in città si svolge una vita domestica, scolastica o lavorativa, c’è uno stuolo di adoratori di quelle straordinarie palestre a cielo aperto che sono i parchi cittadini.
     Oggi vi vorrei raccontare la loro storia poiché ne sono una fiera esponente. Noi corridori del parco sfidiamo la calura estiva, l’umidità autunnale e il gelo invernale. Non temiamo le raffiche di vento né la pioggia battente. Non siamo matti, o forse sì, ma allora siamo pazzi di quell’intenso benessere che una corsetta ci dona. Bastano anche solo trenta minuti per trarre enormi benefici da un’attività che i più pigri definiscono stancante. Si sbagliano, è ristoratrice.
Silvana Calabrese Attività fisica Parco Due Giugno Si inizia a popolare il parco per svariate ragioni. Qualcuno ha necessità di dimagrire, altri vogliono risparmiare l’abbonamento in palestra, altri ancora preferiscono il beneficio dello stare all’aria aperta protetti da una cortina di alberi. Lo dicono i media: nelle società civilizzate si riscontra una carenza di vitamina D ed una maggiore sensibilità agli allergeni e trascorrere del tempo all’aria aperta gioverebbe.
     Passiamo in rassegna una serie di benefici fruibili dallo svolgimento di attività motoria all’aperto.
Silvana Calabrese Attività fisica Parco Due Giugno      La corsa al parco è un’attività aerobica capace di garantire l’ossigenazione del sangue e di bruciare i grassi in eccesso (mentre l’allenamento anaerobico, in presenza di pesi, mira ad aumentare la forza muscolare). Fare jogging consente di mantenere sotto controllo il peso e il livello di zuccheri nel sangue. Stimola la respirazione, allenta lo stress, distrae da pensieri molesti, rilassa, ci rende maggiormente resistenti, favorisce una corretta circolazione sanguigna e mantiene la pressione arteriosa a livelli ottimali.
     Ogni vostro organo, dal cuore ai reni, dal fegato al cervello trarrebbe un vantaggio senza eguali dallo svolgimento di attività fisica alla quale deve seguire un’alimentazione adeguata.
Silvana Calabrese Attività fisica Parco Due Giugno      Le articolazioni, poi, si manterranno giovani e non vi tradiranno quando dovrete sollevare un oggetto dal pavimento. Le vostre ossa non somiglieranno al burro chiarificato e resisteranno meglio ad eventuali cadute senza fratturarsi. I vostri muscoli si tonificheranno dando sostegno all’apparato scheletrico.
     Se lo stress della vita cittadina vi uccide, solo nel parco troverete un tempio di serenità. Appena varcato il cancello di ingresso il vostro umore migliorerà e l’ansia diventerà una sconosciuta. C’è molto altro, ma vi invito a scoprirlo personalmente. Non passo in rassegna gli svantaggi di una vita sedentaria e poco salutare, quelli si vivono quotidianamente. 
Silvana Calabrese Attività fisica Parco Due Giugno Silvana Calabrese Attività fisica Parco Due Giugno


Silvana Calabrese Attività fisica Parco Due Giugno  Silvana Calabrese Attività fisica Parco Due Giugno

martedì 19 giugno 2018

Coltan, pc e telefonini. Siamo noi i mandanti delle più atroci brutalità

Silvana Calabrese Blog La Scorribanda Legale
Nel ’400 i grandi esploratori con coraggio varcarono le Colonne d’Ercole ed estesero i confini del mondo conosciuto. Oggi tutti noi abbiamo contribuito a ridurre i limiti della conoscenza agli stipiti delle nostre porte. Non ci interroghiamo mai su quanto accade oltre la soglia di casa perché è come se non ci riguardasse. D’altronde siamo in un paese sviluppato e nonostante la disoccupazione stia disegnando un’iperbole viviamo in un contesto migliore rispetto a chi si trova nei paesi in via di sviluppo (Terzo e Quarto Mondo). Tuttavia, in un mondo globalizzato ed interconnesso, le nostre decisioni consumistiche hanno effetti prorompenti sulle zone sottosviluppate e sui loro oriundi. Studiamo lo sfruttamento minorile o la violazione dei diritti umani, ma è un’analisi sterile e del tutto priva di comprensione. Come possiamo chiedere ai politici di immedesimarsi nelle condizioni dei più umili se noi per primi non siamo capaci di farlo? Questa divagazione beve ma necessaria cede il posto ad un argomento di bruciante attualità: il turboconsumismo legato agli oggetti tecnologici. Il primo in lizza è lo smartphone. Ne apprezziamo le funzioni, ma non abbiamo la più pallida idea delle sue componenti e della loro provenienza. Anche i media tacciono, anzi invitano a scaricare l’ultima applicazione. Il Coltan (contrazione di columbite–tentalite) è un minerale nero essenziale per la realizzazione di dispositivi elettronici tra cui cellulari, pc, televisori, auto. Si tratta di una risorsa ferocemente ricercata e per questo i giacimenti sono sfruttati in diverse parti del globo. Ma è in Congo che tale frenesia ha effetti nefasti poiché dagli anni ’90 sussistono dei conflitti etnici ed i proventi dello sfruttamento delle risorse di Coltan vengono impiegati per l’acquisto di armi. L’ONU ha denunciato la situazione nel 2003, ma l’estenuante estrazione del minerale prosegue nella violenza più disumana causando anche danni irreversibili all’ambiente. Non diversa è la storia dei diamanti di sangue, estratti in zone di guerra e venduti clandestinamente per finanziare i conflitti. Le multinazionali proseguono sordidamente e noi vegetiamo incuranti delle violenze cui uomini, donne e bambini sono soggetti quotidianamente perché costretti a scavare e a toccare a mani nude il leggermente radioattivo Coltan. C’è chi auspica una normativa che renda tracciabile il percorso del minerale, ma il nostro egoismo non può nascondersi dietro una legge. Siamo noi gli acquirenti delle materie finite, oggetti ultratecnologici di cui dotiamo anche i bambini, e dovremmo vergognarci perché siamo noi i mandanti delle più atroci brutalità. 
Da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 21 agosto 2014, p. 16.