Alla ricerca di un
balisong mi sono ben presto resa conto
della facilità con cui ci si può procurare tale arma senza verifiche, controlli
o istruzioni, in completo anonimato. Ma poi il mio peregrinare in lungo e in
largo per il web mi ha vista approdare su un sito web dalla veste grafica
ordinata ed esaustiva, quello dell’
armeria Darmar.
La professionalità che si
evince anche dalla semplice navigazione sul portale ha fatto la differenza. Ma
facciamo un passo indietro così che i lettori possano cogliere l’importanza
della foce attraverso il percorso di ricerca.
Il
balisong butterfly knife è un coltello a farfalla di
origine filippina il cui manico, che da chiuso protegge la lama, si dischiude
in due parti (donde il nome “a farfalla”) che ruotano di 180° per rendere la
lama fissa e pronta all’uso. È un’arma bianca che può arrecare danni di grave
entità se riposta in mani incoscienti.

È stato reso celebre da numerose pellicole: di un certo
impatto è la scena tratta dal film
Face/Off
– Due facce di un assassino in cui il personaggio interpretato da John
Travolta fa dono alla figlia di un modello di
balisong a scopo di difesa
personale al fine di scongiurare ulteriori tentativi di violenza. L’avvincente,
significativa e a tratti seducente sequenza di fotogrammi non deve però
fuorviare l’idea di detenzione da parte degli spettatori. Possedere un
balisong
non rappresenta un incentivo alla violenza. La libera vendita dello stesso non
è pensata per favorire atti vandalici, intimidatori o di bullismo. In molti
casi può permettere di sentirsi più sicuri, soprattutto se adoperato e
custodito entro i parametri di sicurezza.
Se non legato alla difesa o alla sicurezza personale, il
balisong viene impiegato in giochi di abilità straordinari che portano chi li
pratica all’acquisizione di veri e propri
skills
(abilità in inglese). Non è passata inosservata, ad esempio, la capacità di
Angelina Jolie di dilettarsi in una serie di esemplari numeri con un
coltello a farfalla in un’intervista televisiva; le capacità di Lara Croft non vengono
meno neanche al di fuori dello schermo.
Per i principianti capita che l’acquisto sia rivolto ad un
balisong adatto al
training oppure si
fa esplicita richiesta, in armeria, di smussare la lama fino a renderla del
tutto innocua. Nel passaggio dal livello propedeutico a quello avanzato si
viene in possesso di un coltello con lama tagliente.
Cimentarsi in quei giochi di abilità e destrezza, che in
gergo si definiscono
tricks, richiede
allenamento costante e una notevole coordinazione tra polso, mano, e dita. Il
risultato? Raggiungere un confine sottile tra una nuova disciplina sportiva e
una vera e propria arte. Nulla di nuovo, abbiamo esempi nel mondo del calcio i
cui palleggi si sono evoluti nel calcio freestyle, l’arte del palleggio
acrobatico; non inferiori sono le bizzarrie con il pallone da basket; senza
dimenticare le gare di skateboard o le evoluzioni realizzabili nella break
dance.

Per restare nel mondo delle arti marziali, l’esercizio con un
butterfly
è paragonabile a quello con le armi snodate asiatiche chiamate
nunchaku. Occorre molta concentrazione
per eseguire tali contorsionismi e restare illesi dalla lama affilata di un
coltello pieghevole. Per questo ritengo che le acrobazie con un
balisong fondano
il fascino e l’agilità del gioco con uno yo-yo con la pericolosità del parkour.
Tuttavia stiamo focalizzando l’attenzione su un’arma ed è
nostro dovere conoscere il quadro normativo di riferimento che ne regola la
detenzione, il trasporto e l’utilizzo. L’aspetto legislativo è piuttosto chiaro
al riguardo e si condensa prevalentemente nel Tulps
(acronimo di Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza) approvato con il
Regio Decreto del 18.06.1931 n. 773 e nella Legge 110 del 18.04.1975.
Rispettivamente gli articoli 42 e 4 disciplinano rigorosamente il concetto di porto
di armi. Da non trascurare è anche la distinzione tra porto e trasporto d’armi
la cui variabile fondamentale è l’immediata accessibilità all’arma (Legge n. 85
del 25.03.1986, Norme in materia di armi per uso sportivo).
Tutto questo non si riassume in una serie di divieti o
invalicabili obblighi perché esiste la possibilità certa di godere di piena
libertà… nell’osservanza delle regole.
Diffidate da quegli acquisti sbrigativi e quasi del tutto
anonimi resi possibili dai meandri della rete poiché essi sono privi di un
riferimento, di una guida esperta. Fate rotta verso
Darmar, un’armeria, un
negozio, un tempio delle armi che non si limita ad armare i propri clienti
riponendo nelle loro mani armi di ogni genere, ma li istruisce adeguatamente in
merito senza tralasciare alcun dettaglio.
Darmar vanta un personale altamente
qualificato che con passione e fin dall’apertura della sede si è mostrato
«attento ai nuovi appassionati che si
avvicinano alle armi da soli e senza alcun aiuto» perché «vi è il bisogno assoluto di informare e
fare cultura per permettere ai giovani di avvicinarsi al mondo dello sport del
tiro a segno con assoluta serenità neutralizzando qualsiasi messaggio negativo anti
armi che giunge dai mass media».
Disponibilità, competenza e assistenza costituiscono il
trinomio vincente della
Darmar che desidera un dialogo costante con gli esperti
tanto quanto l’orientare i neofiti che con timore ed insicurezza tentano un
primo approccio con le armi.
Varcare la soglia dell’
Armeria Darmar Italia significa fare
la conoscenza di un personale di elevato profilo professionale in grado di
fornire una completa assistenza legale ed amministrativa nel totale rispetto
delle normative vigenti. Si soddisfa ogni curiosità nel settore dell’armeria;
si contribuisce a diffonderne la corretta conoscenza; si fa sfumare il luogo
comune per cui chi nutre una passione per le armi sia un potenziale criminale.