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Visualizzazione post con etichetta Natura & calamità. Mostra tutti i post
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domenica 4 maggio 2025

Ciclisti e pedoni aiutano l’ambiente, ma uccidono l’economia

 Il ciclista è un disastro per l’economia

La bicicletta è la morte lenta del pianeta

Ciclisti e pedoni aiutano l'ambiente, ma uccidono l'economia

     Il ciclista è un disastro per l’economia del paese: non compra auto e non apre finanziamenti; non paga polizze assicurative. Non compra carburante, non paga le officine meccaniche per manutenzione e riparazione. Non paga revisione né bollo. Non paga i parcheggi. Non provoca incidenti gravi, ma rischia di restare ucciso! Non richiede nuove strade e autostrade. Non soffre di obesità. Riesce a mantenere il peso forma e uno stato di buona salute in modo naturale!

     Le persone sane non sono utili all’economia. Non comprano medicine. Non vanno negli ospedali né dai medici privati. Non incrementano il PIL del paese.

     Al contrario, ogni nuovo McDonald crea lavoro per i propri dipendenti, cardiologi, dentisti, esperti nutrizionisti. L’economia non ha bisogno di persone sane!

     Camminare è anche peggio. I pedoni non comprano nemmeno una bicicletta!

L'articolo fa parte della sezione "Sicurezza stradale". Potrebbe interessarti anche:


venerdì 22 giugno 2018

Noi corridori del parco

Salto staccionata Olio cuore Parco Due Giugno Silvana Calabrese
     Esiste una realtà nota solo ai pochi fedeli che ne fanno parte. È la vita quotidiana dei parchi pubblici che ogni mattina pullulano di amanti del fitness.
Silvana Calabrese Attività fisica Parco Due Giugno     Mentre in città si svolge una vita domestica, scolastica o lavorativa, c’è uno stuolo di adoratori di quelle straordinarie palestre a cielo aperto che sono i parchi cittadini.
     Oggi vi vorrei raccontare la loro storia poiché ne sono una fiera esponente. Noi corridori del parco sfidiamo la calura estiva, l’umidità autunnale e il gelo invernale. Non temiamo le raffiche di vento né la pioggia battente. Non siamo matti, o forse sì, ma allora siamo pazzi di quell’intenso benessere che una corsetta ci dona. Bastano anche solo trenta minuti per trarre enormi benefici da un’attività che i più pigri definiscono stancante. Si sbagliano, è ristoratrice.
Silvana Calabrese Attività fisica Parco Due Giugno Si inizia a popolare il parco per svariate ragioni. Qualcuno ha necessità di dimagrire, altri vogliono risparmiare l’abbonamento in palestra, altri ancora preferiscono il beneficio dello stare all’aria aperta protetti da una cortina di alberi. Lo dicono i media: nelle società civilizzate si riscontra una carenza di vitamina D ed una maggiore sensibilità agli allergeni e trascorrere del tempo all’aria aperta gioverebbe.
     Passiamo in rassegna una serie di benefici fruibili dallo svolgimento di attività motoria all’aperto.
Silvana Calabrese Attività fisica Parco Due Giugno      La corsa al parco è un’attività aerobica capace di garantire l’ossigenazione del sangue e di bruciare i grassi in eccesso (mentre l’allenamento anaerobico, in presenza di pesi, mira ad aumentare la forza muscolare). Fare jogging consente di mantenere sotto controllo il peso e il livello di zuccheri nel sangue. Stimola la respirazione, allenta lo stress, distrae da pensieri molesti, rilassa, ci rende maggiormente resistenti, favorisce una corretta circolazione sanguigna e mantiene la pressione arteriosa a livelli ottimali.
     Ogni vostro organo, dal cuore ai reni, dal fegato al cervello trarrebbe un vantaggio senza eguali dallo svolgimento di attività fisica alla quale deve seguire un’alimentazione adeguata.
Silvana Calabrese Attività fisica Parco Due Giugno      Le articolazioni, poi, si manterranno giovani e non vi tradiranno quando dovrete sollevare un oggetto dal pavimento. Le vostre ossa non somiglieranno al burro chiarificato e resisteranno meglio ad eventuali cadute senza fratturarsi. I vostri muscoli si tonificheranno dando sostegno all’apparato scheletrico.
     Se lo stress della vita cittadina vi uccide, solo nel parco troverete un tempio di serenità. Appena varcato il cancello di ingresso il vostro umore migliorerà e l’ansia diventerà una sconosciuta. C’è molto altro, ma vi invito a scoprirlo personalmente. Non passo in rassegna gli svantaggi di una vita sedentaria e poco salutare, quelli si vivono quotidianamente. 
Silvana Calabrese Attività fisica Parco Due Giugno Silvana Calabrese Attività fisica Parco Due Giugno


