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sabato 31 dicembre 2016

Compilation degli errori

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mercoledì 28 dicembre 2016

Nostalgia del mare

Nostalgia del mare
di
Silvana Calabrese

inverno La scorribanda legale
Mare pace e serenità La scorribanda legale
D’inverno, quando sono in città,
mi sembra un ricordo lontano,
quasi di un’altra età.

Veloci sono le correnti,
ma i viaggi in macchina
sembran sempre troppo lenti.

Mare La scorribanda legale
relax mare Silvana CalabreseLimpida, fresca e cristallina
mi appare
quella vasta massa
d’acqua che è il mare.

Ci si può rilassare, giocare,
abbronzare e se hai già
imparato, anche nuotare,
ma quando agitato è,
so che neanche un
bagnante c’è.

Ogni tanto mi fa
male il cuoricino
quando apro il mio 
cassetto e vedo il costumino.

domenica 25 dicembre 2016

Origami. Ninfea sottobicchiere con tovagliolo

     Prediligete un tovagliolo di carta di media durezza per un effetto verosimile. 
Ninfea origami tovagliolo carta Natale La scorribanda legale - Blog
Della sezione "Origami" fanno parte anche:
Origami. Albero di Natale con tovagliolo di stoffa ;
Origami presidenziali - Burattini da dita ;
Origami 3D. Tavolino elegante ;
Origami semplici: camicia con cravatta .

Origami. Albero di Natale con tovagliolo di stoffa

     Che sia la carta ad essere piegata o un tovagliolo di stoffa, il risultato è sempre un origami. 
     Ecco un esempio di come si può decorare la propria tavola in occasione delle feste natalizie. 
Albero Natale tovagliolo stoffa La scorribanda legale - Blog
Della sezione "Origami" fanno parte anche:
Ninfea sottobicchiere con tovagliolo ;
Origami presidenziali - Burattini da dita ;
Origami 3D. Tavolino elegante ;
Origami semplici: camicia con cravatta .

venerdì 23 dicembre 2016

Politicamente scorrette le battute sulle canne

     Tra vizi e dipendenze. Perché la droga dilaga? Sembrerà strano ma forse questo è l’ultimo dei problemi che ci dovremmo porre. È il nostro atteggiamento verso il mondo delle droghe pseudo leggere a meritare notevole attenzione.
marijuana La scorribanda legale
     Quando sono in auto amo ascoltare la radio, mi distrae dalle nevrosi degli automobilisti, ma ultimamente me ne sono pentita. I conduttori di ben due note stazioni radiofoniche, farfugliavano ironicamente fino a che hanno tirato in ballo la questione «Farsi le canne». Ci hanno scherzato come se fumare erba fosse un innocuo e divertente passatempo privo di conseguenze. Quel che è peggio e che, sempre con misera ironia, hanno invitato chiunque sotto le feste a farsi le canne per superare amarezza, solitudine o cene di famiglia. Tre parole: non ho gradito.
     Ho trascorso un pomeriggio con il figlio di amici, il quale non ha nemmeno raggiunto una decade di vita, ma al quale è stato donato un tablet con connessione illimitata. Non se ne separa e se lo accende per un motivo nobile, si lascia distrarre da futili intrattenimenti tra cui i video che YouTube consiglia come i migliori al mondo. In queste clip non mancano espliciti riferimenti alle canne ed anche al Sert (SERvizio Tossicodipendenze). Nelle feconde menti dei bambini, che Maria Montessori soleva definire menti assorbenti, questi video spazzatura sono messaggi che si insinuano prolificamente. Di quale concetto ci stiamo facendo portatori? Le droghe dilagano perché la gente se ne serve e a quanto pare questa realtà è bene accetta al punto da coadiuvarne la pratica. In effetti anche l’Italia, con la sua forma peninsulare, somiglia ad una pipetta per farsi una paglia. Forse nel Bel Paese non troveremo più un solo cittadino lucido.
Farsi le canne marijuana La scorribanda legale
     Presentiamo il mondo delle droghe come uno sballo ed una rottura della routine, ma credo sia il caso di soffermarci a riflettere sugli aspetti veri e concreti delle dipendenze da sostanze stupefacenti.
     Dietro l’eleganza della fogliolina di marijuana si cela la perdizione. Farsi le canne è un lungo e tortuoso tunnel dal quale si fa fatica ad uscire, nel quale ci si pente di essere entrati e per il quale nessuno ti allerta. I media non sono dei validi alleati in questo e sembrano intenti in un’opera di sensibilizzazione che induca a «farsi». I conduttori disonorano la propria professione e dimostrano di non avere nemmeno un soddisfacente bagaglio culturale o un repertorio stimolante.
     Passiamo alla sfera economica. Chi si incammina sul sentiero delle droghe, dilapida il patrimonio familiare, talvolta ruba in casa propria, è succube del proprio spacciatore o del gruppo di amici «cannati».
     La sfera emotiva? Perdita di sé, incrinazione dei rapporti affettivi, grave disagio. La famiglia appare distrutta e disgregata proprio come quei pezzetti di erba nel sacchettino trasparente.
     La migliore domanda da porsi è: perché siamo dei così validi alleati delle droghe? Le battute non sdrammatizzano, ma incoraggiano. 
     Questo articolo fa luce su una realtà vergognosa, di certo non sarà condiviso (ma questo è il mio forte!). Ma per restare nel gergo vi propongo di fumarvelo e di trattenerlo fino al cervello!

