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venerdì 20 ottobre 2017

Theatrum mundi. Sbarco sulla Luna Intervista a Silvana Calabrese

     Come nasce il libro?  “Theatrum mundi. Sbarco sulla Luna” nasce da un’accurata meditazione. Volevo cimentarmi in un nuovo progetto e dal momento che l’editoria trabocca di testi, risulta spesso complicato maturare un argomento che possa definirsi “nuovo”. Così ho pensato di adottare uno stratagemma vincente: mettermi in comunicazione con la parte più autentica di me, il periodo dell’infanzia e dell’adolescenza. Sono momenti della vita in cui ci troviamo a stretto contatto con la leggerezza e la gioia di vivere. E mi sono ricordata del preciso istante in cui ho vissuto lo sbarco sulla Luna, fu in occasione della celebrazione del trentesimo anniversario.
     Il tema principale? I miei libri sono diversi tra loro, ma li accomuna il tema del viaggio. In questo caso è il viaggio interstellare che ha affascinato intere generazioni. Tutti scrutiamo il cielo in varie occasioni: da casa, in campagna, al mare, negli osservatori. Poi il genere umano ha raggiunto l’ambizione di esplorare personalmente il cosmo e facemmo il nostro ingresso in una nuova era.
     L’opera intende fornire uno spaccato cronologico della corsa alla conquista dello spazio. Pur riportando l’acceso dibattito tra detrattori e fedeli sostenitori della veridicità dell’allunaggio, come sempre non mi schiero.
     A chi è diretto? A chi si fermò a provare un brivido misterioso dinnanzi a quello che il tubo catodico stava mostrando la notte del 21 luglio del 1969. A chi non si stanca mai di rilevare i particolari grafici e le incongruenze. A chi ricorda la frase riportata sulla locandina del film Capricorn One: «Sareste scioccati nello scoprire che il più grande evento della nostra storia contemporanea forse non è accaduto affatto?». A chi ha voglia di sapere cosa hanno scritto in proposito Von Braun, Alberto Moravia, Eugenio Montale, Dino Buzzati, Oriana Fallaci, Giorgio Bocca, etc.
     Il regalo perfetto per? Può leggerlo chiunque. È un antidoto alla noia, magari a quel tedio estivo che colpisce gli scolari in vacanza. È perfetto per chi ha voglia di “staccare la spina” dagli impegni quotidiani e trovare una manciata di magia nel fascino legato ad alcuni aspetti:
- La più grande avventura umana e la più grande diretta televisiva di tutti i tempi.
- L’emozionante coronamento di uno dei sogni dell’umanità: mandare un uomo sulla Luna e farlo tornare sano e salvo sulla Terra.
- Il contesto storico che fa da sfondo allo sbarco sulla Luna.
- L’avvincente rilettura di giornali e riviste dell’epoca.
- I tratti enigmatici degli sbarchi sulla Luna.
- Un’appendice fotografica che esalta le tappe tecnologiche e storiche raggiunte dall’umanità.
     Il messaggio che vuole lasciare/lanciare? Lasciare un messaggio è rischioso perché potrebbe non coglierlo mai nessuno.
     Lanciare un messaggio è ugualmente rischioso perché potrebbe raggiungere la velocità di fuga e disperdersi lontano, troppo lontano!
     Il messaggio del libro lo voglio scagliare contro i lettori, affinché avvertano una scossa che li induca a ragionare quando osservano un evento e non a credere a tutto quello che vien loro propinato.      Devono prestare attenzione anche a non incorrere nell’errore opposto, ovvero sbugiardare (senza basi teorico-dialettiche) ogni evento.
     Il libro che avrebbe voluto scrivere? La scrittura di questo libro mi ha indotta a capire che è necessario approdare nel XXI secolo concretamente. Occorre poter veicolare contenuti in ogni parte del globo. La lingua che lo permette è l’inglese. Prossimamente credo che curerò il progetto di tradurre libri. Per ora sono al primo step: ho inserito un capitolo interamente in inglese. È una cosa utile per varcare le frontiere geografiche e mentali. E si è già rivelato un indispensabile strumento per i ragazzi che a scuola hanno condotto delle ricerche in inglese sull’allunaggio.
     Il libro guida? Nutro la mia mente con numerosissime letture e considero i libri utili sia quando incontrano il mio consenso che quando lo deragliano. Sostengo questo perché il libro è sempre una fonte di spunti, siano essi critici o istruttivi.
     La copertina preferita? Di sicuro adoro le entusiasmanti possibilità creative offerte, o meglio, realizzabili per merito di sofisticati software. Però quella che ho prodotto per “Theatrum mundi. Sbarco sulla Luna” mi soddisfa molto.
     Il libro che sta leggendo? Ho terminato la lettura di un testo relativo ad un periodo vissuto in età adolescenziale, un libro di memorie inedito (e che tale rimarrà). È stata una catarsi rileggere ed assorbire le note di positività di cui quel testo è pregno. Sono stata in grado di trasformare la mia permanenza in un centro sportivo estivo (il Green Park) in qualcosa che tramanderò ai miei figli e nipoti. 
     La frase regalo per i lettori. Promettiamo a noi stessi di non diventare mai degli “ignoranti con la laurea”. Informiamoci e interroghiamoci con consapevolezza sugli eventi che ci circondano.
Silvana Calabrese Theatrum mundi. Sbarco sulla Luna