Silvana Calabrese Attività fisica Parco Due Giugno  Silvana Calabrese Attività fisica Parco Due Giugno

lunedì 11 settembre 2017

Indovinello. Sfrutta risorse ed è una risorsa: la popolazione

Facciamo in modo che il pianeta sia abitabile ancora per un po’ 
Il boom demografico ha sortito l’effetto di un boomerang e ci si è ritorto contro. La crescita della popolazione non è affatto omogenea nei continenti, anzi la sperequazione è elevata. Lo scenario globale vede il progressivo invecchiamento degli individui all’interno dei paesi ricchi e sviluppati; mentre entro i confini dei paesi poveri e in via di sviluppo la durata della vita media è ancora bassa e buona parte della popolazione è costituita da giovani. Il risultato è un mondo sovrappopolato in cui almeno 7 miliardi di persone devono ritagliarsi uno spazio sociale.
La popolazione rappresenta una risorsa per la società, per l’economia e per il progresso ed una fecondità stabile offre la garanzia del ricambio generazionale.
Silvana Calabrese italia sgualcita blog La scorribanda legale
Ma esiste un quesito fondamentale: il pianeta Terra per quanti individui è omologato? Dietro le quinte di tale domanda non vi sono ragioni di spazio, bensì di risorse di cui il pianeta dispone. Per una migliore comprensione rimando al binomio sviluppo sostenibile e sviluppo illimitato. Il primo è destinato a rimanere un semplice auspicio poiché l’avanzare dei progressi nel campo della scienza e della tecnologia ha provocato delle gravi conseguenze ambientali. L’impatto non solo è stato forte ma anche irreversibile.
Oggi lo sfruttamento delle risorse energetiche è intenso e le fonti non rinnovabili (carbone, petrolio, gas) sono in via di esaurimento. Ma gli Stati non si sono arresi a questa realtà ed hanno deciso di investire nell’energia nucleare che non presenta minori rischi ambientali, infatti il peso di questa scelta grava già su tutti noi. Vi è anche un sentiero di ricerca ancora acerbo, ma che merita grande attenzione e dedizione: si tratta dell’impiego delle fonti rinnovabili (sole, vento, ecc) che risolverebbe numerosi problemi ambientali.
Le recenti scoperte sui danni dell’inquinamento, sull’effetto serra e sul buco dell’ozono hanno destato dibattiti accesi sulla situazione del mondo. Se fino ad ora abbiamo sfruttato senza regole le risorse ambientali di cui disponiamo, oggi è il caso di porre dei limiti allo sviluppo. Occorre conferire vitalità alla sostenibilità ecologica ed i cittadini hanno il dovere di informarsi e di porre fine ad un turbo–consumismo privo di scrupoli e coscienza ambientale. L’obiettivo è semplice e dato per scontato: fare in modo che questo pianetino blu sia abitabile ancora per un po’. 
Da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 19 maggio 2013, p. 20.