mercoledì 21 dicembre 2016

Lettere al giornale, uno sguardo al passato

Walter Benjamin La scorribanda legale
Nei libri di storia si può leggere che il mezzo di comunicazione che più mobilita l’opinione pubblica è il giornale, specialmente agli albori.
Andy Warhol inaugurò la possibilità di «essere famosi anche solo per quindici minuti». La pagina dedicata alle lettere che i cittadini indirizzano al giornale sembra attuare la profezia di Warhol.
Se poi qualcuno ha l’occasione di veicolare e apprendere temi sociali, è opportuno citare Walter Benjamin. Il filosofo tedesco si è impegnato nella stesura di saggi pregni di riflessioni filosofiche, tra cui «L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica» nel 1955. In un paragrafo della sua opera ha delineato il ritratto di coloro che contribuiscono a creare i molteplici spunti di questa pagina. «Per secoli, nell’ambito dello scrivere, un numero limitato di persone dedite alla scrittura stava di fronte a numerose migliaia di lettori. Con l’espansione della stampa, gruppi sempre più cospicui di lettori passarono – dapprima casualmente – dalla parte di coloro che scrivono. Il fenomeno cominciò quando la stampa quotidiana aprì loro la propria rubrica delle lettere al direttore
Silvana Calabrese viaggia in prima classe VIP
Così il lettore è sempre pronto a diventare autore. In quanto competente di qualcosa, poiché lo è diventato nell’ambito di un processo lavorativo specializzato, e sia pure in quanto competente di una funzione irrisoria, ha accesso alla schiera degli autori».
Ma potremmo anche risalire storicamente alla voce del popolo del Settecento e dell’Ottocento. Mi riferisco alla «London Gazette», il giornale ufficiale del governo inglese. I popolani erano mediamente alfabetizzati ed esercitavano con frequenza la pratica della lettera. Dai contenuti si può evincere una certa tensione riconducibile a tre tipologie di risentimento: le condizioni disumane del lavoro in fabbrica e concorrenza sleale creata dai macchinari; i problemi cagionati dalla recinzione con conseguente privatizzazione di terreni destinati a uso comune per il sostentamento delle fasce più povere della popolazione; la disperazione per il caro vita. Dal 1790 le tematiche presentavano un aumento del tasso di politicità e ciò indusse le autorità a ridurre le pubblicazioni. 
Spesso questa particolare pagina presente nelle testate conduce ad un risultato: una scrittura orientata alla catarsi e alla ricerca della lucidità sia nella denuncia di un disservizio, sia nell’affrontare un problema personale e sociale scorgendone la possibile soluzione.

