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giovedì 9 ottobre 2014

Il mio testamento a favore di Bari

Il mio lascito al Comune di Bari
     La sottoscritta Silvana Calabrese, nata a Bari l’11.01.1987, ivi residente e ivi laureata, nel pieno delle sue facoltà mentali nomina il Comune di Bari suo unico erede. Dovrebbe iniziare così un testamento, sempre che non abbia guardato troppi telefilm. Come in questi ultimi, facciamo un balzo indietro col sottotitolo «Alcuni mesi prima». Ho cercato di fare qualcosa per cui gli ambientalisti mi sarebbero stati grati: effettuare i miei spostamenti con l’autobus. Dunque mi sono impegnata a non toccare le chiavi dell’auto, tra l’altro in comodato d’uso perché appartiene ad un altro membro del mio nucleo familiare e pertanto esclusa dal mio testamento. E così mi sono immersa nell’affascinante mondo dei «mezzi pubblici» imparandone presto il gergo: «è strapieno», «ha saltato la corsa», «è in ritardo», «è passato in anticipo», «ha un’avaria». Acquisto il biglietto ma non lo utilizzo mai perché non riesco a prendere l’autobus.
     Non sono una veggente, ma so bene che quando mia nonna esce di casa e prende i mezzi, mi giungerà una sua telefonata e non perché sono la prediletta tra i suoi nipoti, ma perché la vettura ha subito un guasto o ha saltato due o più corse. Sono giunta alla conclusione che è decisamente più semplice salire su di un carro armato (era possibile alla Fiera del Levante di qualche anno fa).
     Molti baresi si impegnano a ridurre le emissioni inquinanti delle proprie auto usufruendo dei mezzi di trasporto pubblico: alcuni acquistano il biglietto semplice per 0,80€; altri trovano più comodo l’abbonamento; altri ancora prendono la multa di 50€ il cui aspetto positivo è che dovrebbe aggiungersi ai fondi per la manutenzione degli autobus. Eppure l’efficienza sfiora sempre livelli bassi e durante le ore di punta il numero di vetture Amtab su strada non aumenta, costringendo i passeggeri a comprimersi.
     Ricordo che quando il sindaco Emiliano si affacciò sulla scena politica gli si attribuiva un grande pregio: l’aver svolto la professione di magistrato lo aveva reso più vicino ai problemi dei concittadini, ma per esserlo davvero, il primo cittadino dovrebbe provare almeno una volta i mezzi pubblici e non per una passeggiata, bensì per sbrigare delle commissioni.
     Quanto mi sono azzardata a promettere non è certo un caso isolato: nel 1933 in California è stata costruita la Coit Tower, una torre commemorativa a seguito del lascito di Lillie Hitchcock Coit per abbellire San Francisco, città alla quale Lillie ha lasciato in eredità 1/3 del suo patrimonio «affinché fosse speso in modo appropriato con lo scopo di incrementare lo splendore della città che ho sempre amato».
     Ora mi dica, dottor Patruno, se quanto ho scritto, giuridicamente parlando vale come testamento oppure devo rivolgermi ad un notaio.

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