mercoledì 5 luglio 2017

Eden V. Storie di relitti tra le increspature del mare

Navi fantasma, misteriosi relitti, storie spettrali
     Le onde marine smussano le coste e ne modellano il profilo. Con la scala Douglas descriviamo la condizione del mare in base all’altezza delle onde. Le correnti ci restituiscono la spazzatura che abbiamo donato alle acque. Con la sua turbolenza il mare è capace di cancellare ogni segno di naufragio o conservarlo come in un fermo immagine. Questo è ciò che direbbe una voce narrante mentre sullo schermo compare, remota, la Eden V che si staglia sul litorale di Lesina (Foggia). 
Relitti Eden V Lesina arenata Silvana Calabrese - Blog
     Una nave cargo che a partire dal suo varo ha mutato più volte il nome. Il 16 dicembre 1988 le condizioni meteorologiche si dimostrarono avverse con un vento polare, un mare molto grosso e scarsa visibilità. La chiglia della Eden V tocca i fondali del Gargano e vi si arena. Proveniva da Beirut. Il mistero aleggia: sulla sua rotta, dall’analisi della quale emergono interrogativi sulla posizione, incompatibile; sul giornale di bordo le cui uniche notizie riportate riguardano l’ultimo viaggio; sul suo equipaggio, rinnovato a Beirut e con fedine penali non immacolate; sul suo carico, sparito dalle stive, sulla sua liceità (si parla di armi e droga). Non lanciò un S.O.S. neppure di fronte all’evidenza dell’insabbiamento. Sulle dune di Lesina comparvero fusti metallici forse contenenti scorie. Nell’estate del 1999 quell’ammasso di ruggine di circa 100 metri ha attratto anche me. Ho visto bagnanti entrarvi attraverso una falla, a prua, e fare il bagno ignari o incuranti del rischio cui esponevano la propria salute. Ma anche le autorità competenti hanno peccato di superficialità: a fronte di urgenti verifiche volte ad accertare l’eventuale presenza di idrocarburi, spesso esclusa dalle ispezioni eseguite, ad un certo punto olio e carburante si sono riversati in mare. Fu il deterioramento del relitto, la cui struttura si stava sfaldando inesorabilmente, a causare la fuoriuscita di emulsioni oleose, cosa che spinse la Provincia di Foggia a disporre i lavori di bonifica (2007). 
     Natante fantasma, equipaggio spettrale, irreperibile. A scandagliare il fondo della nave con le sue molteplici identità si prova un brivido come se la tramontana stessa soffiasse sulla nostra schiena. A ogni nome della medesima imbarcazione corrisponde un capitolo di una storia che termina con una dichiarazione di affondamento, fittizia. Questa è solo una delle ordinarie storie di navi che un tempo solcavano i mari, unici custodi delle reali dinamiche dei naufragi.

lunedì 19 giugno 2017

L’uomo è l’unico intruso nell’ambiente marino

rifiuti contaminano fondali mare La scorribanda legale
Ne avevamo rispetto quando esercitava il fascino del pericolo indomabile. Il timore verso il mare è durato finché gli esploratori hanno affrontato l’ignoto varcando le colonne d’Ercole, il limite del mondo conosciuto. Attraverso i documentari scopriamo gli ambienti sottomarini equilibrati, ben organizzati, funzionali, dotati di ciclicità, senza alcun bisogno dell’uomo. Anzi l’intervento umano  ne sconvolge la perfezione, deturpando lo splendore senza tempo delle realtà abissali. L’uomo, preso da febbrili bramosie, non si ferma nemmeno un istante a lasciarsi sedurre da una realtà meravigliosa. Gli oceani, il bioma terrestre maggiormente diffuso, garantiscono l’equilibrio biologico del pianeta. Sono serbatoi d’acqua e costituiscono il fulcro del ciclo dell’acqua. Rappresentano serbatoi di calore irradiato dal sole, divenendo un fattore di controllo del clima. 
mare rifiuti inquinamento La scorribanda legale  2
È un ambiente ospitale: è nel brodo primordiale che sono comparse le prime forme di vita. Il concetto inconfutabile di catena alimentare si riconduce proprio al bioma oceanico. Un insieme di organismi vegetali, il fitoplancton, fluttua nell’acqua grazie al moto ondoso e produce ossigeno oltre a costituire la base della catena alimentare. Quantità e diversità delle specie viventi in un oceano dipendono dalla combinazione di diversi fattori: profondità, temperatura dell’acqua, trasparenza, concentrazione di gas e sali. Nei mari caldi e poco profondi prendono vita delle formazioni calcaree che si estendono anche per Km nei mari tropicali: sono le barriere coralline, dai variegati colori e sensibili alle variazioni ambientali. L’uomo ha intaccato la crescita dei coralli. 
mare rifiuti inquinamento La scorribanda legale 1
Nel Pacifico, lontane dai luoghi antropizzati, sorgono le Isole Galápagos, un arcipelago di origine vulcanica abitato da una fauna endemica a lungo studiata dal naturalista inglese Charles Darwin che maturò la teoria sull’evoluzione delle specie. Nel 2001 la petroliera Jessica mise in ginocchio quel delicato equilibrio. L’eccessivo sfruttamento delle risorse ittiche sta compromettendo l’ecosistema oceanico. 
In Antartide possiamo ammirare banchi di minuscoli gamberetti detti Krill, alimento delle balene e base della catena alimentare, ma sempre meno numerosi a causa dell’effetto serra e dell’ossessiva pesca finalizzata alla produzione di mangimi. Non dovremmo mai dimenticare gli esperimenti nucleari francesi e non solo, condotti negli anni ’80 e ’90 nell’atollo corallino di Mururoa, nel cuore del Pacifico. Un test nucleare implica un gravissimo sovvertimento degli equilibri ambientali. 
fondali marini mare rifiuti inquinamento La scorribanda legale