domenica 18 dicembre 2016

Senza averlo letto: recensioni assurde


     Il titolo del libro Lungo i sentieri dell’identità, senza averne letto i contenuti, ci fa pensare alle varie tappe della vita, ma soprattutto fa da guida come un faro per una barca.
     Ciascuno di noi ha due elementi della personalità che appartengono allo stesso stabile pur sembrando lontani: l’io che è la parte che dimostriamo agli altri e che conosciamo bene tanto da usarla per descriverci (io sono bella, brava…), mentre il sé è come una personalità nascosta che non riusciamo a descrivere e a capire nemmeno noi stessi.
     L’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta sono le fasi di sviluppo di una persona. La prima è l’infanzia, la fase in cui si è liberi, spensierati e sinceri, si agisce senza l’intenzione di far soffrire qualcuno e si ascoltano solo le persone più presenti e sulle quali si può contare (famiglia). L’adolescenza è la tappa di vita nella quale si inizia a ragionare con la propria testa tendendo ad andare contro i consigli degli adulti, soprattutto per orgoglio quando facciamo qualcosa da soli (anche se sbagliata) In questo periodo si fanno tante esperienze, mai provate in precedenza. Durante l’età adulta si hanno molte responsabilità e molti incarichi e se ne sente il peso. Noi adolescenti vorremmo diventare subito adulti per realizzare i nostri sogni e perché pensiamo che si possa avere un potere. Questo è il momento in cui si vive grazie al lavoro compiuto da soli. È una situazione mai vissuta prima.
     Nella vita ci sono dei concetti di riferimento: scuola (per i ragazzi), lavoro (per gli adulti), amicizia (per tutti) e matrimonio. La scuola, nel periodo in cui è vissuta, viene detestata, mentre una volta terminata la si rimpiange (così si dice). Rappresenta il nostro dovere ed è il luogo in cui costruiamo il nostro futuro. Il lavoro, invece, è quello grazie al quale ognuno di noi si guadagna da vivere ed è sempre più difficile trovarlo. L’amicizia è molto importante perché può essere uno sfogo (tra amici ci si confida). Due persone amiche da molti anni possono essere inseparabili. Il matrimonio viene definito il giorno più bello della propria vita perché due persone “si legano” senza separarsi fino alla morte.
     Il self marketing è la capacità di pubblicizzarsi diventando persone colte e con un’educazione adeguata. Il modo di porsi di una persona può derivare da una costante lettura, dall’esercitazione della scrittura; col tempo si impara a tenere dei discorsi pubblici essendo capaci di intrattenere il pubblico… merito della cultura. A volte i consigli che risolvono il disagio degli altri riescono a sistemare i propri problemi… grazie all’altruismo.
     Ma la cosa più importante, in questo percorso, è credere in se stessi ed avere fiducia in sé.

     Il gruppo di redattori: Daniela Sciacovelli, Chiara Valenti, Dario Pegna.
Gli alunni della Scuola Santomauro Giornalismo

     La redazione, tutta: Francesco De Blasi, Davide Grimaldi, Eleonora Laviosa, Dario Pegna, Carla Piscitelli, Elisabetta Rosa Ricco, Sophia Renata Rotunno, Alessandro Rufo, Daniela Sciacovelli, Linda Timpano, Chiara Valenti. 
     Scuola “G. Santomauro” A.S. 2016–2017

venerdì 16 dicembre 2016

Rose (5) a punto croce nei quadretti ovali

     Su di esse esistono molti aforismi.
     Che cosa c’è in un nome? Quel che noi chiamiamo col nome di rosa, anche se lo chiamassimo d’un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo.
     (William Shakespeare)
     Quando siete in preda al pessimismo, guardate una rosa.
     (Albert Samain)
     Una città non vale più di un giardino di rose.
     (José Santos Chocano)
     Il potere ammaliante di una rosa, anche ricamata a punto croce.
     In merceria si possono trovare delle cornici ovali che funzionano a incastro. 
5 rose a punto croce Silvana Calabrese - Blog

     Desideri lo schema? Contattami


mercoledì 14 dicembre 2016

Le ricerche su Wikipedia, ma con metodo

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domenica 11 dicembre 2016

Videogiochi. Importanti per i piccini, ma ad una condizione

I videogiochi sono nati da un esperimento per una tesi di dottorato negli anni ’50. Ci si accorse che l’interesse degli utenti proviene dalla simulazione della realtà trasponendo su uno schermo leggi fisiche (es. il moto). Sono stati elaborati numerosi dispositivi elettronici (per i diversi giochi) che consentono l’interazione con le immagini di uno schermo mediante periferiche come tastiera e joystick. L’evoluzione dei dispositivi ha generato i videogame tridimensionali capaci di andare ben oltre l’intrattenimento esercitando prorompente attrazione. Il giocatore vi si immerge totalmente. La tecnologia diviene esperienza di gioco (avventura, azione, ruolo, strategia, sport, simulazione).
Battle City Tank Silvana Calabrese videogiochi
Eminenti psicologi affermano le proprietà benefiche dei videogiochi che stimolano il cervello inducendo ad agire con immediatezza di ragionamento. I videogame incrementerebbero le potenzialità intuitive, tecniche, tattiche e strategiche. Studi meno enfatizzati lanciano, invece, un serio allarme circa la dipendenza e i deficit di memoria ed apprendimento cagionati dall’interazione col virtuale. Gli attuali infanti sono dei nativi digitali espertissimi. Si direbbe che le realtà 3D abbiano sviluppato in loro grandi capacità di immaginazione, ma un esempio pratico confuta questa ipotesi: ho visto bambini alle prese con uno di quei labirinti in cui con il tratteggio della penna si deve aiutare il topolino a raggiungere il pezzo di formaggio dall’altra parte del labirinto senza valicare le pareti. Il pargolo pare in preda a gravi disabilità e disegna linee rette piuttosto che cercare un sentiero. Dov’è finita la capacità di elaborare strategie o di immaginare l’ostacolo da sormontare e la tattica per raggiungere l’obiettivo? E la capacità intuitiva che i videogiochi dovrebbero innescare nelle fertili menti dei più giovani? La penna è un macigno in mano ai nostri bambini e sembra di trascinarla sul foglio di carta simile ad una strada accidentata.
La dipendenza è un dato di fatto. Il potere che i videogiochi hanno di isolarci non denota concentrazione, ma alienazione. Tuttavia c’è un modo per coniugare le opposte tesi degli esperti. Tornare al gioco bidimensionale. Giocare con un partner coetaneo o figura di riferimento. Avere dialogo durante il gioco per elaborare strategie vincenti. Non dedicarvi troppo tempo e non renderlo un appuntamento fisso. I videogame non sono una cura. Seguendo queste semplici regole si evitano spiacevoli inconvenienti e si instaura un dialogo intergenerazionale. Le ho elaborate da adolescente quando giocavo a Battle City Tank, un gioco d’azione in cui il proprio carro armato (tank) deve abbattere una schiera di 20 carri armati nemici, difendere la base e raccogliere rapidamente dei bonus. Ogni livello comporta delle difficoltà legate alla distribuzione di muretti, fiumi o boscaglie. 
Da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 11 luglio 2015, p. 16. 

