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martedì 30 maggio 2017

Ti frego i risparmi. Garantito dallo stato italiano

“La scorribanda legale” ha la sua Web Tv
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domenica 28 maggio 2017

Tu non sei un gadget

Recensione: Jaron Lanier, Tu non sei un gadget, Mondadori, Milano 2010, pp. 267.
Direttamente dalla California, il pioniere nonché guru della realtà virtuale, Jaron Lanier, analizza dettagliatamente l’impatto sociale della tecnologia digitale. E per farlo, accantona la nozione di digital divide, ampiamente impiegata ma mai compresa a fondo. Quello che definiamo “divario digitale” e che si traduce nella mancanza di accesso alle tecnologie informatiche con relativa mancata fruizione dei servizi che queste consentono, non deve essere associato soltanto ai Paesi in via di sviluppo. La disparità digitale appartiene anche alle nazioni più evolute e scaturisce da alcuni fattori: il livello di conoscenza circa il funzionamento del personal computer; la padronanza dell’inglese di cui pc e web sono intrisi; una fascia di reddito tale da permettere un primo accesso al web o una continuità nelle connessioni.
Lanier Tu non sei un gadget
L’autore dimostra la sua coerenza intellettuale e professionale. Pur avendo un’enorme considerazione verso il mondo della multimedialità, pur essendo un internauta per eccellenza, consapevole che la tecnologia digitale è il suo lavoro, esorta i lettori a difendere la propria vita reale dalla realtà virtuale.
Non viene negata la comodità derivante dai supporti tecnologici, sia dal punto di vista personale che in ambito medico, ma può essere negato il nostro bene più importante, la capacità di fare esperienza. Potrebbero franare i confini della libertà individuale. Lo dimostrano ipotesi utopiche o forse semplicemente avveniristiche in merito all’abolizione della circolazione delle banconote a vantaggio dell’utilizzo esclusivo di carte di credito. Che accadrebbe in caso di problemi come quelli che Baudrillard fa rientrare nel novero dell’«ironia della tecnica»? Il vantaggio può ricondursi ad una diminuzione/scomparsa dell’economia sommersa. Lo svantaggio subentra se una carta si blocca o se viene rifiutata e le banconote non fossero più in circolazione.
Numerose sono state fino ad oggi le conferenze che hanno affrontato il tema della attuale compresenza di testate giornalistiche sia on-line che in edicola, ma pare che si tratti di una sperimentazione, della volontà di indurci a consultare i quotidiani più rapidamente da casa con l’ausilio del mouse. L’opera riassume questo ragionamento in un assunto: «qualunque oggetto abbia un surrogato elettronico, va incontro a irrimediabile svalutazione».
Il web ci si sta ritorcendo contro e con la sua falsa familiarità distoglie la nostra attenzione dalla direzione verso cui sta procedendo. Le informazioni stanno perdendo la loro qualità, si frantumano in parole che a loro volta vengono sminuzzate in termini chiave per i motori di ricerca generando un universo di schegge di pensiero anonimo e disarticolato, ma anche un insieme di concetti talmente rimaneggiati da essere equivocati.
Il primo inganno del web 2.0 è che intende promuovere una libertà radicale all’insegna dell’interazione, ma ne depaupera quella fra le persone.
Lanier osserva come la nozione di file venga insegnata agli studenti di informatica al pari di un fenomeno naturale e teme per quello che potrebbe accadere alla definizione di essere umano, dato che la persona astratta sta già oscurando la persona reale. Un altro timore si riconduce alla noosfera, l’idea che da tutti gli utenti del Web emerga una coscienza collettiva a scapito dell’individualità. A suffragare questa intuizione è la storia del bue al mercato, esemplificativa del concetto di «saggezza della folla»: un gruppo di persone stima il peso dell’animale e la media delle varie stime è di solito più vicina al vero rispetto a quella espressa dai singoli. 
Le tematiche affrontate conducono ad una diramazione tra reale e non reale e a questo proposito è stata recuperata una definizione: «Ciò che rende reale una cosa è l’impossibilità di rappresentarla nella sua totalità. Un’immagine digitale di un dipinto a olio rimarrà sempre una rappresentazione, non un oggetto reale. Un dipinto reale è un mistero insondabile. Un dipinto a olio cambia col tempo; la sua superficie si crepa. Ha una tessitura, un odore, emana una sensazione di presenza e di storia».