martedì 17 ottobre 2017

Intagli di frutta e verdura. Mela addenta il coltello

Decorazioni con i prodotti della natura:
la mela addenta il coltello 
Fin dai tempi della genesi, la mela è considerata il frutto della conoscenza (nonché frutto proibito). La mela è anche pregna di saggezza. Infatti in un contesto sociale in cui le opportunità di realizzazione scarseggiano, la mela è pronta a sussurrarti che è il caso di tenere duro e non mollare. 
La povera mela nell’immagine sta per essere affettata, ma non si arrende, lotta per la sopravvivenza e addenta il coltello. 
Intagli frutta e verdura Mela addenta coltello Silvana Calabrese - Blog

L'articolo fa parte della sezione "Intagli di frutta e verdura"
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sabato 14 ottobre 2017

Rotavirus. Scoperto cosa attiva la celiachia

DNA doppia elica     Se un soggetto si sottopone ad un test genetico particolare e scopre di avere un DQ2 positivo ed omozigote vuol dire che è geneticamente predisposto a sviluppare la Celiachia e a trasmetterla alla propria prole. Se poi ha cominciato a produrre anticorpi contro la gliadina, allora è un soggetto celiaco. Il suo corredo genetico aveva portato in dote i geni di entrambi i suoi genitori e qualcosa ne ha attivato la risposta autoimmune. E ciò può avvenire a qualsiasi età.
     In questi casi si consiglia uno screening ai parenti di primo grado del soggetto per poi estendere eventualmente la ricerca. Nell’alberello genealogico si individuano altri soggetti con un patrimonio genetico affine, ma che non hanno sviluppato la malattia. Ma la scienza sorvola su questo aspetto finché in ambulatorio non compaiono due soggetti con un quadro clinico che merita assolutamente attenzione. Sono gemelli identici. La medicina li definisce monozigoti poiché essi derivano da una singola cellula uovo fecondata da uno spermatozoo. Piccole reminiscenze biologiche ci ricordano che quella cellula fecondata (zigote) subisce una moltiplicazione cellulare che in alcuni casi può dare luogo a due embrioni aventi il medesimo quadro genetico, inclusi i geni della celiachia. E se solo uno dei due l’avesse sviluppata e l’altro no? Come si spiegherebbe? Con il fatto che un agente esterno è subentrato nel corpo di uno dei due individui alterandone il Dna e attivando il morbo celiaco, laddove ovviamente c’è una predisposizione. E chi può farlo se non un virus?
rotavirus     Ecco dunque che facciamo la conoscenza del Rotavirus. È un virus a RNA dalla forma simile a quella di una ruota, donde il nome. Negli anni è stato responsabile di vere e proprie epidemie che spesso colpivano i bambini con attacchi di diarrea acuta. Il contagio è di tipo oro-fecale e l’evoluzione della malattia causava un accorciamento dei villi intestinali con annessa infiammazione.
     L’enterite da Rotavirus è frequente nei mesi invernali e tra i bambini non allattati al seno; è meno frequente negli adulti ma non rara.
     I gemelli identici condividono il DNA, ma solo l’esposizione a un fattore esterno, quale il contagio, è personale. Dunque solo uno dei due gemelli può aver contratto un’infezione da Rotavirus che ha scatenato la risposta immunitaria chiamata sprue celiaca
villi intestinali     Uno studio dell’ottobre 2006 condotto all’Istituto Gaslini di Genova mostra una correlazione tra l’infezione da rotavirus e l’insorgere della celiachia