mercoledì 7 giugno 2017

Poesia - Primavera. Non c’è bisogno di dirlo

Primavera.
Non c’è bisogno di dirlo
di
Silvana Calabrese

Panorama primavera La scorribanda legale
Non c’è bisogno di dirlo,
quando arriva la primavera
si sente nell’aria.
È come se il giardino si
togliesse il cappotto invernale
e mostrasse i mille colori
del suo abito.

I boccioli delle rose
hanno il permesso di aprirsi
e profumare l’aria.
Non c’è bisogno di dirlo,
la Natura sa quel che deve
fare quando arriva la primavera.

cottage primavera La scorribanda legale
Una più calda temperatura 
ci sussurra che possiamo indossare
vestiti più leggeri e anche più
colorati così come i campi
si rivestono di fiorellini variegati.

Finché non abbiamo iniziato
a maltrattare la terra,
inquinandola,
non c’era bisogno di dirlo
quando la primavera era alle porte.
È una stagione che ci
parla a voce bassa, 
torniamo ad ascoltarla. 

Natura primavera La scorribanda legale

giovedì 27 aprile 2017

Canneto di Caronia 2004-2014, una decade di scintille

autocombustione Canneto di Caronia La scorribanda legale
Dopo una decade torna ad ardere la località siciliana Canneto di Caronia. La frazione di Messina prospiciente il mare è teatro di fatti inspiegabili: vi si innescano incendi improvvisi e gli elettrodomestici entrano in corto circuito nonostante l’energia sia sospesa; le chiusure centralizzate delle auto vanno in tilt; i cellulari squillano senza essere chiamati; gli oggetti prendono fuoco per autocombustione compromettendo il lavoro di una intera vita. Esperti a livello nazionale si interessano al caso, coadiuvati da apparecchiature sofisticate. Hanno monitorato i campi elettromagnetici ed impiegato telecamere termiche. 
In opposizione a chi cerca di trovare soluzioni scientifiche vi è chi si abbandona ad ipotesi esoteriche, demoniache o extraterrestri. 
Caronia mappa La scorribanda legale
Il mistero si infittisce e le ipotesi si susseguono in un’enorme spirale. Si aggiungono gli avvistamenti di sfere luminose in cielo e luci bluastre sottomarine. Perfino l’ago della bussola subisce cambiamenti repentini. Gli abitanti incolpano la ferrovia, esperimenti militari top-secret e si giunge a parlare di interessi legati alla malavita fino al sospetto che i fenomeni incendiari siano di natura dolosa, e che sarebbero gli stessi oriundi ad appiccarli. 
Nell’arco di 10 anni la situazione appare immutata, ma la soluzione del mistero esisteva già e risiede nella sismologia. I fenomeni che hanno turbato la serenità di Caronia sono imputabili a fasci elettromagnetici che producono energie termiche fortissime e combustioni. A causarli sono cariche elettriche dovute allo scorrimento-compressione degli strati rocciosi sotterranei. L’emissione di dette cariche fino in superficie e il contatto con le apparecchiature elettriche avrebbero dato luogo agli incendi. In merito gli avvistamenti di sfere di luce, il sismologo Ignazio Galli (1841-1920) stilò per primo una raccolta di fenomeni luminosi che accompagnano i terremoti. 
Galli descrisse numerosi casi, tra cui proprio quelli avvenuti nel corso dei gravissimi terremoti che sconvolsero la Calabria e Messina negli anni 1905 e 1908, in cui si verificò una sequenza impressionante di fenomeni ottici durante scosse, fra cui luminescenze diffuse nel cielo. Galli ha anche citato fenomeni relativi a fiammelle (fiammelle fatue), nebbie luminescenti, bagliori diffusi, colonne luminose derivanti dalla fuoriuscita di sostanze gassose dalle fratture (di origine sismica) della crosta terrestre. L’autocombustione dei gas provoca anche bruciature nella vegetazione, senza evidenza di fiamme. (Informazioni tratte da Tutti i misteri sono risolti, pp. 99–101). 
mappa sismica Sicilia La scorribanda legale