giovedì 25 maggio 2017

Intagli di frutta e verdura. Bicicletta con arancia

Decorazioni con i prodotti della natura: 
bicicletta con arancia
Bicicletta con arancia - Silvana Calabrese Blog
L'articolo fa parte della sezione "Intagli di frutta e verdura"
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lunedì 22 maggio 2017

L’esperienza al Salone del Libro di Torino, con “La pedagogia nel taschino”

Salone del Libro di Torino trentesimo anno
Una giornata pregna di emozioni che recano in calce diverse firme alle quali va il mio ringraziamento:
… La casa editrice Leucotea, dal carattere innovativo
… L’editore Matteo Moraglia, dal multiforme ingegno
… La Marino Autolinee che mi ha garantito un buon viaggio
… La città di Torino che ha accolto l’importante evento letterario
Salone Libro Torino La pedagogia nel taschino Silvana Calabrese 2

Salone Libro Torino La pedagogia nel taschino Silvana Calabrese 1

Salone Libro Torino La pedagogia nel taschino Silvana Calabrese 3

E poi…
… La Juventus che vince il suo sesto scudetto consecutivo (record storico per la serie A).

Juventus sesto scudetto consecutivo Silvana Calabrese

E alla fine di una giornata così piena, è venuta un po’ di fame anche a me!

Silvana Calabrese piadine



sabato 20 maggio 2017

Donna a Bari tra famiglia e lavoro

     Recensione: Giovanna Da Molin, Donna a Bari tra famiglia e lavoro. Nuovi bisogni di servizi e tempi della città, Cacucci Editore, Bari 2012, pp. 100.
Giovanna Da Molin Donna a Bari Silvana Calabrese
     Essere donna, in un contesto di cambiamenti sociali, comporta sacrifici ed equilibrismi. Sintomo evidente del mutamento è il calo della fecondità: si mettono al mondo meno figli e più tardi. Tra i fattori che concorrono a tale declino si annovera il progressivo investimento nell’istruzione. Ad un titolo di studio elevato corrisponde un’aspettativa: l’inserimento attivo nel mondo del lavoro ed il conseguimento della realizzazione professionale. Si tratta di aspetti primari costituenti l’identità femminile. Nonostante i progressi registrati, i livelli professionali di rilievo restano difficilmente raggiungibili senza tuttavia ostacolare la crescita dell’occupazione femminile, elemento che ha fatto sorgere problemi di conciliazione tra il lavoro extradomestico ed il ruolo di moglie, madre e casalinga. È un’agenda priva di spazi vuoti, quella delle donne, che induce a mettere in atto gli equilibrismi, citati in apertura, nella gestione del tempo quotidiano a discapito perfino dei tempi riservati al sonno e alla cura personale. A complicare tale organizzazione vi è la scarsa collaborazione degli uomini ai lavori domestici. È emerso che la fase del ciclo di vita familiare che mostra una maggiore partecipazione dei padri è quella successiva alla nascita di un figlio. Quando non si opta per la rarefazione delle nascite si tenta di conciliare lavoro e famiglia con le possibilità di lavoro a distanza con l’ausilio del telefono o degli orari di lavoro part–time la cui controindicazione è la mancata opportunità di avanzamento di carriera.
Copertina Lettera Internazionale 116 Silvana Calabrese
     Nell’opera la donna, abile e silenziosa conduttrice del proprio ménage, viene interrogata sulla sua condizione, sui suoi bisogni di ottenere servizi che le consentano di usufruire di una tanto desiderata sinergia tra istituzioni locali ed individui.
     L’autrice conduce un’indagine sociodemografica volta ad evidenziare l’importanza che ha assunto l’ingresso delle donne lavoratrici sulla scena pubblica al cospetto degli enti comunali e regionali affinché, attraverso questa ricerca, le esponenti di sesso femminile possano comunicare le proprie necessità a precisi enti. Le donne sono state protagoniste indiscusse delle trasformazioni che hanno coinvolto la società degli ultimi decenni e ne hanno costituito una grande potenzialità. Rappresentano una risorsa per il mondo produttivo, ma anche la culla della fecondità.
     L’indagine è stata condotta sul campo attraverso la somministrazione di un questionario, appositamente predisposto, compilato da un campione di riferimento costituito da 530 donne occupate nel capoluogo pugliese. Lo strumento ha consentito di raccogliere i dati relativi all’intervistata e alla sua famiglia, alla conciliazione negli ambiti familiare, lavorativo e cittadino. Quest’ultimo settore ha permesso di trarre informazioni sui servizi di trasporto, ma anche sui servizi comunali, di pubblica utilità, commerciali e di nuova generazione, quelli online.
     Di notevole interesse risulta la raccolta di proposte avanzate dalle donne stesse. Poter leggere le necessità che le intervistate hanno direttamente presentato mostra aspetti sociali che spesso sono tralasciati o trascurati nel nostro paese.
     Il testo rimarca un elemento fondamentale che ha accompagnato i molteplici cambiamenti sociali ossia il supporto rappresentato dalle reti di sostegno familiare, in particolare dal ruolo svolto dai nonni. Forniscono un servizio gratuito e più flessibile di quello offerto dai servizi pubblici e privati col vantaggio indiscusso della relazione di fiducia. Ma all’aumentare dell’età dei nonni diminuisce la loro disponibilità ad accudire un nipotino.
     Il lettore potrà immedesimarsi nella condizione non solo femminile, ma anche coniugale e familiare e comprendere quasi empaticamente le situazioni in cui una donna coniugata deve prendersi cura dei figli che ha messo al mondo, della casa, dei propri genitori o suoceri, ormai anziani e non sempre in buona salute, senza trascurare se stessa. 
     La recensione è apparsa su «Lettera Internazionale», Rivista trimestrale europea, Edizione italiana, II trimestre 2013 N. 116, Arti Grafiche La Moderna, Roma 2013, pp. 57–58.

