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mercoledì 3 maggio 2017

Tutti per uno, otto per mille

8 per mille La scorribanda legale
Qualcuno si ricorda di quel simpatico gioco chiamato «telefono senza fili»? Da bambina, tutte le volte che mi si presentava l’occasione di recarmi ad una festa di compleanno non ero nella pelle all’idea che sarebbe stato proposto questo gioco. Mi divertiva perché, trovandomi sempre in una posizione intermedia tra il primo e l’ultimo giocatore, cambiavo completamente e volutamente la frase da trasmettere. Il risultato era uno strano fenomeno che veniva attribuito alle scarse percezioni uditive e non al sospetto che qualcuno sovvertisse il senso delle frasi. Questa è una storiella in apparenza priva di nesso logico col titolo. Spetta a me spiegarlo.
Noi tutti siamo cittadini italiani e quando paghiamo le tasse o denunciamo i redditi siamo contribuenti. Noi tutti, davanti alla legge siamo persone fisiche. Ecco spiegata la sigla IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche). Fatte le presentazioni, spieghiamo il gioco: quando dichiariamo i redditi ci viene chiesto di apporre una firma per l’otto per mille. Vuol dire che per legge una piccola quota viene destinata allo Stato e/o ad un’istituzione religiosa tra quelle candidate. Così lo Stato può intervenire per sanare la fame nel mondo, conservare i beni culturali o per la ricostruzione dopo un disastro ambientale. Ma l’utilizzo di questi fondi non ha sempre seguito la retta via ed ora è risaputo che lo Stato ha finanziato una missione militare in Iraq.
Silvana Calabrese la scorribanda legale
La Chiesa, come recitano gli spot pubblicitari, profonde opere di carità assistendo i bisognosi del terzo mondo. Non si fa accenno al sostentamento del clero, cosa che non è da biasimare, ma sarebbe degna di nota.
Non c’è trasparenza sui dettagli delle modalità di impiego del denaro da parte delle chiese. Altre confessioni religiose omettono perfino di pubblicare le rendicontazione annue. Troppo tardi si viene a conoscenza che le somme devolute secondo la legge vengono sperperate in attività personali e che ben poco arriva in posti devastati da fame, malattie e calamità naturali. Se ci fermassimo a osservare lo svolgersi della vita e se fossimo in grado di orientare il nostro sguardo anche nei luoghi remoti del pianeta, ci renderemmo conto dell’immenso squilibrio tra sfarzo e indigenza. 
Come mai tanto potere e tanta dissolutezza? Ci sono risposte storiche: con un flashback risaliamo al 1848, quando lo Statuto Albertino dichiarava nell’art. 1 che la Religione Cattolica fosse religione di Stato. Con un altro flashback giungiamo al 1929, quando tra Stato fascista e Stato Vaticano furono stipulati i Patti Lateranensi con i quali i due poteri si riconoscevano e si legittimavano reciprocamente. Qualcuno sta deliberatamente sovvertendo il senso e l’obiettivo dell’otto per mille come fosse il gioco di cui sopra. A volte è un errore affidare la propria coscienza ad un’istituzione anche se propone opere caritatevoli. A volte è meglio agire in prima persona.

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