mercoledì 22 marzo 2017

Vespe vasaie e vespe cartonaie. Se le conosci le… eviti!

ape e vespa     Per prima cosa è il caso di imparare a distinguere le api dalle vespe. Le api sono goffe e pelose e producono miele. Pungono se minacciate (perdendo il pungiglione) e la loro vita ormai è sempre più a rischio. Le vespe invece hanno colori accesi, un bel vitino stretto e un gran caratteraccio. Possono pungere ripetutamente semplicemente perché aggressive. Ad entrambe si riconosce il pregio di essere lavoratrici instancabili.

     Tra le vespe vi sono due tipologie molto diffuse: vespe cartonaie e vespe vasaie.

     Le vespe cartonaie possono nidificare nei luoghi più impensati e spesso, troppo vicino alle dimore degli esseri umani. I loro nidi sono un prodigio della natura. Le cellette dalla forma esagonale sono molto precise ed offrono loro un riparo per la notte. Vengono costruiti con un impasto di legno e saliva ed hanno la consistenza di un cartoncino, donde il nome.
Nido vespe cartonaie La scorribanda legale

     Le vespe vasaie hanno un corpo più longilineo. Esse percorrono anche lunghi tragitti per trasportare piccole quantità di terreno impastato con la loro saliva che poi utilizzano per modellare i propri nidi simili a dei vasi di terracotta, ma dalla consistenza assai più solida. 
Vespe vasaie e nidi La scorribanda legale

     Le loro punture causano effetti da non sminuire. La loro stessa, eccessiva, presenza potrebbe essere il segnale che hanno nidificato. Conviene correre ai ripari.
     Gli insetticidi costituiscono un pericolo per l’uomo (con qualche eccezione per gli interventi specialistici), i repellenti naturali citati in rete sono tutti una gran bufala! Si comincia con la polvere di caffè da ardere fino alle fettine di cetriolo… ma le sgradite ospiti banchettano ugualmente. 
     Ucciderle per legittima difesa o a scopo preventivo scatena pericolose rappresaglie poiché la vespa a cui si è tolta la vita sprigiona dei feromoni che attirano le colleghe pronte alla vendetta. 