mercoledì 17 maggio 2017

Mondadori Point... addio vecchie librerie

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domenica 14 maggio 2017

Poesia - Festa della mamma

Festa della mamma
di
Silvana Calabrese

Silvana Calabrese da piccola La scorribanda legaleSiamo insieme per nove mesi
ventiquattro ore al giorno,
senza nemmeno conoscerci.

È così che inizia il
Grande dono della vita.
Da piccola avevo paura di
tante cose, ma bastava
una tua carezza a
tranquillizzarmi.

Nel giorno della tua festa
tocca a me donarti gioia
affetto e tenerezze.

Ti stringo forte a me e
so che sarai pronta a 
perdonare ogni mia marachella.

Tiramisù Festa della mamma La scorribanda legale

venerdì 12 maggio 2017

Sculture con i palloncini. Tulipano rosso

     Se la crisi economica non vi permette di assecondare l’iniziativa di avere fiori in casa, non lasciatevi demotivare. Una semplice scultura di palloncini vi garantirà la massima eleganza.
     Realizzate anche voi un tulipano rosso con i palloncini.
Tulipano scultura palloncini Silvana Calabrese Blog
Della sezione "Sculture di palloncini" potrebbe interessarti anche:
Mix di sculture ;
Orsetto ; 
Cavallo a dondolo .   


martedì 9 maggio 2017

Cercare lavoro? Ma chi me lo fa fare!

Cercare un’occupazione non è affatto conveniente 
A conti fatti cercare un’occupazione non è affatto conveniente.
Questo è l’assunto ed ora sviluppo la tesi a favore.
Silvana Calabrese Blog La Scorribanda Legale
La frenesia della società attuale non lascia molto spazio ai pronostici sulle sue future evoluzioni. Dunque si rivela quasi impossibile ponderare oggi il ramo formativo nel quale investire un lustro, se 5 anni dopo la situazione sociale risulterà talmente mutata da invalidare gli studi conseguiti. Ai giovani viene richiesta flessibilità, ma in questo caso il concetto degenera e si fa estremo. Tuttavia alla base di qualsiasi lavoro lecito sono necessarie: cultura, capacità di osservazione e di ragionamento. L’esperienza è fondamentale, ma lo è anche la capacità di cogliere da essa degli insegnamenti. Non la pensano allo stesso modo le aziende in procinto di assumere o le agenzie interinali che concedono udienza ai candidati. Al primo posto nella classifica dei requisiti si collocano le esperienze di lavoro retribuito maturate. Guai ad avere un periodo di stasi tra il lavoro di cameriere e quello di commesso! Le esperienze accumulate devono avere una caratteristica: la retribuzione. In caso contrario qualunque attitudine abbiate non vale niente. Si dimostrano indispensabili anche i titoli di studio universitario, ma solo in qualità di «pezzi di carta». Si consiglia infatti di alternare lo studio con il lavoro, due elementi che non si coniugano bene impoverendo l’aspetto culturale. Il risultato? Le agenzie interinali hanno spesso al loro cospetto «cercatori di lavoro» privi di grinta e totalmente incapaci di illustrare le proprie abilità. Il loro lessico è povero. Per un individuo capace e meritevole le condizioni sociali descritte sono mortificanti e demotivanti, specie per chi è un convinto fautore della cultura.
Gli anni scorrono e se non si impegnano le forze giovani, esse svaniranno per sempre.
Posta a confronto con quanto riportato, la disoccupazione non è sgradevole come può apparire. I «parassiti dello Stato» gravano sul sommo ente percependo esenzioni fiscali e sanitarie. Ciò avviene a scapito dello Stato e per sua colpa.
Alla luce di questo, l’assunto è valido: cercare lavoro? Ma chi me lo fa fare! 
Da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 7 ottobre 2014, p. 16.