giovedì 8 dicembre 2016

Cavalletto con gli stecchi del gelato

Treppiedi con i bastoncini del gelato
Hai delle foto che vorresti esporre senza ricorrere ad una cornice tradizionale?
Qui trovi la soluzione che fa al caso tuo.
Procurati degli stecchi del gelato, adeguatamente puliti oppure acquistati; armati di colla ed un fil di ferro. 
Potrai realizzare un portafotografie che somiglia al cavalletto da pittore. E vi puoi collocare foto sia in senso verticale che orizzontale. 
Cavalletto stecchi bastoncini gelato portafoto Silvana Calabrese - Blog

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martedì 6 dicembre 2016

Autopsia del governo Renzi

…all’indomani della sconfitta referendaria
con massima affluenza alle urne
      Mi accingo ad effettuare l’esame autoptico dell’ormai defunto governo Renzi. Mi arrogo il diritto di stilare tale referto come lui era salito al potere senza essere eletto.
Renzi dimissioni La scorribanda legale
     Non vorrei sbagliare, ma forse il Matteo è stato il nostro governante più giovane e con orgoglio affermava: «Nessuno vi concederà il potere. Spetta a voi andare a prenderlo». Questo suo aforisma mi fa venire in mente la linea politica che ha seguito con discreto successo e con fare dinamico.
     Matteo Renzi era stato definito un brillante comunicatore da un popolo italiano per il quale l’ignoranza è una virtù. L’ex premier era di certo l’uomo degli slogan – ora potrebbe dedicarsi ad una promettente carriera nella pubblicità – ma una frase ad effetto non fa un buon comunicatore ed è questo delicato aspetto che gli italiani non sanno cogliere nel prossimo.
     L’ormai dimissionario Matteo ha dimostrato di essere un pessimo comunicatore proprio quando aveva la cinepresa puntata ed un pubblico di spettatori, gli italiani, ai quali spiegare la sua manovra più complessa. In quel momento occorrevano doti comunicative, ma è proprio lì che la comunicazione si è interrotta.
Renzi Matteo dimissioni la scorribanda legale
     Chi governa ha la rara occasione di servire ed onorare un paese fatto di persone umili, le stesse che ancora risentono della crisi economica e della disoccupazione.
     Cosa cercava Renzi? Il dialogo e la comunione con i suoi concittadini? Oppure la popolarità? È proprio in stile liceale che interpreto scenografie come le cene alla Casa Bianca, l’abbraccio ai pompieri intenti a salvare vite dopo il sisma, il viaggio negli States per sostenere le tenniste italiane e molto altro. Avrebbe dovuto desiderare tutti noi e non cedere all’idolatria. Avrebbe dovuto pensare concretamente a tutti i giovani adultescenti che ancora aspettano di iniziare a vivere da cittadini attivi, sopportando il suo modo di biasimarli: «Vi piangete addosso!».
     Ed ora un’ultima metafora a me molto cara, quella col mondo del surf, mia grande passione.
     Per tutta la vita Matteo Renzi ha dimostrato di essere come un surfista che va in cerca della grande onda. Da giovanissimo ha conquistato un bel gruzzolo nel quiz televisivo di Mike Buongiorno e lo ha investito nella politica. Da quel momento ha coronato sogni e collezionato successi. Ma proprio quando le onde si sono fatte più alte e adatte a surfare, lui è crollato ed è corso a rassegnare le dimissioni. 
     Il vero surfista cade dalla tavola da surf perché restare in equilibrio non è semplice, ma ci si rimette sulla tavola e si riprova perché la grande onda si deve cavalcare fino in fondo. Mollare non è contemplato. 
Renzi fiasco la scorribanda legale