mercoledì 8 marzo 2017

Isole di plastica negli oceani del pianeta Terra

Oceani Isole di plastica
     Da infante ero una grande appassionata del fumetto di Zio Paperone e sognavo di possedere, o anche solo di tuffarmi, in una piscina piena di soldi. Ero consapevole che ciò non solo non sarebbe mai accaduto, ma che non sarebbe stato possibile per nessuno. Inoltre non è nemmeno igienico. Eppure l’evoluzione del mondo ci porta a spostarci proprio su quell’asse che ritenevamo impossibile. Oggi infatti è possibile nuotare o remare o approdare sulle cosiddette isole di plastica. Nulla di idilliaco, però. Si tratta della dislocazione di un ammasso di immondizia concentrato nel Pacifico a causa delle intense correnti. Il Pacific Trash Vortex o Great Pacific Garbage Patch è un concentrato di plastica che galleggia nel bel mezzo dell’oceano Pacifico. La sua espansione è in crescita e le immagini si rivelano esaustive.
     Tutto è cominciato negli anni Cinquanta (ma ne è stata data segnalazione solo negli anni Ottanta) sotto l’effetto della corrente oceanica denominata Vortice subtropicale del Nord Pacifico, ma i colpevoli sono gli esseri umani.
Pacific trash vortex
     Anche l’oceano Atlantico ha la sua isola di plastica che irretisce tartarughe ed uccelli, i quali se ne nutrono poiché simili a meduse o pesci e periscono per soffocamento.
     Non è materiale biodegradabile e, sottoposto all’azione delle correnti, si frantuma inquinando notevolmente i mari e investendo l’intera catena alimentare. Tali rifiuti marini hanno un loro ciclo mortale: essi subiscono un’abrasione costante che deriva dal vento, dal moto ondoso, dal calore e dai raggi ultravioletti del sole. Tonnellate di plastica galleggiano nei nostri oceani e costantemente disperdono in acqua una specie di neve, ossia la loro stessa frammentazione.
     Da dove viene questa spazzatura? Perdite di carico dalle navi container e antiambientalista scelta di gettare i rifiuti in mare.
     Denominarle isole è un eufemismo volto ad attenuare la gravità della situazione poiché questi aggregati plastici hanno un’estensione più simile a quella di un continente. Cercavate Atlantide e Mu? Beh, ora ci sono! 
     È un fenomeno con conseguenze tossiche e cancerogene pericolosissime, ma che non tange la nostra sensibilità. I danni arrecati all’ambiente e alla nostra salute sono ingenti e in crescita, le opere di sensibilizzazione numerose, ma nemmeno un cenno di risposta da una forma di vita che si millanta intelligente, quella umana. 
Pacific Trash Vortex Isole di plastica

venerdì 17 febbraio 2017

Scioglimento calotte polari, indietro non si torna

Scioglimento calotte polari
     Avete presente quel modo di dire usato quando qualcuno ci fa un complimento profondo? Si usa dire «Mi sciolgo alle tue parole», ma ci si può anche «Sciogliere in lacrime». Sul nostro pianetino c’è qualcuno, anzi qualcosa, che si sta sciogliendo da qualche tempo: sono le nostre calotte artiche che fungono da termoregolatore per la Terra. L’effetto serra e l’innalzamento delle temperature globali sta facendo scongelare a pieno ritmo i ghiacci dei poli.
     Le calotte polari sono lontane da noi e quindi non le vediamo, ma non per questo dobbiamo ignorare una situazione drammatica che avrà dirette conseguenze sull’abitabilità del pianeta Terra.
Il surriscaldamento globale sta facendo mutare il nostro clima e con esso anche flora e fauna dei mari e degli oceani.
Calotta polare Artica
     Tra le dirette conseguenze si annovera un innalzamento dei livelli dei mari, già cominciato, ed un disordine della vita acquatica. Più le calotte perdono volume più le temperature salgono e la vita intera sul pianeta non sarà più possibile.
     I mari invaderanno le terre emerse e renderanno inagibili numerose abitazioni costiere. Dove andranno a vivere quelle persone? Ci penseremo quando accadrà, giusto? Perché cercare di prevenire il cataclisma?
     Ricordate che gli astronauti della missione Apollo 17 scattarono un’istantanea alla Terra e la denominarono The blue marble (la biglia blu)? Di certo ora diventerà completamente blu, senza alcuna sfumatura.
Calotte polari scioglimento
     Nuove fratture si stanno formando sulla banchisa artica e troppe croste di ghiaccio si separano facendo arretrare la massa della calotta. Il ciclo termico stagionale, ogni anno non dà tregua al polo e lo snellisce notevolmente. Ad alcuni si gela il sangue e un brivido glaciale corre lungo la schiena e ne permea le membra, ma è l’unico gelo esistente. 
     Ai poli il permafrost (suolo delle zone polari, gelato fino in profondità) contribuisce a intrappolare grandi quantità di gas metano il cui sprigionamento determinerebbe un’impennata delle temperature globali. Nel peggiore dei casi c’è il rischio di estinzione. Entro un anno potrebbe essere superato il punto di non ritorno e in quel caso si attiverebbero fenomeni atmosferici e meteorologici di enorme portata dotati di due caratteristiche: l’irreversibilità e l’imprevedibilità.  