domenica 7 maggio 2017

I dati tarocco sulla disoccupazione giovanile Istat Renzi

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mercoledì 3 maggio 2017

Tutti per uno, otto per mille

8 per mille La scorribanda legale
Qualcuno si ricorda di quel simpatico gioco chiamato «telefono senza fili»? Da bambina, tutte le volte che mi si presentava l’occasione di recarmi ad una festa di compleanno non ero nella pelle all’idea che sarebbe stato proposto questo gioco. Mi divertiva perché, trovandomi sempre in una posizione intermedia tra il primo e l’ultimo giocatore, cambiavo completamente e volutamente la frase da trasmettere. Il risultato era uno strano fenomeno che veniva attribuito alle scarse percezioni uditive e non al sospetto che qualcuno sovvertisse il senso delle frasi. Questa è una storiella in apparenza priva di nesso logico col titolo. Spetta a me spiegarlo.
Noi tutti siamo cittadini italiani e quando paghiamo le tasse o denunciamo i redditi siamo contribuenti. Noi tutti, davanti alla legge siamo persone fisiche. Ecco spiegata la sigla IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche). Fatte le presentazioni, spieghiamo il gioco: quando dichiariamo i redditi ci viene chiesto di apporre una firma per l’otto per mille. Vuol dire che per legge una piccola quota viene destinata allo Stato e/o ad un’istituzione religiosa tra quelle candidate. Così lo Stato può intervenire per sanare la fame nel mondo, conservare i beni culturali o per la ricostruzione dopo un disastro ambientale. Ma l’utilizzo di questi fondi non ha sempre seguito la retta via ed ora è risaputo che lo Stato ha finanziato una missione militare in Iraq.
Silvana Calabrese la scorribanda legale
La Chiesa, come recitano gli spot pubblicitari, profonde opere di carità assistendo i bisognosi del terzo mondo. Non si fa accenno al sostentamento del clero, cosa che non è da biasimare, ma sarebbe degna di nota.
Non c’è trasparenza sui dettagli delle modalità di impiego del denaro da parte delle chiese. Altre confessioni religiose omettono perfino di pubblicare le rendicontazione annue. Troppo tardi si viene a conoscenza che le somme devolute secondo la legge vengono sperperate in attività personali e che ben poco arriva in posti devastati da fame, malattie e calamità naturali. Se ci fermassimo a osservare lo svolgersi della vita e se fossimo in grado di orientare il nostro sguardo anche nei luoghi remoti del pianeta, ci renderemmo conto dell’immenso squilibrio tra sfarzo e indigenza. 
Come mai tanto potere e tanta dissolutezza? Ci sono risposte storiche: con un flashback risaliamo al 1848, quando lo Statuto Albertino dichiarava nell’art. 1 che la Religione Cattolica fosse religione di Stato. Con un altro flashback giungiamo al 1929, quando tra Stato fascista e Stato Vaticano furono stipulati i Patti Lateranensi con i quali i due poteri si riconoscevano e si legittimavano reciprocamente. Qualcuno sta deliberatamente sovvertendo il senso e l’obiettivo dell’otto per mille come fosse il gioco di cui sopra. A volte è un errore affidare la propria coscienza ad un’istituzione anche se propone opere caritatevoli. A volte è meglio agire in prima persona.