     Zanoni G, Navone R, Lunardi C, Tridente G, Bason C, et al., In Celiac Disease, a Subset of Autoantibodies against Transglutaminase Binds Toll-Like Receptor 4 and Induces Activation of Monocytes, in PLoS Med 2006; 3(9): e358.

Della sezione "Celiachia" fanno parte anche: 

domenica 8 ottobre 2017

Eroi del quotidiano. Figure della serialità televisiva

Recensione: La Rocca – Malagamba – Susca (a cura di), Eroi del quotidiano. Figure della serialità televisiva, Bevivino Editore, Milano-Roma 2010, pp. 273.
Nel corso del tempo le rocambolesche vicende dei protagonisti di miti e racconti hanno ceduto il passo ad un nuovo mondo, quello delle serie televisive.
Miti, leggende e racconti hanno plasmato e al tempo stesso custodito l’identità sociale conferendole l’incanto dei momenti onirici. L’immaginario di ogni cultura ne traeva nuova linfa per le proprie capacità mentali. Gli eroi, inarrivabili abitanti delle pagine di libri o delle pieghe delle voci narranti, rappresentano il frutto dell’invenzione, ma le loro gesta sono ulteriori a questo livello, poiché divengono esempi, valori e sono portatrici di senso ed ispirazione.
Oggi si è stabilita una nuova categoria di miti ed eroi: le incarnazioni televisive. Non v’è più una figura che incarni il tramite fra la dimensione celeste e quella terrena dell’immaginario collettivo, bensì dei personaggi pubblici interposti tra la dimensione quotidiana e quella della sua spettacolarizzazione.
Eroi del quotidiano
Serial, serie, fiction, sit com, medical drama, soap opera, telenovela, reality show, telefilm sono le declinazioni della serialità televisiva. Le puntate consequenziali tessono una trama di fondo che si dirama con l’ingresso di nuovi personaggi, la cui personalità può essere scandagliata. Generano empatia, incontrano la fedeltà degli spettatori instaurando un rapporto familiare così tanto simile alla vita quotidiana per via di un espediente: l’instaurazione di una routine analoga a quella degli spettatori, ma che diverge poi per la presenza di un elemento di rottura che eccede la realtà. Generalmente può trattarsi di un atteggiamento ridondante pur essendo fuori dall’ordinario, come affrontare situazioni complesse con un instancabile sarcasmo, oppure con leggerezza, o ironia. È proprio il modus operandi dei personaggi di una serie a esaltare la devozione degli spettatori. Al pari della locuzione theatrum mundi che stabilisce un legame tra finzione e realtà, anche il telefilm da un lato cristallizza situazioni reali tipiche della vita quotidiana e dall’altro ne determina la possibile matrice.
Non si può omettere l’altro pregio delle serie tv, quello di attivare delle competenze enciclopediche negli spettatori citando periodi storici, come in Mad Men, oppure citando La nascita della tragedia di Nietzsche, come in Dexter.
L’opera si rivela complessa e offre numerosi spunti di riflessione attraverso l’analisi di alcune delle serie televisive dell’industria culturale americana che più incantano il pubblico: Six Feet Under, True Blood, I Soprano, House, In Treatment, Scrubs, Californication, Disperate Housewives, Gossip Girl, 24, Lost, Dallas, Plus belle la vie.
A quanti dei lettori si sia istintivamente prospettato l’interrogativo su come riesca a germogliare l’incanto verso gli episodi seriali e di conseguenza la capacità di identificarsi con i personaggi confluendo nella volontà di seguire le puntate con grande passione e puntualità, la risposta è nel capitolo inerente pratiche e strategie enunciative della serialità, dove la sigla diventa sigla bondage, capace cioè di instaurare un profondo e inscindibile legame tra spettatore ed ‘eroe moderno’.
Alla sigla spetta il compito di sedurre lo spettatore inducendolo alla stipula del contratto di veridizione, quel contratto di fiducia fondamentale per attivare la pratica della visione. Esso consente di credere ad un mondo immaginario, ma presentato come verosimile.
Restando fedele al suo etimo greco sigao, la sigla deve alludere ai contenuti visuali e contemporaneamente mantenerne taciti altri. 
La sigla di apertura esprime, in pochissimi fotogrammi, i tratti distintivi, comunica l’identità del testo e si fissa icasticamente nella memoria dell’astante. Contrapposta a tale ambiente liminale è la sigla finale. Crea un effetto di straniamento con un’interruzione ex abrupto dell’episodio che catapulta lo spettatore nella dimensione reale dopo averlo condotto all’apice dell’immedesimazione narrativa. Anche questo è un escamotage e innesca il desiderio di seguire la puntata successiva. 