venerdì 10 febbraio 2017

Neve chimica. Quando la neve era solo neve

Neve chimica nevicata
     Sono nata in un freddo pomeriggio del gennaio 1987. Nevicò molto quell’anno. Trent’anni dopo, nel 2017 sembra essersi ripresentato lo stesso clima gelido con una variante che ha dell’incredibile. È così che ci si ritrova a pensare al tempo in cui gli uomini erano solo uomini, onesti lavoratori che non frequentavano i centri estetici e le donne erano solo donne che si occupavano della pulizia della casa, della cucina e della cura dei figli. Quello era anche il tempo in cui la neve era solo, semplicemente, neve e non neve chimica.
     Un ennesimo segnale di allarme ambientale, la neve chimica. Si tratta di un fenomeno atmosferico sempre meno raro che consiste nella solidificazione delle goccioline d’acqua, in atmosfera umida, attorno alle sostanze inquinanti. Si formano dunque delle particelle di ghiaccio, dette nuclei di congelamento, al cui interno si trovano le polveri sottili generate dallo smog automobilistico e dagli impianti di scarico industriali o del riscaldamento domestico.
Neve chimica. Quando la neve era solo neve
     Avevamo cominciato ad osservare il fenomeno delle piogge acide, poi la situazione si è evoluta. In alcune città italiane già da tempo si è potuta ammirare una caligine di piccole sostanze inquinanti sospese nell’aria. Era la nebbia più angosciosa. Ora è salita di livello, si è cristallizzata e precipita al suolo.
     Nulla desta più ammirazione di un paesaggio innevato, ma oggi quando scorgiamo un fiocco di neve iniziamo ad avere la consapevolezza che esso non rappresenta più la purezza, ma un miscuglio di elementi fortemente inquinanti e dannosi per la salute umana: piombo, solfuri, silicati, mercurio, ossidi di rame, cadmio.
     Oggi se ne parla apertamente, ma è probabile che anche la nevicata del lontano 1987 sia stata chimica.
     Per quanto ancora la natura deve tentare di collegarsi con noi prima che captiamo il suo segnale?  
    Mi piacerebbe pensare al periodo in cui la neve era solo neve, ma non ho idea di dove collocare questo momento storico sulla spirale del tempo.

     Potrebbero interessarti un paio di articoli sulle polveri sottili:
- Killer invisibili e silenziosi nell'aria: le polveri sottili ;
- Polveri sottili: un pericolo in crescita. Come contrastarlo? .

mercoledì 28 dicembre 2016

Nostalgia del mare

Nostalgia del mare
di
Silvana Calabrese

inverno La scorribanda legale
Mare pace e serenità La scorribanda legale
D’inverno, quando sono in città,
mi sembra un ricordo lontano,
quasi di un’altra età.

Veloci sono le correnti,
ma i viaggi in macchina
sembran sempre troppo lenti.

Mare La scorribanda legale
relax mare Silvana CalabreseLimpida, fresca e cristallina
mi appare
quella vasta massa
d’acqua che è il mare.

Ci si può rilassare, giocare,
abbronzare e se hai già
imparato, anche nuotare,
ma quando agitato è,
so che neanche un
bagnante c’è.

Ogni tanto mi fa
male il cuoricino
quando apro il mio 
cassetto e vedo il costumino.

venerdì 16 settembre 2016

Terremoto. La profezia di Leonardo Da Vinci si è avverata in Emilia

terremoto effetti distruttivi la scorribanda legale
Si è disegnato un sorriso sul volto di un’Emilia straziata dalle scosse telluriche nel 2012. È merito dell’orchestra più grande nella storia della musica italiana. Mille musicisti si sono riuniti in concerto per i terremotati dell’Emilia. 
Sono giunti da molte regioni italiane ed europee e si sono dati appuntamento mediante il web. Intonando, con mille strumenti, «Fratelli d’Italia» hanno suonato gli accordi della solidarietà.
L’iniziativa di un’orchestra tanto estesa e multiregionale si è potuta realizzare grazie a internet, quella piattaforma capace di collegare persone dimoranti in luoghi remoti. 
Leonardo Da Vinci Silvana Calabrese
La rete realizza quanto profeticamente preannunziò Leonardo da Vinci (1452-1519) nel Codice Atlantico, la più ampia raccolta di disegni e scritti comprendente oltre 1000 pagine raccolte in 12 volumi conservati presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano. La profezia di Leonardo si è avverata in maniera completa in Emilia: «Parleransi li omini di remotissimi paesi l’un l’altro e risponderansi… Parleransi e toccheransi e abbracceransi li omini, stanti dall’uno all’altro emisperio, e intenderansi i loro linguaggi».
Chat, webcam ed e–mail hanno fatto sì che persone lontane potessero parlare e rispondersi. Mossi dal desiderio di risollevare il morale ad una regione provata dai terremoti, gli omini di Leonardo si sono dati appuntamento, abbracciandosi e stringendosi la mano (toccheransi). Perfino l’ultima affermazione della profezia si è avverata: i musicisti hanno inteso i loro linguaggi perché quello della musica è un linguaggio universale e quello della solidarietà è un sentimento che varca le frontiere territoriali.

Terremoti schema la scorribanda legale
Lo hanno definito il «concerto dei mille» quasi a voler echeggiare la famosa impresa di oltre un secolo prima. Nel 1860 le speranze dei patrioti erano riposte in Garibaldi. La Spedizione dei Mille fu concepita dal repubblicano Garibaldi in nome dell’Unità italiana. Il recente evento riflette la storica spedizione sotto un altro punto di vista: la composizione sociale e la provenienza geografica dei Mille erano varie: provenivano da diverse regioni di quella che sarebbe diventata l’Italia.
Terremoti Italia la scorribanda legale

domenica 22 maggio 2016

Come fare a ridurre le emissioni di CO2

Dalla piattaforma con furore… il Vlog “La scorribanda legale”
La scorribanda legale ha la sua web tv

Il blog che state visitando ha inaugurato il suo omonimo Video-blog coinvolgendo (o stravolgendo) la piattaforma. 
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lunedì 18 aprile 2016

Astensionismo referendum trivelle petrolio mare

Italiani campioni di astensionismo referendario
Dalla piattaforma con furore… il Vlog “La scorribanda legale”
La scorribanda legale ha la sua web tv

Il blog che state visitando ha inaugurato il suo omonimo Video-blog coinvolgendo (o stravolgendo) la piattaforma. 
Non sarete più solo dei lettori, ma degli spettatori.
E dopo una visione che si spera sia sempre di vostro gradimento, vi chiediamo di eseguire poche semplici operazioni
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- OMS. Sovrappeso e obesità: epidemie globali ;
- Come evitare di perdere i propri risparmi ;
- La Buona Scuola inasprisce vecchie polemiche ;
- Con la crisi economica fai shopping visivo ;
- Come fare a ridurre le emissioni di CO2 ;
- Passione Lego, impossibile resistervi. Grazie Lego ;
- I call center dei molesti gestori telefonici ;
- Videomessaggio sindaco Bari Antonio Decaro Parco 2 giugno ;
- Silvana Calabrese, direttore de "La scorribanda legale" ;
- Dividere i risparmi per pararsi il... conto ;
- L'Università di Bari fa acqua da tutte la parti ;
- Lampada di Wood per vedere se le banconote sono false ;
- Lego e gli Afol, Adult Fan Of Lego ;
- Annuncio, cercasi boss per matrimonio ;
- La grande energia delle ispirazioni ;
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- Immigrati non integrati mala Italia sospensione Schengen ;
- La chiusura di Equitalia, come una barzelletta ;
- Via Vassallo, Bari, la superstrada della morte ; 
- Le ricerche su Wikipedia, ma con metodo .