lunedì 2 ottobre 2017

L’identikit del politico che vorrei

Silvana Calabrese fumetto
     Il politico ideale è un parente stretto del principe azzurro. Nutriamo l’ardente speranza di incontrarlo, ma siamo consapevoli che egli è il frutto della nostra immaginazione. Tuttavia, sognar non nuoce e dunque proverò a tracciare i lineamenti del politico che vorrei.
     Il governante più idoneo a ricoprire l’incarico dovrebbe essere e saper rimanere un cittadino, perché se si eleva a Titano sappiamo bene come va a finire.
     Deve essere una persona che conosca le necessità dei ceti più umili e che preferibilmente provenga proprio da lì. Solo in questo modo potremmo avere un paese funzionante e funzionale ai bisogni del popolo. Solo così si eliminerebbe quell’infernale divario tra le persone. Solo allora potrebbe regnare l’equilibrio.
     Al governo sarebbe interessante osservare una persona dotata di una forte capacità di immedesimazione perché solo e soltanto con quella qualità si avverte il peso delle problematiche sociali e al tempo stesso una carica propulsiva che spinga a volerle risolvere.
Silvana Calabrese Vip
     L’identikit del politico che vorrei prevede un curriculum di rispetto, ma non troppo artificioso. Ricordiamo che l’accumulo di titoli non è sinonimo di cultura. Quest’ultimo termine infuoca il dibattito. Abbiamo fin troppa ignoranza e uno scarso desiderio di conoscere ed informarci, siamo lo specchio fedele dell’attuale casta politica. Il nuovo modello di politica deve alimentare costantemente la fiamma della cultura e della riflessione. Poi deve anche avere per padre l’equilibrio, per madre la saggezza, l’umiltà per amica fedele, la rettitudine per amante passionale e per moglie devota? La popolazione intera.
     Egli deve essere un buon comunicatore, ma mai un cantastorie. Deve parlare ai giornalisti e comparire davanti alle telecamere, ma mai elevarsi ad attore hollywoodiano. Deve cogliere per sé le opportunità e i benefici che lo travolgeranno, ma possibilmente all’insegna della moderazione.
Silvana Calabrese
     Il politico che vorrei deve prendere quell’entusiasmo (o anche smania) usato per incrementare e inventare tasse e trasferirlo in nuove sedi e contesti: sanità, istruzione, lavoro. Perché non si può tollerare un governo che prende atto degli allarmanti livelli di disoccupazione e se ne dis-occupi!
     Il nuovo candidato alla guida del paese, uomo o donna, deve avere una personalità tale da pervadere l’animo degli italiani, tutti e ciascuno, affinché ci si senta finalmente fieri di appartenere al paese del tricolore. 
     Le qualità di chi deve dedicarsi alla vita politica di una nazione sono poche, semplici e trasversali.

venerdì 29 settembre 2017

Intagli di frutta e verdura. Sorci verdi

Decorazioni con i prodotti della natura:
Dal limone ai sorci verdi (topolini) 
Di sicuro avrete udito spesso l’espressione «far vedere i sorci verdi» che è simile a una promessa, quasi sempre disattesa. Secondo il dizionario sta ad indicare la capacità di stupire, sbalordire ed ha radici storiche.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Regia Aeronautica italiana ribattezzò la 205ª Squadriglia da Bombardamento “Sorci Verdi”. Ciascuno dei loro aerei recava sulla fusoliera uno stemma raffigurante tre topi verdi rampanti.
Lasciate che vi mostri io i sorci verdi!
Intagli frutta e verdura Topo Limone sorcio verde Silvana Calabrese - Blog

Se costruissimo una tabella composta da due colonne ed inserissimo nella prima colonna l’elenco delle caratteristiche dei topi e nella seconda colonna le proprietà dei limoni, noteremmo che il numero dei punti inseriti sarebbe pari. 
Questo perché i prolifici ed intelligenti topolini hanno tante peculiarità quanti sono i benefici che gli esseri umani possono trarre dal limone.

L'articolo fa parte della sezione "Intagli di frutta e verdura"
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mercoledì 27 settembre 2017

Al pronto soccorso solo emergenze gravi

La scorribanda legale ha la sua Web Tv
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domenica 24 settembre 2017

La scorribanda legale viaggia su Jimny Suzuki

Jimny Suzuki Silvana Calabrese La scorribanda legale
     Vi sono beni di consumo che non necessitano di una recensione poiché fin dal loro approdo sul mercato riescono ad occupare un posto permanente nell’immaginario collettivo. È il caso di Jimny, un’auto giapponese che avevo notato per la prima volta all’età di dieci anni. So bene che è insolito per una bambina sfogliare le pagine della rivista Quattroruote, ma è esattamente ciò che facevo io.
Jimny Suzuki Silvana Calabrese La scorribanda legale
     Otto anni dopo approfittai della settimana del Test Drive per salirci e guidarla, ma i tempi non erano ancora maturi affinché ne possedessi un esemplare. Da maggiorenne neopatentata salita a bordo dell’elegante fuoristrada non mi restava che domandarmi fino a quando la Suzuki avrebbe prodotto Jimny e se avrei fatto in tempo a procedere con un eventuale acquisto. Molte vetture mutano completamente la propria fisionomia e non resistono sul mercato automobilistico, ma questa regola non si applica a Jimny, un fuoristrada per veri fuoriclasse. Sono trascorsi circa vent’anni e la si produce ancora. Per me era il momento di recarmi in concessionaria e dare il via ad un nuovo cambiamento.
Jimny Suzuki Silvana Calabrese La scorribanda legale
     Per esperienza personale sento di poter fare dono di un consiglio a quanti hanno il sogno di possedere la vettura dei propri desideri. Non fatevela regalare. Lavorate sodo, risparmiate il denaro indispensabile ad acquisto, manutenzione e mantenimento… e procedete. Non avrete solo comprato un’auto, avrete siglato il più importante dei documenti: la vostra indipendenza associata indiscutibilmente all’autonomia personale.
     Vi aspettavate una recensione tradizionale? Spiacente, Jimny è fuori dal comune perciò merita che le si dedichi una recensione fuori… strada. 
     Da adesso in poi “La scorribanda legale” nella persona fisica del direttore e fondatore Silvana Calabrese ha il piacere e l’onore di guidare la vettura che solo venti anni prima ammirava sulle pagine del periodico Quattroruote.
Jimny Suzuki Silvana Calabrese La scorribanda legale